ANA ALONSO e JAVIER PELEGRIN.
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TATUAJE.
Un legame indelebile.
Parte 2.
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Titolo originale: Tatuaje.
Traduzione di: Laura Miccoli.
2010. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Libro terzo: La Torre dei Venti.
Libro quarto: Il trono vuoto.
Epilogo. 
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Fine Indice.
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Libro terzo.
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La Torre dei Venti.
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Capitolo 1.
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Le acque scure del porto sportivo sciabordavano silenziose attorno agli scafi degli yacht, cullandoli con il loro andirivieni e facendo sbattere i loro alberi con un rumore metallico. Alex camminava avanti e indietro lungo il molo, avanzando con attenzione per non scivolare sulle lastre di pietra umide. Era stanco di aspettare; il freddo gli aveva arrossato le nocche e sentiva uno sgradevole intorpidimento alle gambe.
Gli ultimi riflessi rosati del sole si fusero sull'acqua con le luci bianche dei lampioni, eppure Jana non si era ancora fatta viva. Cominciava a domandarsi se avesse sbagliato orario, o se Jana avesse capito male, quando distinse una sagoma che si avvicinava con passo svelto per il lungomare deserto. Sembrava minuscola di fianco alle alte palme. Solo quando fu abbastanza vicino, Alex si rese conto che non si trattava di Jana, ma di suo fratello David.
Uno sbuffo di irritazione fu tutto ci che riusc a emettere in risposta a un gesto di saluto del ragazzo.
Quando l'ebbe di fianco, si accorse che nemmeno David sembrava contento. Iniziarono a camminare in silenzio uno accanto all'altro in direzione del sottopassaggio che metteva in comunicazione il lungomare con il centro della citt.
Stavano attraversando il maleodorante tunnel, quando David finalmente si decise ad aprire bocca.
Tutto questo  assurdo borbott, in un tono pi stridente del solito. Sei ancora pi pazzo di mia sorella...
Davvero credi che Ober ti aiuter? Si vede che non lo conosci!
Avevano cominciato a salire le scale per tornare in superficie.
Senza fermarsi, Alex guard l'altro con la coda dell'occhio.
Dopotutto, la colpa  tua disse senza alterarsi. Se non mi avessi fatto questo maledetto tatuaggio, io non dovrei chiedere nessun favore a Ober. Quello che non capisco  che cosa c'entri tu in tutto questo.  una cosa mia, nemmeno Jana dovrebbe essere coinvolta. A proposito, come l'ha saputo?  stato Erik?
La risata di David risuon nella piazza deserta come un gracchiare.
Sembri stupido comment, accelerando il passo.
 stato Ober. Gliel'hai servita su un piatto d'argento, non te ne rendi conto? L'opportunit che aspettava da anni, un'occasione d'oro per puntare il dito contro Jana e me e, in questo modo, mettere in discussione il nostro predominio all'interno del clan degli Agmar.
La voce di David suonava brusca e irritata. Adattando il passo a quello del ragazzo, Alex studi di sottecchi le sue labbra contratte, i suoi occhi penetranti e freddi come smeraldi.
Non ci capisco niente confess infine. Io ho solo detto a Erik che volevo vedere suo padre per chiedergli di togliermi il tatuaggio.
David fren di botto e guard Alex dritto in faccia.
Un tatuaggio che ti ho fatto io... E che ti impedisce di toccare mia sorella. E magia di alto livello, che pu essere usata sugli umani solo per motivi ben giustificabili.
Non capisci? Abbiamo infranto le regole dei clan. Grazie a te, Ober ha la scusa perfetta per punirci.
Alex cerc di riordinare le idee.
Se  cos, Jana sar furiosa...
David brontol qualcosa di incomprensibile.
Per questo non  venuta lei?
No, non  per questo. Il protocollo la obbliga a presentarsi al quartier generale di Ober insieme al reggente del clan, che detiene provvisoriamente il comando degli Agmar finch mia sorella non avr compiuto diciotto anni. Si chiama Pertinax, ed  un vecchio mezzo matto... Ma dietro quell'aspetto strampalato, sa manovrare molto bene i fili della sua gente quando  nel suo interesse. Non ha perso tempo a rispondere alla chiamata di Ober... Lui e quei mostri delle sue figlie!
Alex sembrava confuso.
E tutto per colpa mia? mormor. Non ci posso credere...
Bah, doveva succedere prima o poi borbott David.
Tu sei stato solo una scusa... Non so che cosa Erik abbia raccontato a Ober, ma il capo sa che tu interessi a Jana, e immagino che vorr usarti per ricattarla.
Che cos'ha Ober contro Jana? E troppo giovane per metterlo in ombra.
La colpa  di mia madre rispose David a bassa voce.
Avrebbe dovuto spiegare le cose a Jana in modo pi chiaro, lasciarle un testamento spirituale, qualcosa...
qualcosa che ci indicasse che cosa avremmo dovuto fare. Lei non sapeva che sarebbe morta cos presto,  ovvio, ma in ogni caso... come ha potuto essere cos poco previdente?
Notando l'espressione di smarrimento sul volto di Alex, David continu.
Tra i Medu, molti mettono in discussione l'autorit di mia sorella. Non ha dimostrato di possedere nessuna capacit magica straordinaria, finora. Non  quanto ci si aspetterebbe da una grande strega Agmar. Ober  tra i pi scettici. Sembra convinto che mia madre non
avesse intenzione di nominarla a succederle. Pertinax insiste nel dire che lei voleva che le eredi fossero le sue figlie.
Le sue figlie, al plurale? domand Alex, sempre pi perplesso.
Quando le vedrai, capirai. Bene, siamo arrivati al Triangolo d'Oro... Odio questa parte della citt, tu no? Mi nausea, con tutti questi specchi e queste vetrine di lusso.
Per una volta, Alex fu d'accordo con David. Il centro finanziario della citt, con i suoi grattacieli di vetro e i suoi bei marciapiedi adorni di vasche di fiori, gli era sempre sembrato uno scenario finto dove tutto ci che aveva luogo (affari, accordi, speculazioni di borsa) era fittizio al pari di una rappresentazione teatrale.
 qui che Ober ci ricever? domand alquanto sorpreso.
Non proprio. Solo un membro di alto rango del clan dei Drakul pu aprirci la porta della Fortezza.  cos che chiamiamo il quartier generale di Ober... Abbiamo appuntamento con Erik in una delle nostre cripte neutrali.
Sono luoghi in cui nessun clan ha pi potere dell'altro.
Da l, Erik ci far strada.
Alex guard con stupore gli anonimi edifici che costeggiavano il viale lungo il quale camminavano. Di tanto in tanto incrociavano qualche manager frettoloso che passava al loro fianco senza alzare lo sguardo da terra.
Era difficile immaginare che in un ambiente simile potesse esistere una cripta magica. Tuttavia si astenne dall'esprimere ad alta voce il proprio pensiero.
C' ancora tempo per bloccare tutto disse invece.
Dir a Erik che ho cambiato idea sul tatuaggio. Non voglio mettere Jana in pericolo.
David emise una risatina di scherno.
Ora  troppo tardi per bloccarlo. Sono stati convocati tutti i clan. Ober non fa mai le cose a met,  un'imboscata, e non c' modo di evitarla.
E se Jana non si presentasse? La punirebbero?
Senza fermarsi, David fulmin Alex con uno sguardo d'incredulit.
Credi che Jana farebbe una cosa simile? Che fine farebbe allora la sua autorit tra i clan? Non ha scelta... Se non si presentasse, sarebbe come riconoscere tacitamente che teme di non essere all'altezza. Proprio ci che stanno aspettando le figlie di Pertinax... Credimi, Jana non ha scelta.
Alex sent una fitta di panico opprimergli il petto.
Ma io non voglio che per colpa mia le accada qualcosa...
David contorse la bocca in una smorfia di sufficienza.
Bah, non le accadr nulla. Jana  pi potente di quanto tutti loro credano. Prima o poi dovr dimostrarlo... E
questa  un'occasione buona come qualunque altra.
Camminarono per un po' in silenzio tra le alte torri di specchi e i negozi di abiti e profumi. Giunti a una piazzetta di marmo con degli alti cipressi piantati nei vasi, David si infil tra due edifici, imboccando quello che sembrava un tratto di strada senza uscita. Su entrambi i lati della strada c'era una mezza dozzina di costruzioni basse, a forma di cubi di acciaio e mattoni.
Il numero 12 disse David, fermandosi di fronte alla porta nera di una di esse. L'entrata della cripta. Sei pronto per vedere un po' di magia?
Alex annu in silenzio, ma David non gli stava pi prestando alcuna attenzione. Aveva teso la mano destra davanti alla porta, e da ognuna delle sue cinque dita scaturiva un filo di luce nera. Quelle luci si proiettarono sulla superficie liscia della porta fino a creare un disegno di ombre bluastre, un complicato intreccio geometrico irto di punte triangolari, simile a certi disegni che Alex aveva visto nel laboratorio di tatuaggi di David.
E aperta annunci il ragazzo. Prima gli ospiti...
Alex avanz e appoggi una mano sulla superficie della porta. All'istante lo pervase una strana sensazione, come se il tempo si fosse fermato e all'improvviso l'intera citt si fosse piegata su s stessa, perdendo le tre dimensioni.
Quando riusc a liberarsi da quell'assurda impressione, si guard attorno e si ritrov in un atrio in stile avanguardista, con luci rosse al neon che illuminavano le pareti e il pavimento di lavagna. A destra c'era un bancone di legno, dietro il quale, appena illuminata, si intravedeva una sbarra metallica a cui erano appese decine di grucce. Sembrava il guardaroba di un locale notturno.
Prima che potesse scorgere altri dettagli, comparve David. Non era entrato da nessuna porta, semplicemente si era materializzato dal nulla, senza preavviso. O forse si trovava l fin dall'inizio, solo che Alex non l'aveva visto.
Come hai fatto? domand Alex a bocca aperta. 
stato come nei film...
Lascia perdere replic David in tono secco.  meglio che ti concentri su quello che ci aspetta. Una volta entrati l dentro, vedrai cose molto pi strane. Cose che probabilmente ti faranno venire la pelle d'oca... Vuoi un consiglio? Qualunque cosa tu veda, non mostrare la bench minima curiosit, e non fare domande. Fai finta che, per te, tutto questo sia la cosa pi normale del mondo...
Pu darsi che cos tu possa passare inosservato. E
credimi, quando un umano capita in un covo di Medu, la cosa migliore che possa succedergli  passare inosservato.
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Capitolo 2.
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Entrato nella sala principale della cripta, Alex comprese subito il perch dell'avvertimento di David. Attorno a lui, tutto aveva un'aria strana e inquietante, cos inquietante che, per un attimo, fu pervaso da un angosciante desiderio di uscire da l. Il luogo aveva l'aspetto di un locale notturno alla moda, con un lungo bancone d'acciaio e mezza dozzina di tavolini quadrati decorati da tenui fasci di luce che cambiava via via colore: dal bianco all'azzurro, poi al verde e infine al rosa, ciascun tavolo a un ritmo diverso, in modo che, nell'insieme, sembravano le squame di un camaleonte che passava di volta in volta per tutti i colori di quello spettrale arcobaleno.
Dietro il bancone stavano allineate le bottiglie di liquore, piene di polvere e ragnatele. Il contrasto di quella decorazione moderna con l'incuria e il sudiciume che caratterizzavano ogni cosa risultava quasi impressionante.
C'erano alti bicchieri di cristallo mezzi pieni sui tavoli, mucchi di vetri rotti negli angoli, macchie e cerchi di umidit sul bancone.
Quando i suoi occhi si furono abituati alla penombra dell'ambiente, Alex riusc a distinguere una mezza dozzina di figure umane sparpagliate in quel luogo sinistro.
O almeno apparentemente umane, dal momento
che, a quanto David gli aveva detto, l'unico umano della riunione sarebbe stato lui.
Le prime di quel gruppo eterogeneo ad attirare la sua attenzione furono tre ragazzine minute che si rotolavano freneticamente su una pedana nera in fondo al locale senza che gli altri facessero caso a loro, nonostante l'insolito comportamento. Le tre indossavano rigidi abiti di trina bianca con lacci di colore azzurro pallido, simili a quelli delle vecchie bambole, e quando si accorsero dell'entrata di Alex e David interruppero bruscamente i loro giochi per guardare con curiosit i nuovi arrivati. I tre pallidi volti scrutarono Alex con i loro rotondi occhi azzurri, vivamente in contrasto con l'inespressivit del resto del viso.
Sono le figlie di Pertinax sussurr David. Non farti ingannare dal loro aspetto, sono pi pericolose di quanto sembrino.
In realt il loro aspetto non era precisamente rassicurante, checch ne dicesse David. Le tre avevano lineamenti identici incorniciati da un'ordinata acconciatura a boccoli, biondi in un caso, neri in un altro e rossi nel terzo.
Sembravano tre bambole di porcellana grottescamente grandi, e osservando la loro figura e la loro espressione era impossibile dedurne l'et. Per qualche secondo, i loro sguardi duri e cristallini incrociarono gli occhi di Alex, e poi, come se si fossero messe d'accordo, le tre scoppiarono a ridere e si gettarono di nuovo per terra, dove continuarono a rotolare tra risate e grugniti incomprensibili.
Bene bene, ci siamo tutti! gorgheggi una voce tremolante da uno dei tavolini. David, il piccolo ribelle...
Che situazione spiacevole, ragazzo! Credimi, mi dispiace per te, ma i doveri del clan... comunque, questo  il vostro "protetto"?
David tir verso di s Alex per avvicinarlo all'anziano che aveva appena parlato. Si trattava di un uomo
asciutto e impietosamente segnato dalle rughe, con il cranio del tutto pelato e le guance mal rasate. Indossava un abito grigio fuori moda con un gil a righe e una cravatta rosa. A giudicare dal suo aspetto, assomigliava a uno scienziato alla consegna di un premio all'universit, intento a osservare tutto con quel misto di emozione e ironia di chi si considera al di sopra delle piccole vanit umane.
Pertinax, ti presento il nostro amico Alex lo salut David, facendo
un leggero inchino. Alex, questo  Pertinax, il membro pi anziano
del clan degli Agmar.
Perdonami se non ti presento le mie figlie, ragazzo.
In questo momento sono molto agitate, e sarebbe inutile cercare di attirare la loro attenzione. Povere le mie piccole! I loro poteri sono cos straordinari che neppure loro riescono a controllarli. Sempre in trance,  terribile e doloroso per un padre. Ma  cos che apprendono,  cos che si preparano alla loro pi alta missione.
E che missione sarebbe? domand Jana con sarcasmo, avvicinandosi al gruppo.
Reggeva in mano un bicchiere pieno di un liquido trasparente. Indossava lo stesso vestito scuro della festa del Mulino Nero, lo stesso vestito della notte in cui Alex l'aveva baciata per la prima volta.
Il ragazzo sent un violento formicolio alla nuca e rabbrivid dalla testa ai piedi. Jana appariva serena come sempre ma, se quanto David gli aveva detto era vero, stava per affrontare un momento piuttosto difficile, e tutto per colpa sua. Tuttavia, ormai era troppo tardi per tirarsi indietro... E se anche avesse potuto, probabilmente non l'avrebbe fatto. Aveva bisogno di parlare con Ober per chiedergli che cosa sapeva; e soprattutto era determinato a trovare il libro.
La domanda di Jana non sembr cogliere di sorpresa Pertinax, che si volt verso di lei con un mellifluo sorriso.
Mia cara ragazza, l'alta missione delle mie figlie altra non  che quella di servire il nostro clan, naturalmente...
Quando avrai raggiunto la maggiore et e salirai al comando, nessuno potr aiutarti quanto loro. E
se ti accadesse qualcosa, solo loro potrebbero riempire il vuoto lasciato dalla stirpe di Alma e guidare il destino degli Agmar.
David stava per rispondere pieno d'ira alla sfacciataggine del vecchio, quando un grugnito che giungeva da dietro il bancone lo fece voltare bruscamente. Seguendo la direzione del suo sguardo, Alex scopr che il suo amico Erik, appoggiato al bancone, lo stava osservando con un sorriso. Tuttavia il grugnito non proveniva da lui, ma da qualcun altro, un individuo alto che se ne stava completamente immobile davanti ai polverosi scaffali pieni di bicchieri e bottiglie. Sotto i suoi zigomi pronunciati, spiccavano due ordinate basette grigie, ma ci che risaltava di pi sul suo viso erano gli strani occhi dorati.
Con una fitta d'inquietudine, Alex riconobbe in quegli occhi il Ghul che aveva fatto da anfitrione alla sinistra riunione nel parco di Sant'Antonio.
A quanto pareva, anche David aveva riconosciuto il Ghul, e la sua presenza nella cripta neutrale non gli fece per niente piacere.
Che cosa ci fa lui qui? domand con voce rauca, voltandosi indignato verso sua sorella. Non abbiamo ancora iniziato e ci insultano gi. Non hai intenzione di fare nulla?
Invece di rispondere, gli occhi di Jana si alzarono lentamente verso Erik.
Posso forse fare qualcosa? domand, sorridendo senza smettere di guardare il figlio di Ober. Il rango dei Drakul  superiore al nostro, e inoltre sono i nostri anfitrioni. Che cosa dovrei fare? Sfidarli? Supplicarli?
Non aveva parlato in tono molto alto, ma comunque abbastanza perch Erik la sentisse dal bancone. Alex fu
sorpreso dal brusco cambiamento che si era verificato sul volto dell'amico mentre ascoltava le parole di Jana.
Era diventato molto pallido, e uno strano fuoco ardeva nelle sue pupille.
Non prenderlo come un insulto, David ribatt, senza distogliere lo sguardo dalla ragazza. Noi anfitrioni non possiamo aprire le cripte senza la presenza di un Ghul, sarebbe troppo rischioso. Loro vedono ci che noi non vediamo... Inoltre, Garo  un principe tra i suoi, non dimenticarlo.
Alex guard di nuovo il Ghul, i cui occhi dorati non mostravano di aver minimamente compreso la discussione provocata dalla sua presenza nella cripta.
L'irritazione di David, nel frattempo, sembrava aumentare, e la risatina condiscendente di Pertinax provocata dalla spiegazione di Erik non faceva altro che accrescere la sua rabbia.
 stata un'idea di tuo padre, vero? comment, avvicinandosi al bancone e parandosi di fronte a Erik.
Ogni scusa  buona per umiliarci... Perch non spieghi al tuo amico che cos'hanno fatto alla nostra gente lui e i suoi? Sono sicuro che ad Alex piacerebbe molto questa storia.
Allontanandosi da David, Erik fiss lo sguardo su Alex.
Per molti anni, Garo ha servito il clan dei Varulf, che da secoli  in continua rivalit con gli Agmar per il controllo della citt spieg. I Varulf sono una stirpe pi recente degli Agmar, e tra i Medu non sono considerati troppo potenti. Dopo la morte di Alma, per, pare che siano cresciuti. Da anni usano i loro Ghul per perseguitare gli Agmar, e ne hanno uccisi gi molti.
Quando torneremo ad avere una grande strega a capo del clan, riceveranno la giusta punizione intervenne Pertinax con voce afflitta.  un peccato che abbiamo dovuto aspettare cos tanto...
A ogni modo, Garo non  pi propriet dei Varulf
chiar Erik. Ora appartiene a noi, e non far nulla contro gli Agmar, quindi non c' altro da dire.
L'hai portato qui per provocarci insist David, sfidandolo con lo sguardo. Sei un...
Basta, David tagli corto Jana. Abbiamo cose pi importanti da fare di questa sciocchezza. Vuoi forse che il nostro anfitrione pensi che abbiamo paura di un Ghul? I figli di Alma non hanno paura di niente.
Questo lo so gi replic Erik, sorridendo in modo strano. Altrimenti, non sareste qui.
Jana sostenne il suo sguardo per almeno un minuto, senza alterarsi minimamente. Alla fine, fu Erik a distogliere il suo, spostandolo su Alex.
Prima di condurvi davanti a mio padre, ho bisogno di parlare da solo con il mio amico mormor, in un tono quasi di scusa. Ci metteremo il meno possibile...
Alex, mi accompagni?
Senza attendere una risposta, Erik apr una porta celata nella parete nera in fondo al locale e invit Alex a passare prima di lui.
Alex attravers lo stretto passaggio della porta e si trov in una specie di magazzino pieno di barili metallici di birra e di casse di plastica con lattine e bottiglie.
Qui potremo parlare disse Erik, richiudendo la porta dietro di s. Non lasciarti ingannare dalle apparenze;
in realt, questo  un santuario del mio clan, ed  completamente isolato dalla cripta. Da fuori nessuno pu sentirci, nonostante i loro poteri... Come ti sono sembrati?
Chi? Il vecchio e le sue figlie? Sembrano usciti da un film dell'orrore... O forse un film comico, non ne sono sicuro.
Le figlie di Pertinax sono pi pericolose che ridicole
lo avvert Erik pensieroso. Negli ultimi anni hanno dimostrato di possedere un grande potere. Il vecchio non
perde occasione per offrire le loro visioni alla nostra casa, per dimostrare che sono loro a dover ereditare il comando del clan.
David me l'ha spiegato lo interruppe Alex, a disagio.
Mi ha detto che tuo padre mi avrebbe usato per accusare Jana e David di non so cosa, e che con questa scusa gli avrebbe tolto il diritto di succedere alla loro madre.
Erik scosse le spalle.
Doveva succedere un giorno o l'altro. In realt, sono contento che sia accaduto in questo modo... Ed  proprio di questo che volevo parlarti.
Nella penombra del magazzino, i tratti di Erik sembravano tesi e preoccupati.
In realt, sono stato io a convincere mio padre ad approfittare della situazione. Sapevo che pensava di fare il grande passo un giorno di questi, e non aveva senso cercare di impedirglielo. In un certo senso,  la cosa migliore per Jana... Quando non sar pi l'erede al comando degli Agmar, avr meno nemici. Potr vivere pi sicura, e avr pi libert di fare ci che vuole del suo futuro.
Quindi a te sembra giusto che tuo padre la privi dei suoi diritti.
Jana non ha dimostrato nessun potere speciale in tutti questi anni.  coraggiosa, e ha ereditato il carattere sereno e autorevole di sua madre, ma serve qualcosa di pi per guidare un clan importante come quello degli Agmar, tanto pi in un momento cos decisivo. La data della comparsa dell'Ultimo si avvicina, e dobbiamo essere pronti. Le figlie di Pertinax saranno pi utili di lei nella guerra che sta per cominciare. E io, oltretutto, preferisco che lei non sia in prima linea durante la battaglia.
Rimasero in silenzio per qualche istante, evitando di guardarsi.
 molto strano. Da una parte, sembra che tu ti preoccupi davvero per lei, e dall'altra cospiri con tuo padre per toglierle tutto disse infine Alex.
Non tutto.  esattamente ci che volevo dirti. Io non voglio che Jana perda tutto... E tu puoi aiutarmi.
Alex sorrise con aria di sfida.
Come?
Mio padre user la storia del tatuaggio contro Jana, per favorire le aspirazioni delle figlie di Pertinax. Ma in cambio lui vuole qualcosa da te, e se tu glielo darai, potrebbe essere Jana a beneficiarne.
Scusa ma non ti seguo.
Comprendendo che Alex non era disposto a rendergli le cose facili, Erik sospir.
Va bene, te lo dir nel modo pi chiaro possibile: se vuoi aiutare Jana, negozia con mio padre. Dagli l'informazione che ti chieder... Questo sar sufficiente.
Vuoi dire che, se collaboro, Jana potr conservare il comando del suo clan?
Erik emise una risata che non suon affatto allegra.
Si vede che non conosci Ober. Perdere il comando degli Agmar, in questo momento,  il minore dei problemi di Jana. Il massimo a cui pu aspirare  conservare la vita e la loro casa nella Vecchia Colonia. E oltre a questo, il fatto che gli altri clan la lascino in pace.
Gli occhi di Alex balenarono nella penombra.
Mi stai ricattando? Vuoi dire che se non collaboro...
Ascolta, io sono solo un messaggero. Mio padre mi ha chiesto di informarti del fatto che vuole chiederti qualcosa e che, se dimostrerai buona volont nel rispondere, Jana potrebbe non uscirne troppo male da tutto questo. Decidi tu...
E che cosa vuole tuo padre da me? domand Alex dopo un attimo di riflessione. Io non ho niente a che fare con la vostra storia, non faccio parte di questo circo.
Certo... Be', lui non sembra pensarla come te. Non so esattamente che cosa voglia domandarti, ma credo che abbia a che fare con tuo padre.
A quelle parole, Alex non riusc pi a contenersi.
Vuole chiedermi se so come  morto? sbott, dimenticando qualunque prudenza. Be' s, lo so... E so che chi l'ha ucciso veniva da parte sua.
L'espressione di Erik divenne ancor pi impenetrabile di prima.
Sei pazzo se pensi questo mormor, guardandolo negli occhi. Chi aveva pi bisogno che tuo padre vivesse era lui. Non so che cosa credi di sapere, ma ho l'impressione che qualcuno ti abbia mentito.
Quell'insinuazione fu la goccia che fece traboccare il vaso. Entrambi sapevano che si stava riferendo a Jana, e Alex non era disposto a far finta di non essersene accorto.
Ti dico io chi mi ha mentito, chi mi ha mentito per tutta la mia vita. Qualcuno che fingeva di essere il mio migliore amico, che veniva a giocare a casa mia e veniva a tutte le mie feste di compleanno. Qualcuno che mi stava sorvegliando per "eliminarmi" al momento opportuno...
Un momento che, a quanto pare, si avvicina ogni giorno di pi. E quel qualcuno, checch tu ne dica, non  Jana.
Un lieve rossore era comparso sulle guance di Erik mentre ascoltava quelle parole. Era la prima volta che Alex lo vedeva infiammato, sul punto di perdere il controllo.
Se  questo che pensi della nostra amicizia, peggio per te mormor tra i denti. L'unica cosa che ti chiedo, per il tuo bene,  che tu creda a quanto ti ho appena detto su tuo padre. Non l'ha ucciso Ober, n lui n nessuno del nostro clan, puoi starne certo.
Forse non  stato un Drakul, ma qualcuno inviato dai vostri. Io l'ho visto, capisci? Era un essere mostruoso, anche se voleva sembrare il contrario. Aveva le ali...
Vorresti dirmi che non sai di chi sto parlando?
Erik affront il suo sguardo con il volto corrucciato.
Non ne ho la minima idea. Chiedilo a mio padre quando lo vedrai, se vuoi... E dammi retta. Ober non 
tuo nemico, dagli ci che ti chiede. Non lo dico solo per te... Anche per lei.
Il tono di Erik divenne quasi supplichevole mentre pronunci quelle ultime parole. Senza sapere perch, Alex prov un'improvvisa vergogna. Il suo amico gli aveva nascosto molte cose, ma nonostante tutto non riusciva a credere che fosse un bugiardo. Forse non sapeva nulla della morte di Hugo, n di come fosse avvenuta;
Ober doveva essere stato molto attento a evitare che scoprisse qualcosa.
Che cosa faresti al mio posto? domand, senza alcuna traccia d'ironia nella voce.
Lo sguardo di Erik si addolc pian piano. Aveva captato subito il cambiamento di tono dell'amico.
Non so che cosa farei se fossi in te, Alex. Non capisco molto bene perch tu abbia deciso di venire da Ober, pur sapendo gi che probabilmente non riuscir a toglierti il tatuaggio che tanto ti preoccupa. Ora che so che sospetti che i Drakul abbiano a che fare con la morte di tuo padre, comincio a vederci chiaro... Se me l'avessi raccontato prima, non ti avrei permesso di cacciarti in questo guaio.
Non ti preoccupare, non dir nulla alla polizia ribatt Alex, tornando al tono tagliente che aveva usato in precedenza. E, a proposito, non hai risposto alla mia domanda...
Ora ti rispondo. Non so che cosa farei se fossi Alex, ma posso dirti che cosa farei se fossi Erik e mi trovassi al tuo posto...
Aiutare Ober?
Aiutare Jana.
La risposta era stata schietta. Gli occhi dei due ragazzi s'incontrarono nella penombra, accesi dal rancore e dalla gelosia.
Finalmente si erano capiti.
Lei non te ne sarebbe grata comment Alex, ma subito si pent della propria durezza.
Tuttavia Erik incass il colpo con l'eleganza che lo caratterizzava.
Lo so ribatt, abbozzando un enigmatico sorriso.
E questa la differenza tra me e te: io l'aiuterei in ogni caso, senza aspettarmi nulla. E adesso andiamo, forza... Si sta facendo molto tardi ed  da un po' che ci aspettano.
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Capitolo 3.
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Tornati nella sala principale della cripta, Alex not che Garo si era posizionato dietro il bancone e stava pulendo dei bicchieri di vetro con uno straccio nero.
Quando ebbe finito, li alline con cura sul bancone e alz gli occhi verso Erik, in attesa di istruzioni.
Non mi dirai che questa bestia sar l'officiante della cerimonia
domand David prendendo Erik per un braccio.
 la cosa pi sicura rispose lui, liberandosi con delicatezza e guardando negli occhi il ragazzo. I guardiani non possono intercettarlo.
Questo  troppo! protest David. Sai cosa ti dico?
Che allora non verr.
Invece di essere sorpreso, Erik cerc Jana con lo sguardo e abbozz una smorfia di rassegnazione.
Risparmiati la sceneggiata, David afferm in tono stanco. Non saresti venuto in ogni caso, credi che io sia stupido? Vuoi restarne fuori per prudenza... Non c' problema,  un tuo diritto.
David stava per replicare, ma un breve gesto di Jana lo ferm.
Sbrighiamoci a finire il prima possibile disse la ragazza, andando verso il bancone con passo deciso. Sono stanca di tutti questi preparativi.
Erik fece cenno a Garo di abbandonare la sua postazione dietro al bancone. Il Ghul gli cedette il posto e aspett con fare rispettoso che tutti gli altri si mettessero davanti ai bicchieri, occupando poi l'ultimo posto.
Dovette armarsi di pazienza, perch le tre gemelle di Pertinax impiegarono un bel po' per scegliere il bicchiere che avrebbero condiviso. Erik tolse il bicchiere vuoto destinato a David e osserv gli altri sei con aria critica, controllando che tutto fosse in ordine.
Gli altri erano rimasti in silenzio, in attesa. Quando Erik ebbe finito l'ispezione, volt le spalle al bancone e, con la punta delle dita, tocc un polveroso specchio rettangolare posto tra gli scaffali di bottiglie.
L'oscura superficie dello specchio cominci a tremare all'istante, come se fosse divenuta liquida. A poco a poco, la sua lucentezza aument fino a trasformarsi in un uniforme bagliore argentato. Alex, ammaliato, osserv il fluido scintillante che non si spargeva, come se fosse contenuto in un acquario invisibile. Sembrava una minuscola piscina di mercurio.
Con un gesto solenne, Erik afferr i bicchieri a uno a uno per immergerli nella sostanza metallica e tirarli fuori pieni di quel liquore d'argento fuso. Il primo bicchiere fu consegnato a Garo, che lo port immediatamente alla bocca. Non appena ebbe bevuto il liquido, la sua figura si trasform in una massa d'ombra.
Ora tu, Alex gli sussurr Erik, schiudendo appena le labbra. La strada  gi libera.
Alex si port alla bocca il bicchiere di vetro e bevve fino a svuotarne il contenuto. Il fluido dello specchio era insapore quanto l'acqua, anche se molto pi denso. Per un momento lo trattenne sotto il palato, sentendone il peso di piombo sulla lingua. Poi si decise a inghiottirlo.
Anche gli altri bevvero dalle rispettive coppe, sebbene Alex fosse ormai a malapena consapevole della loro presenza. All'improvviso sentiva la testa galleggiare, e
un'assurda sensazione di euforia gli elettrizzava tutto il corpo.
Guardatevi allo specchio sent che Erik ordinava loro.
Alex osserv stordito come la vibrante superficie d'argento si scuriva gradualmente, finch tutti i volti riflessi in essa non furono altro che sagome sfumate tra le ombre.
Con la punta dell'indice, Erik sfior ancora una volta il liquido, che si congel all'istante, emettendo delicati bagliori azzurri. Poco dopo, apparve una crepa proprio nel punto che Erik aveva toccato. La fessura crebbe e si ramific rapidamente, formando una ragnatela che non tard a estendersi per tutto il vetro, fino a farlo scoppiare in mille pezzi scintillanti. Alcuni dei frammenti si consumarono subito, ma altri rimasero a lungo a fluttuare nel buio prima di spegnersi, e altri si levarono fino al soffitto e vi si conficcarono, formando minuscoli anelli argentati.
Le ombre iniziarono a dissolversi, e Alex si accorse che non si trovava pi all'interno della cripta, bens in un'immensa e luminosa sala riunioni, con al centro un lungo tavolo in mogano.
Si guard attorno. Le pareti erano costituite da trasparenti pannelli di vetro, al di l dei quali si potevano osservare le note sagome dei grattacieli di Manhattan, alcune molto vicine. Era evidente che erano arrivati a destinazione.
In testa al lunghissimo tavolo era seduto Ober, il padre di Erik. Alex l'aveva visto in svariate occasioni, ma mai nel suo ambiente, dove si rivelava per quello che realmente era. Nonostante la distanza, il ragazzo rimase impressionato dalla somiglianza dei lineamenti del capo dei Drakul con quelli di suo figlio Erik. Lo stesso viso raffinato e intelligente, gli stessi occhi azzurri come laghi... Ober aveva qualche ruga attorno agli occhi, ma questo non faceva altro che aumentare il suo fascino. Il suo cranio, completamente rasato, gli conferiva un'aria
al contempo aggressiva ed elegante. Indossava un abito nero dal taglio moderno, con il colletto rotondo che ricordava vagamente lo stile delle uniformi militari.
Quando vide Alex, lo salut amichevolmente con la testa, ma non pronunci una sola parola.
A entrambi i lati di Ober c'erano tre sedie, e l'ultima a sinistra era vuota. Gli occupanti degli altri posti fissarono gli occhi su Alex con un misto di freddezza e disgusto.
Alex fece scivolare lo sguardo su quei cinque volti affascinanti e venerabili.
Un intenso dolore alla spalla gli fece capire che Jana aveva appena attraversato lo specchio dietro di lui e che si era posta al suo fianco. Un attimo dopo, not la presenza di Erik, e subito apparvero anche Pertinax e le sue figlie. I nuovi arrivati erano allineati di fronte al tavolo da riunione, sottoposti all'esame di quanti lo occupavano.
Garo, che li aveva preceduti, rimaneva in disparte, appoggiato a una delle pareti di vetro della sala mentre fissava la scena.
Benvenuti alla Fortezza, sede centrale del potere dei Drakul salut Ober senza alzarsi. Alex, tu sei l'unico che non conosce tutti i capi. Ti presento Lenya, guida autorevole del clan degli Albi, la cui magia agita i veli della menzogna; e Glauco, signore dei Varulf, dominatori delle bestie. Al suo fianco siede Eilat, capo degli Iridi, che ingannano gli uomini attraverso il senso della vista. Alla mia destra, Duns, il pi anziano tra noi, che dirige il clan dei Pindar. Meglio per te che tu non oda mai le loro declamazioni, se non vuoi arrivare a confondere la tua vita con le loro. E per ultimo, vicino a lui si trova Kennin, signore degli Zenkai, che usano il silenzio come un'arma.
Tutti insieme deteniamo il potere sui Medu, conoscitori della magia dei simboli. La nostra pelle  la nostra esistenza;
la nostra scrittura  il vostro limite. Che queste parole restino tatuate nella tua anima.
Impressionato da quel rito di benvenuto, Alex osserv
con apprensione i volti dei cinque capi che Ober gli aveva appena presentato. Lenya era una donna rigida e bellissima, dai capelli cos neri da sembrare quasi blu, e indossava un vestito grigio dalla scollatura pronunciata, che lasciava scoperto un frammento del tatuaggio a forma di libellula caratteristico dei membri del suo clan. Al suo fianco, Glauco sembrava un giovane sui venticinque anni, con lunghi capelli color del miele e una maglietta attillata che metteva in risalto la perfetta muscolatura delle braccia. Ci che pi attirava l'attenzione sul suo volto erano gli occhi, dalle iridi crudeli e dorate che ricordavano un po' quelle di Garo.
Eilat, dal canto suo, sembrava un uomo di mezz'et, con le tempie canute e un gradevole sorriso sulle labbra.
Era l'unico dei presenti a portare la cravatta, il che gli conferiva l'aria di un comune agente di borsa.
All'altro lato del tavolo era seduto Duns, un anziano la cui barba grigia e trasandata lo faceva sembrare un artista bohmien. La sua espressione era bonaria, ma allo stesso tempo rifletteva una profonda inquietudine.
Alex prov un'immediata simpatia per lui, anche se sapeva di non doversi fidare delle apparenze.
In quanto a Kennin, era un giovane dai tratti orientali, vestito con una tunica di colore arancione. Il suo viso era il meno espressivo di tutti, ma l'intensa luce dei suoi occhi dimostrava il suo essere vigile.
Jana, prendi il tuo posto vicino a Kennin ordin Ober, rivolgendosi con severit alla ragazza. Potrebbe essere l'ultima volta che lo fai. E voi altri sedetevi dove volete attorno al tavolo; ma mi raccomando, mettetevi il pi vicino possibile a me, perch io possa scrutare bene in fondo ai vostri occhi.
Spinto da un impulso irrefrenabile, Alex si affrett a seguire Jana per sedersi al suo fianco, ma quando fu sul punto di farlo not che, oltre alle sedie destinate ai capi dei clan, attorno al tavolo non ce n'erano altre.
Non importa se non la vedi,  l mormor Erik, che l'aveva seguito. Comparir appena ti siederai.
Temendo che Erik lo stesse prendendo in giro, Alex fece come per sedersi nel vuoto, e con sua sorpresa la sua caduta fu fermata dal contatto con un sedile solido.
Erik occup un posto invisibile alla sua destra, e di fronte a lui, dall'altro lato del tavolo, si sedette Pertinax, dopo aver farfugliato un sacco di saluti e aver fatto riverenze a tutti i capi.
Con sorpresa di Alex, le figlie di Pertinax si sedettero composte accanto al padre, sfoderando dei sorrisetti sulle loro facce da bambole e lisciandosi con cura il pizzo delle gonnelline.
Per qualche minuto regn un profondo silenzio.
Ober aveva gli occhi chiusi e sembrava concentrato in un'intensa meditazione interiore. D'un tratto, un coro di voci fredde e cristalline inizi a intonare una melodia molto lenta, una melodia che non rientrava in nessuna tonalit, bens vagava dall'una all'altra senza alcun senso apparente, disorientando completamente l'ascoltatore.
D'istinto, Alex guard verso l'estremit vuota della sala riunioni, da dove sembravano provenire le voci.
Quanto vide lo lasci senza fiato. Al posto della parete, quell'estremit della stanza era limitata da uno spazio assolutamente nero, un vuoto cosmico dove non brillavano neppure le stelle. Era come se in quel punto la sala sfocasse direttamente nel nulla, e da quel nulla-venivano le voci che recitavano in tono monocorde la loro inquietante melodia. Alex impieg un attimo per individuare la gradinata scolpita nel vuoto, e le sagome vestite di tuniche nere sistemate sui diversi gradini.
Gli stregoni Drakul sostengono con il loro canto la rete di sortilegi che protegge la Fortezza recit Ober con gli occhi chiusi. Siamo al sicuro dai guardiani. Aranox,
vieni a noi. Che la cerimonia abbia inizio.
All'istante, una spada si materializz a mezz'aria, con l'impugnatura in alto e la punta verso il basso. Fluttuava esattamente sopra il centro del tavolo da riunione, del tutto immobile. Alex osserv con interesse le complicate decorazioni in filigrana che ricoprivano la lama. Nonostante la distanza, riusciva a distinguerle in modo molto preciso. Forse era per effetto del tatuaggio, che in presenza di Jana acuiva tutti i suoi sensi.
Questa  la spada di Aranox, talismano del clan dei Drakul, la pi letale tra tutte le spade, la pi potente tra i potenti tuon la voce di Ober, sovrapponendosi al canto degli stregoni.
Che cosa significano quei simboli sull'impugnatura?
domand Alex, incapace di porre freno alla propria curiosit.
I capi dei clan lo guardarono scandalizzati, e Garo mosse un passo verso di lui, mostrando i denti con aria minacciosa. Tuttavia, Ober gli fece cenno di calmarsi con la mano.
Il nostro invitato  umano e non conosce le nostre regole
afferm sorridendo. La sua giovane et lo spinge alla spontaneit, e ci non  sempre un male. Qualcuno dei presenti vuole rispondere alla sua domanda?
Alex si volt verso Jana con aria interrogativa, ma prima che la ragazza avesse il tempo di aprire bocca le tre figlie di Pertinax si alzarono all'unisono, si lisciarono le balze del vestito e si volsero verso Ober con l'aria di tre alunne modello.
I due segni sull'impugnatura rappresentano Mercurio e Ibis rispose la bionda in un sibilo da oltretomba.
Gli antichi lo identificavano con Ermes, Signore dell'Occulto, ma ha ricevuto anche altri nomi.
Aah-Tehuti, Thot, talvolta Nebo prosegu la mora con lo stesso sibilo inumano della sorella. Ma noi preferiamo pronunciare il suo nome dimenticato: Djehuty.
Sono i simboli dell'Ultimo, Guardiano delle parole,
Lingua della creazione, Mago degli di. Quando mor fulminato dall'ira di Drakul, i suoi nomi furono incisi sull'impugnatura della spada concluse la sorella dai capelli rossi.
Quando si zitt, tutti i presenti respirarono a fondo, sollevati. Le funeree inflessioni di quelle voci identiche sembravano aver avvelenato l'aria.
Le ragazze si sedettero, mentre il padre le osservava con un misto di tenerezza e tristezza. Pareva che anche lui avesse trattenuto il fiato mentre avevano parlato, per non essere contaminato dalla loro disumanit.
Le mie figlie sono molto versate nello studio del sapere antico mormor l'anziano con orgoglio, mentre le ragazze recuperavano la rigidit delle loro maschere.
Hanno pagato un alto prezzo per la loro sapienza, come potete vedere.
Alex osserv la spada, cercando di nascondere la propria curiosit. Le gemelle avevano parlato di due simboli, ma lui ne vedeva tre. Perch non avevano detto nulla del simbolo centrale? Forse non lo vedevano? Il ragazzo le guard di sbieco mentre rifletteva sulla possibilit di formulare la domanda ad alta voce. Dopotutto, il simbolo al centro, che loro non avevano menzionato, era quello che gli interessava di pi... Perch si trattava di un serpente, il che lo fece pensare immediatamente a Jana e all'inquietante tatuaggio sulla sua schiena.
All'improvviso sent lo sguardo di Ober fisso sul suo viso, ardente come una bruciatura. Sembrava che-il capo dei Drakul gli stesse scrutando l'anima. Gli aveva forse letto nel pensiero? Si era reso conto che lui aveva notato un altro segno sulla spada?
C' qualcos'altro che vuoi sapere? gli domand Ober senza smettere di fissarlo.
Alex si sforz di non tradire la propria curiosit.
No, grazie. Mi dispiace aver interrotto rispose in tono tranquillo.
Ober gli sorrise in segno di approvazione. Poi, bruscamente, smise di sorridere e, alzatosi in piedi, tese entrambe le braccia verso la spada.
Questa  Aranox, Vento dell'Aldil enunci con solennit.
I canti degli stregoni si dissolsero in un rispettoso silenzio quando queste parole furono pronunciate.
Si manifesta poche volte; ma quando lo fa,  per un buon motivo. Da quando incaten l'Ultimo e lo condann all'oscurit, siamo sotto la sua protezione. Se si scatena un conflitto tra i clan, o in seno a uno stesso clan,  lei a decidere. La spada pu inclinarsi solo da un lato, e chi oser mettere in discussione la sua scelta pagher la propria impudenza con la vita.
La luce fredda e bluastra degli occhi di Ober scivol di sfuggita sui volti di tutti i presenti. Finalmente si ferm su Alex.
Quest'umano si  rivolto a me perch, mediante il potere dei Drakul, lo liberi dal potente sortilegio che grava su di lui. L'incantesimo  stato opera del figlio minore di Alma, ultima guida del clan degli Agmar. Si fratta di una magia molto pericolosa, praticata sullo spirito dell'umano attraverso un tatuaggio inciso sulla sua pelle.
Sottoponendo questo giovane a tale sortilegio, il figlio di Alma ha sfidato le nostre leggi, mettendoci tutti in pericolo.
I suoi occhi brillanti come zaffiri si spostarono da Alex per posarsi sul volto sereno di Jana.
Hai il diritto di spiegarti a nome di tuo fratello le disse in tono pacato. Ma ti avverto che siamo molto delusi.
Ci troviamo in un momento delicato, in cui stiamo per affrontare una minaccia che non si presentava da secoli.
Non abbiamo tempo per litigare fra di noi, n tantomeno per crearci problemi con gli umani. La tua responsabilit, una volta raggiunta l'et adulta, consister nel guidare e controllare tutti gli Agmar; ma ci hai dimostrato di non poter controllare nemmeno tuo fratello.
Mentre Ober parlava, Pertinax scuoteva vigorosamente la testa con aria afflitta.
Povera Alma mormor, in un tono abbastanza alto perch tutti lo udissero. Lei non meritava un tale disonore.
Gli occhi di Jana sfidarono l'anziano in silenzio, mentre le sue labbra si incurvavano in un sorriso ammaliante e sdegnoso al contempo.
Vedo che la richiesta del mio amico umano verr usata come scusa per sottopormi a giudizio davanti ai capi dei clan comment con voce chiara, rivolgendosi a Ober. Tuttavia, prima di farlo, dovresti dare una risposta ad Alex. Gli concederai quanto ti ha chiesto?
Un lampo d'ira attravers gli occhi del signore dei Drakul.
Questo lo decider pi tardi ribatt, tagliente. Prima parleremo di te e dei tuoi. Da tempo nutriamo dei seri dubbi sul tuo diritto a detenere il comando del clan degli Agmar. Da quando tua madre  morta, in nessun momento hai dimostrato di aver ereditato le sue capacit.
E quando avrei dovuto dimostrarlo? Pertinax ha fatto in modo di tenermi nell'ombra, impedendomi di presentarmi davanti alla mia gente come la legittima erede di Alma. Credo che a volte si dimentichi di non essere altro che un reggente, e che il suo compito finir il giorno in cui io compir diciotto anni.
Il vecchio, chiamato in causa, approfitt subito dell'occasione per farsi sentire.
Mia povera piccola, come puoi essere cos ingiusta!
L'unica cosa che ho fatto per tutti questi anni  stata proteggerti e cercare di nascondere le tue... come posso chiamarle?
Le tue carenze. Ho evitato che tu intervenissi alle riunioni annuali del clan per impedire che ti mettessi in ridicolo.  il minimo che potessi fare per Alma... Povera donna! A lei non pass mai per la testa di cedere a te il comando.
Per un attimo, Alex pens che Jana si sarebbe scagliata contro l'anziano. Tuttavia, la giovane ascolt la sua malevola dichiarazione con una compostezza esemplare.
Pertinax difende gli interessi delle sue figlie, e non lo biasimo per questo rispose pacatamente.  logico che riversi tutte le sue ambizioni su di loro, ma il resto dei clan non dovrebbe lasciarsi abbindolare dai sogni di grandezza di un povero anziano. L'unica erede legittima di Alma sono io, e sono disposta a dimostrarlo a chiunque si azzardi a metterlo in dubbio.
Si udirono dei mormorii dall'altro lato del tavolo, e Lenya si alz in piedi per parlare.
Le dispute interne agli Agmar danneggiano tutti noi disse con una voce grave che sorprese Alex per la sua musicalit. Non dimentichiamo che  nel loro territorio che, secondo la profezia, torner a manifestarsi l'Ultimo.
Alex non si lasci sfuggire l'occhiata di sbieco che gli rivolsero molti dei presenti a quelle parole. A quanto pareva, nonostante il tatuaggio, alcuni credevano ancora nella possibilit che lui fosse l'Ultimo... Eppure non sembrava che Ober fosse tra questi.
Non si tratta di un territorio esclusivamente loro intervenne Glauco in tono duro. Appartiene anche a noi Varulf. E dal momento che n quel vecchio incompetente n questa ragazzina inesperta sembrano in grado di far fronte a una minaccia come quella che si sta avvicinando, propongo che il clan degli Agmar venga sciolto, e che i suoi diritti territoriali vengano ceduti a noi.
Ober non si prese il disturbo di nascondere quanto quella pretesa lo divertisse. Senza smettere di guardare Jana, scoppi in una risata prolungata e sgradevole.
Andiamo, Glauco, non esagerare disse, quando riusc a controllare la risata. Nonostante la debolezza degli Agmar, il tuo clan ha perso tutte le battaglie che avete condotto contro di loro in questi ultimi anni.
Nemmeno i tuoi Ghul disumani sono riusciti a cambiare la situazione... Devi riconoscere che Pertinax ha fatto un buon lavoro.
Non essendo disposto a riconoscere nulla di simile, Glauco opt per il silenzio. I suoi occhi dorati erano talmente pieni di risentimento che il solo guardarlo faceva paura.
Noi Drakul non vogliamo che il clan degli Agmar scompaia aggiunse Ober, tornando serio. Desideriamo solo assicurarci che sia il migliore a prenderne il comando. Pertinax  anziano, quindi la scelta  tra le sue figlie e Jana. Ragazza, dicci se accetti o rifiuti la sfida.
Gli occhi castani di Jana brillavano come la luce autunnale di un albero bruno e bagnato di pioggia.
Devo affrontarle tutte e tre insieme? chiese, in tono di scherno. Non mi sembra molto giusto.
Prima che Ober avesse il tempo di replicare, Alex si alz di colpo dalla sedia e prese la parola.
Prima di continuare, voglio ritirare la mia richiesta a Ober di liberarmi dal tatuaggio magico farfugli d'un fiato. Senza volerlo, sono stato la causa di tutto questo, e sono disposto a fare qualunque cosa per riparare al danno che ho provocato. Non  colpa di Jana se suo fratello si  divertito un po' alle mie spalle. E dal vostro punto di vista, non dev'essere poi tanto grave che un Medu si prenda gioco di un umano.
Mentre Ober lo osservava dalla testa ai piedi, Alex si accorse che qualcuno lo tirava energicamente per la manica destra. Si trattava di Erik.
Siediti gli sussurr con voce quasi impercettibile.
Stai complicando le cose.
Non sopravvalutare la tua responsabilit in questa faccenda, ragazzo lo apostrof Ober in tono paternalista.
Prima o poi avremmo scoperto la trasgressione di David, e Jana, in qualit di capofamiglia, sarebbe comparsa davanti a questo tribunale per dare spiegazioni.
Pertanto, ti prego di non intervenire pi finch non ti sar concessa la parola, altrimenti sar costretto a prendere dei provvedimenti per controllarti.
Quell'ultima minaccia era stata particolarmente umiliante, ma Alex si morse il labbro inferiore e decise di non ribattere. Non voleva peggiorare le cose per Jana facendo irritare il sovrano dei Drakul. Inoltre, in fondo sapeva che aveva ragione, e che lui c'entrava davvero poco con quello spettacolo.
Alzandosi maestosamente, Jana guard a uno a uno i volti dei capi dei clan, con uno sguardo pieno di disprezzo.
Ober ha formulato a vostro nome delle accuse un po'
inconsistenti contro di me comment, pronunciando ogni parola con determinazione. Se volete mettere in discussione la mia autorit, esigo che almeno lo facciate con argomentazioni concrete. Dove ho sbagliato secondo voi? Che cosa avrei dovuto fare che non ho fatto? 
vero che David ha eseguito un incantesimo di prima grandezza senza il mio consenso, ma questo non  un motivo sufficiente per mettere in dubbio la mia posizione di comando. Se volete, punitemi per la mia negligenza, ma non cercate di togliermi il titolo che ho ereditato da mia madre.
I capi dei clan parlottarono tra di loro, visibilmente infastiditi.
Mia cara Jana, disse d'un tratto Pertinax come reggente attuale degli Agmar e membro pi anziano del clan, voglio essere io a rispondere alla tua domanda.
Per anni ho cercato, per quanto possibile, di risparmiarti la sofferenza di conoscere i dubbi che nutriva tua madre su di te, ma non posso continuare a farlo ancora.
Mia povera ragazza, Alma non credeva nei tuoi poteri.
Da bambina non hai mai dimostrato di avere alcun talento speciale per le visioni, e tuo fratello minore ha dato prova di possedere doti magiche superiori alle tue.
Si tratta di un fatto inaudito nella stirpe degli Agmar, in
cui le donne sono sempre state pi potenti degli uomini.
Ma non  tutto... La sfiducia di Alma nei confronti di sua figlia era tale che non le ha nemmeno lasciato in eredit la potente pietra che diede origine alla sua dinastia.
Mi riferisco alla pietra di Sarasvati, misteriosamente scomparsa dopo la morte di Alma.
Un brusio di commenti interruppe la predica dell'anziano.
Forse il suo assassino l'ha rubata disse Eilat ad alta voce, fissando Jana pensieroso.
Questo dovete chiederlo a lui rispose Jana rivolgendo gli occhi verso Ober con aria di sfida.
Ober sostenne il suo sguardo senza batter ciglio, mentre un sorriso di disprezzo affiorava lentamente sulle sue labbra.
La pietra non  stata rubata, altrimenti l'avremmo saputo ribatt il capo dei Drakul. Sono del tutto sicuro che sia ancora nelle mani degli Agmar... E credo che Pertinax sia della stessa opinione.
Non voglio anticipare nulla intervenne l'anziano in tono nervoso. I fatti parleranno da soli. Dir solo una cosa:  facile dedurre che chi possiede la pietra sar depositario di poteri superiori rispetto a chi non ce l'ha. Che una qualunque delle mie figlie si misuri con la figlia di Alma, e che entrambe ci offrano a turno le loro visioni. Quella che dimostrer maggiore abilit nel dominio della magia sar l'erede legittima dell'ultima grande strega Agmar, nonch la legittima proprietaria della pietra.
A quelle parole, Jana si volt verso il vecchio. Per un momento, Alex ebbe l'impressione che fosse sul punto di perdere il controllo.
Stai insinuando che mia madre volesse che quei mostri delle tue figlie la sostituissero? disse a bassa voce.
Stai davvero insinuando che Alma volesse questo?
L'anziano fece spallucce.
Comprendo che la cosa ti addolori, figliola, ma cos stanno le cose. Non ho voluto renderlo pubblico finora per non pregiudicare il nostro clan, ma la tua superbia ha oltrepassato i limiti. Se tu avessi la pietra, da tempo l'avresti usata... L'avresti usata, per esempio, per aiutarci a vincere i Varulf. Ma non hai potuto farlo perch non l'hai tu.
E allora chi ce l'ha? Le tue figlie? lo interruppe Jana.
Pertinax sorrise misteriosamente.
Non dir nulla per ora ribatt, guardando le gemelle con la coda dell'occhio. Saranno le visioni a parlare.
Dando per conclusa la discussione, Ober si alz e sollev entrambe le braccia.
Che le visioni parlino, allora sentenzi solenne. Il combattimento si svolger nel modo seguente: quando sar il suo turno, ogni contendente mostrer la visione pi potente che sia in grado di invocare. La prima sar una visione del passato, la seconda del futuro e la terza del presente. Le visioni del presente sono le pi difficili
da controllare, e per riuscirci  necessaria una magia di altissimo livello. I canti degli stregoni Drakul ci proteggeranno dai guardiani mentre celebreremo il rituale.
Se una delle due sfidanti violer le regole, la spada far giustizia, distruggendo il vantaggio ottenuto in modo sleale.
Un'acuta fitta alla spalla costrinse Alex a voltarsi istintivamente verso Jana. La ragazza si era alzata in piedi e guardava in silenzio la spada, in un atteggiamento di profonda concentrazione. Alex sent diventare pi forte che mai il legame che lo univa a lei attraverso il tatuaggio. Tutta la sua mente si focalizz sul volto ammaliante di Jana, cercando di entrare nei suoi pensieri.
Fu allora che credette di udire dentro di s la voce delicata e rassicurante della ragazza. Non ti preoccupare, gli
disse. David ha preparato un portale di fuga, in caso qualcosa vada storto. Alex rispose a quelle parole con un sorriso di incoraggiamento. Fu come se Jana avesse percepito dentro di s il calore di quel sorriso, perch subito si volt verso di lui e sorrise a sua volta.
Sono pronta afferm, guardando le tre avversarie.
Anch'io rispose Urd, la gemella dai capelli neri, con la sua voce cavernosa e inespressiva.
Le due giovani camminarono fino all'estremit del tavolo e si posizionarono una di fronte all'altra, molto vicine tra loro. Stranamente, nonostante le sue grottesche proporzioni infantili, la figlia di Pertinax aveva la stessa statura di Jana; e la cosa pi inquietante era che tra quel volto vuoto di cartapesta e il viso accattivante di Jana esisteva un'innegabile somiglianza. Prima Alex non ci aveva fatto caso, ma ora che poteva osservare le due ragazze una davanti all'altra l'analogia dei tratti era evidente.
Per alcuni minuti nella grande sala con le vetrate non si ud altro che l'interminabile salmodia degli stregoni.
Alex evitava di guardare verso l'oscuro vuoto da cui proveniva quella specie di teatro delle ombre immerso nel nulla. Il tatuaggio continuava a fargli male, ma al contempo era pervaso da una sorprendente sensazione di calma. Era come se Jana, attraverso il disegno sulla sua pelle, gli stesse dicendo che sarebbe andato tutto per il meglio; anche se in realt, osservando l'espressione di esultanza di Pertinax e il sorriso ironico di Ober, Alex non ne era del tutto sicuro, All'improvviso, la voce cavernosa di Urd rimbomb al di sopra dei canti.
Il passato proclam, alzando verso il soffitto la mano destra.
I suoi lineamenti iniziarono a deformarsi fino a diventare una smorfia terrificante, mentre l'aria le passava tra i denti con un sibilo sempre pi acuto. A un certo
punto, all'altezza del petto, il vestito inizi a tingersi di un liquido azzurro, mentre un bagliore dello stesso colore scaturiva da quel punto elevandosi verso l'alto.
Man mano che il chiarore abbandonava il corpo della giovane, questo si inarcava in avanti, torturato dallo sforzo.
La luce bluastra non tard molto a condensarsi in una miriade di punti che, unitisi, formarono l'immagine tridimensionale di una donna vestita con una tunica bianca. La donna portava i lunghi capelli sciolti sulle spalle, e mostrava un'evidente somiglianza con Jana.
Alle sue spalle, Alex ud alcune esclamazioni soffocate.
Alma mormor Erik. Un duro colpo per Jana, lei non riesce a invocarla.
Alex ricord quanto gli aveva raccontato Jana sulla sua incapacit di avere visioni relative alla madre. Probabilmente si trattava di una lacuna nei suoi poteri che i gerarchi dei clan conoscevano bene. Urd stava giocando molto bene le sue carte... Il fatto che lei fosse in grado di evocare l'immagine di Alma poteva far pensare a molti che Urd fosse davvero l'erede spirituale dell'ultima strega Agmar.
Inoltre, la visione della madre esercit un effetto devastante su Jana, che rest a lungo a fissarla con occhi sbarrati, finch la figura cominci a dissolversi di nuovo nell'aria.
 il tuo turno, Jana le ricord Ober, una volta che la visione di Urd fu svanita del tutto.
Jana un le mani all'altezza del petto, chiuse gli occhi e alz la testa verso l'alto. Ad Alex sembr di sentire dentro di s un canto stonato e triste, lo stesso che la ragazza stava usando per evocare la propria visione. Questa volta, tutto accadde gradualmente, in modo tale che l'effetto finale fosse ancora pi impressionante.
Prima si alz un vento ardente e secco, carico di
granelli di sabbia che costrinsero i presenti a chiudere gli occhi.
Quando Alex si decise a riaprirli, la trasformazione che era avvenuta attorno a lui lo lasci a bocca aperta.
La sabbia aveva ricoperto buona parte del pavimento della sala riunioni, e in alcuni punti arrivava all'altezza del tavolo. Lo spettacolo di quei funzionali mobili d'ufficio semisepolti tra le dune sarebbe bastato a suscitare perplessit in chiunque.
Ma la visione non si ferm l. Mentre la sabbia si accumulava in ogni angolo, la luce aumentava via via d'intensit fino a diventare accecante. Nel biancore abbagliante di quella luce, gli oggetti e le persone nella sala si dissolsero come sale nell'acqua. Al loro posto, di colpo, sorse la sagoma imponente di un tempio di pietra, la cui struttura ricordava le antiche mastabe degli Egizi.
L'entrata del tempio si stagliava come un'enorme bocca scura in mezzo al chiarore accecante, incorniciata da alti fregi ornati di geroglifici. E davanti a quell'ingresso si trovavano una donna e due uomini, che guardavano i presenti con aria solenne. I tre indossavano abiti sontuosi che ricordavano ad Alex certi quadri rinascimentali.
L'uomo al centro era il pi alto della compagnia, e reggeva con entrambe le mani una spada simile ad Aranox.
Drakul esclamarono varie voci, quasi all'unisono.
 Drakul, il fondatore di questa casa...
Ti assomiglia molto sussurr Alex, rivolgendosi a Erik.  quasi identico...
I Medu dello stesso lignaggio si assomigliano molto
rispose Erik. Guarda la donna, non diresti che si tratta di Jana?
La ricorda moltissimo, anche se  bionda...
 Agmar, la fondatrice del suo clan. Guarda l'oggetto che fluttua sul palmo della sua mano.  la famosa pietra.
Alex osserv ammaliato la figura di Agmar, intenta a fissare la pietra come se fosse sul punto di entrare in
trance. Indossava un lungo vestito di broccato rosso carminio con ricami d'argento, e i capelli dorati cinti da una retina di perle. Nonostante il carattere antico di quell'abbigliamento, la somiglianza con Jana era impressionante: gli stessi occhi vellutati, le stesse labbra serene e seduttrici, la stessa bellezza distante, che esercitava un irresistibile magnetismo su chiunque le stava intorno.
L'altro non so chi sia mormor Erik. Non l'ho mai visto.
Alex guard il terzo personaggio della visione con una stretta al cuore. Era un giovane elegante e cupo, vestito interamente di nero, e non assomigliava a nessuno che lui avesse mai visto prima. Tuttavia, sapeva chi era. Lo sapeva per via del libro che reggeva, chiuso, sotto il braccio: un vecchio libro foderato in pelle che a un primo sguardo non sembrava avere nulla di speciale.
Eppure, doveva pur avere qualcosa di particolare se era l, nella visione di Jana, insieme alla spada e alla pietra.
Era una rappresentazione dell'ultimo libro dei Kuril, quello che suo padre gli aveva chiesto di cercare; in pratica, il motivo per cui lui si trovava l. Hugo gli aveva detto che l'avrebbe riconosciuto non appena l'avesse visto, ed era esattamente quanto era appena accaduto. L'aveva riconosciuto, s, ma allo stesso tempo Alex cap che quella forma di oggetto comune non era quella reale. Il vecchio volume simboleggiava in realt qualcosa di molto pi potente, qualcosa che nessuna immagine poteva contenere.
In quanto al portatore del libro, il giovane dal volto triste e assorto, non poteva che essere Zefiro, il suo antenato, l'ultimo dei principi Kuril.
Le tre figure rimasero immobili mentre il vento agitava le loro vesti e le dune di sabbia ai loro piedi. Non si guardavano, n sembravano consapevoli della presenza di altri. Tutta la loro attenzione era concentrata sull'oggetto che ciascuno di essi custodiva. La pietra blu
e splendente di Agmar, la spada di Drakul e il libro di Zefiro.
A un certo punto, la donna cominci a muovere le labbra, come se stesse recitando una formula rituale inudibile. Il vento aument, sollevando la sabbia da terra e avvolgendo tutti in un denso turbine rosso. Alex sent sulle guance il ruvido schiaffo dell'uragano carico di sabbia, e fu costretto a chiudere di nuovo gli occhi.
Quando li riapr, i tre personaggi erano scomparsi. Al loro posto vide Jana che barcollava sulle gambe tremanti, con il vestito nero sporco di sabbia e polvere e la mano destra tesa con il palmo all'ins. All'istante si udirono grida ed esclamazioni soffocate: sulla mano di
Jana brillava la pietra della visione, lo zaffiro blu di Sarasvati.
Ce l'ha lei tuon Ober, incredulo. Pertinax, a che gioco stai giocando?
Il vecchio si alz in piedi come spinto da una molla e cominci ad agitare le braccia con un'espressione alterata.
Non  giusto! Ha imbrogliato! L'oggetto magico le d un ovvio vantaggio su mia figlia. Esigo che il duello venga sospeso immediatamente!
In risposta alla richiesta dell'anziano, la spada di Aranox
emise un lieve bagliore rossastro. Il vecchio si lasci cadere sulla sedia, improvvisamente intimorito.
Il duello  iniziato e non verr fermato disse la voce di Ober, trasformata in una specie di ruggito sovrannaturale.
Il sovrano dei Drakul aveva pronunciato quelle parole senza muovere le labbra, e Alex si accorse che in realt era la spada a parlare attraverso di lui.
L'esito  incerto, le disuguaglianze si compenseranno
prosegu la voce. Urd e le sue sorelle condividono un'unica coscienza e un'unica sapienza.  giusto che si uniscano.
Alex si sent venire la pelle d'oca e seccare la gola. Non aveva pi provato un simile orrore dall'infanzia, quando aveva gli incubi e suo padre andava a consolarlo. O
forse aveva provato la stessa cosa il giorno in cui suo padre era morto, sebbene non se lo ricordasse.
Di certo, quanto stava accadendo davanti ai suoi occhi era pi allucinante di qualunque sogno avesse mai fatto da bambino. Prima che la voce smettesse di parlare, le due sorelle di Urd cominciarono a camminare come automi verso la gemella e, giunte al suo fianco, si unirono tutte e tre in un abbraccio. Le labbra, le mani e i capelli si mescolarono fino a confondersi, e a poco a poco i tre corpi si sovrapposero per formarne uno solo. Era un'immagine terribile, perch attraverso gli occhi rotondi e azzurri di Urd ora guardavano, prigioniere, anche le sue due sorelle. Un mostro abominevole dall'aspetto di bambola... E sorprendentemente simile a quello della sua bella avversaria.
Jana aveva osservato la metamorfosi di Urd senza spostarsi di un millimetro dal suo posto. Aveva il volto contratto per lo sforzo che la visione precedente aveva comportato per lei, ma il suo sguardo non rifletteva la minima paura.
Il futuro sibil lentamente una triplice voce attraverso le labbra di Urd.
Le braccia della giovane cominciarono a muoversi come in un'antichissima danza. Muovendosi, le estremit di Urd si triplicavano, liberando per un momento le membra imprigionate delle sorelle. Sembrava una creatura mitologica, una di quelle divinit ind dalle molteplici braccia. Alex rabbrivid per il terrore e per il disgusto;
dovette fare un grosso sforzo per non distogliere lo sguardo dalla mostruosa figlia di Pertinax.
Presto fu chiaro che quella danza impressionante aveva uno scopo. A ogni movimento di Urd, la pietra blu di Sarasvati si allontanava di
qualche centimetro dalla mano tesa di Jana, senza che questa potesse fare nulla per impedirlo. Tuttavia, quando lo zaffiro raggiunse il punto intermedio tra le due contendenti smise di avanzare e rimase a galleggiare immobile a mezz'aria. La danza di Urd divenne pi veloce e sfrenata di prima, e i suoi lineamenti iniziarono a contorcersi in modo strano, lasciando intravedere brevemente una triplice bocca o una mezza dozzina di occhi. Ma quegli sforzi non portarono a nessun risultato: situatosi al centro della scena, lo zaffiro non si mosse pi di un solo millimetro.
Gli occhi rotondi di Urd si velarono di odio, ma quella reazione umana d'impotenza dur solo pochi secondi.
Subito i suoi tratti tornarono a incartapecorirsi, conferendole l'aspetto di una maschera. Un'orribile polifonia cominci a scaturire dal suo petto, intonando un canto monotono e incomprensibile.
Le molteplici voci di quel canto confluirono nel rumore di una pioggia torrenziale, che divenne visibile davanti agli occhi inorriditi di Alex; fu come una grandine di forme e colori che rapidamente diede vita a un'immagine tridimensionale, talmente vivida da sembrare reale.
Si trattava di Erik. Sembrava un po' pi vecchio, magari pi atletico del presente, e un intenso pallore gli copriva il volto, accentuando la nobilt dei suoi lineamenti. Impugnava Aranox con entrambe le mani, brandendola contro un nemico invisibile. Il suo sguardo incroci per un momento quello di Alex, e questo si lasci sfuggire un grido di meraviglia. Erano gli occhi del suo amico, fieri e concentrati, pi impressionanti che mai.
Guardate! Indossa una corona! esclamarono varie voci in coro.
In effetti, una corona che sembrava di fuoco cingeva la fronte del ragazzo.
La visione si dissolse di colpo nel momento in cui la salmodia di Urd cess, lasciando la sala immersa in un silenzio di tomba.
Sar re tir a indovinare Eilat, impressionato.
Ober, tuo figlio occuper il trono vuoto...
Nonostante il commento fosse lusinghiero, Ober fece una smorfia di evidente disgusto e scambi un'enigmatica occhiata con Erik. Alex not che l'amico era impallidito.
Non dava l'impressione che la scena appena mostrata da Urd l'avesse sorpreso piacevolmente, ma piuttosto sembrava il contrario.
Una secca risata attir tutti gli sguardi su Jana.
Come potete essere cos illusi? grid la ragazza con gli occhi fiammeggianti. Vi stanno manipolando...
Stai insinuando che le mie figlie non abbiano rivelato la verit? domand Pertinax, indignato.
Jana si rivolse verso Urd e la fiss negli occhi.
La verit ha molte facce ribatt, collerica. Lei ve ne ha mostrata una... Io vi mostrer l'altra.
Prima che avesse finito di parlare, il suo vestito inizi a disfarsi in sottili brandelli di cenere grigia che caddero ai suoi piedi girando su s stessi. Il vortice si estese via via sul pavimento fino a inglobare tutto, e d'improvviso Alex si trov immerso in quella nuvola densa che gli bruciava gli occhi, lottando per respirare. Perse la nozione del tempo, e la mancanza di ossigeno lo fece cadere in una sorta di letargo che inizi a svanire solo quando le ceneri smisero di vorticare e si depositarono di nuovo a terra.
Guardandosi attorno, scopr con orrore di trovarsi in mezzo a un mucchio di detriti e rovine annerite che a malapena si reggevano in piedi su uno scheletro di lamiere contorte. In mezzo a tanta desolazione, riconobbe un solo oggetto: un lungo tavolo spezzato in due, che il fuoco aveva consumato ai bordi, giaceva tra cumuli di cemento e vetri rotti, rovesciato gambe all'aria.
Si trattava dello stesso tavolo a cui stavano seduti pochi istanti prima, il tavolo della sala riunioni.
Lottate per quanto Urd vi ha mostrato. Questo  ci
che otterrete disse la voce di Jana, distorta da un'eco che rimbomb a lungo in ogni direzione.
Alex vide la ragazza distesa a terra, su un mucchio di vetri. Era completamente nuda e aveva gli occhi chiusi.
All'improvviso, le ceneri cominciarono a volare verso il suo corpo, posandosi sulla pelle e intrecciandosi per formare l'abito nero della giovane. Mentre il vestito si ricomponeva via via sul corpo di Jana, i frammenti dei vetri si riunirono, le travi recuperarono la loro solidit, le pareti si ricostruirono a una velocit vertiginosa, e infine il tavolo da riunione torn ad assemblarsi.
Quando la visione fin, tutto torn esattamente come prima, eccetto il viso di Jana, che rifletteva una preoccupante spossatezza. Alex guard i capi dei clan, rigidi sulle loro sedie attorno a Ober. I loro volti contratti mostravano un ampio ventaglio di espressioni, che oscillavano tra la confusione e la paura.
Ober era l'unico a sembrare tranquillo.
Nulla dura per sempre comment con voce rauca, rompendo il pesante silenzio.
Glauco si volse verso di lui con un sorriso ossequioso.
 vero. Ma consola sapere che, tra centinaia di anni, quando tutti noi non ci saremo pi, i nostri edifici saranno ancora l, anche se trasformati in rovine comment, in tono quasi allegro.
Jana si avvicin al tavolo barcollando, e appoggiandosi con le mani guard con disprezzo i capi dei clan.
Mentite a voi stessi, se volete ribatt, tremante d'ira. Questo futuro  molto pi vicino di quanto pensiate...
Molto, molto pi vicino.
Erik fece per alzarsi e andare incontro alla ragazza, ma un gesto di avvertimento di Ober lo ferm.
Il duello non  ancora finito intervenne Pertinax, guardando sua figlia Urd, che rimaneva calma e tranquilla, come in trance, a una certa distanza dal tavolo.
Resta ancora la parte pi importante: il presente.
In seguito a quelle parole, fu come se qualcosa dentro Urd si agitasse, liberando per un breve istante i volti imprigionati delle due sorelle. La giovane dall'aspetto di bambola sorrise, fece tre passi verso Jana e, con voce canterina, ripet: Il presente.
Senza alcuna transizione, quella voce infantile si trasform in un ululato grave e monocorde che, gradualmente, si alz di tono. Urd teneva ogni nota il tempo sufficiente perch i volti delle sorelle affiorassero a turno in superficie, e poi saliva alla nota successiva. Man mano che il suo canto si faceva pi acuto, la smorfia che le deformava il viso si torceva sempre di pi, aumentando la mostruosit del suo aspetto.
Dopo qualche secondo, il suono raggiunse un'intensit insopportabile. Alex cerc di proteggersi tappandosi le orecchie, ma non gli serv a nulla. Quell'ululato assordante perforava ogni barriera e gli rimbombava dentro, facendogli vibrare le viscere.
Quando arriv al tono pi acuto possibile, all'improvviso le tre sorelle si separarono. E allora accadde ci che sembrava impossibile: le tre emisero contemporaneamente un grido spaventoso, triplicando la forza del suono precedente.
Il triplice urlo fece tremare il tavolo, le vetrate e i corpi dei presenti. Lo zaffiro che fluttuava a met strada tra Jana e le gemelle esplose in mille pezzi affilati, di un blu intenso, che subito volarono verso Jana, come minuscoli proiettili. Allora il tempo sembr rallentare, e l'avanzare delle schegge luminose verso il suo volto divenne lentissimo, interminabile. La ragazza le osserv pietrificata, incapace di reagire. Alex si lasci scappare un grido di orrore: se Jana non si fosse mossa, i frammenti della pietra l'avrebbero raggiunta direttamente al viso.
Impieg un istante per rendersi conto che il suo grido era risuonato in modo simile all'ululato inumano delle tre gemelle.
E in quel momento not che i vetri oscillarono a mezz'aria, indecisi. L'esitazione dur qualche frazione di secondo, ma fu sufficiente a scuotere Jana dallo stupore.
Di colpo, il tempo riprese a scorrere regolarmente, e Alex vide Jana disegnare, a una velocit impressionante, una linea sinuosa che rimase a fluttuare a mezz'aria come un drappo d'argento. I frammenti dello zaffiro rimbalzarono sullo scudo luminoso e cambiarono traiettoria, separandosi in tre getti che si diressero rapidi verso le gemelle.
Prima che queste potessero fare qualcosa, era gi tutto finito. Le schegge si erano riunite come per magia, ricomponendo lo zaffiro di Sarasvati. Ma nel loro percorso avevano risucchiato le tre sorelle, intrappolandole per sempre all'interno della pietra.
Lo zaffiro galleggi a lungo in aria, immobile, pi blu e trasparente che mai. Nella sala riunioni si udivano solo i singhiozzi soffocati di Pertinax, che era crollato sul tavolo.
Forse  stata la cosa migliore per loro mormor Lenya
in tono delicato, guardando l'anziano con compassione.
S... Forse rispose Pertinax, sforzandosi di frenare il suo pianto.
La sfida  terminata sentenzi Ober, alzandosi in piedi. Il suo volto aveva assunto un colore grigiastro, e i suoi occhi sembravano morti, incapaci di qualunque espressione. La figlia di Alma  risultata vincitrice.
Tutti si voltarono verso Jana, e lei tent di accennare un sorriso, ma le sue gambe tremarono e cadde a terra svenuta.
...
.
...
Capitolo 4.
...
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...
Alex si alz dalla sedia e si precipit verso il corpo esanime di Jana, ma prima che potesse raggiungerla un braccio lungo e muscoloso lo trattenne, afferrandolo per il gomito.
Lasciala, si rimetter disse Erik, senza mollare la presa. L'hai gi aiutata abbastanza.
Alex guard in faccia l'amico, che allent la pressione sul suo braccio.
 opera mia? domand incredulo. Non so nemmeno come sia accaduto, ho gridato per istinto...
Cera qualcosa nella tua voce, un potere strano che ha agito su Jana, o forse sulla pietra. Comunque, meglio cos. E tutto finito.
Lenya ed Eilat erano andati ad aiutare Jana. Insieme l'avevano fatta sedere con la schiena appoggiata alla parete, e Lenya stava soffiando ripetutamente sulle sue labbra.
Voglio solo assicurarmi che stia bene afferm Alex quasi in tono di supplica. Andiamo...
Non ora tagli corto Erik. Mio padre vuole parlarti, e deve farlo adesso. Ti ho gi spiegato che aveva qualcosa da proporti.
Alex alz lo sguardo verso Ober, che aspettava a capotavola, del tutto tranquillo, sebbene un po' pallido.
Ma ormai l'accordo non  pi valido obiett Alex. Jana si 
guadagnata di diritto l'eredit di sua madre, l'ha fatto davanti a tutti i capi dei clan. Ora non ha pi bisogno della protezione di Ober, nessuno oser pi sfidarla.
Forse ne avr ancor pi bisogno replic Erik, impaziente.
Forza, non si fa aspettare il signore dei Drakul.
Vieni con me, ti porter in un luogo discreto in cui potrete parlare senza testimoni.
Alex si lasci guidare fino al limite dell'oscurit dove iniziava il vuoto che conteneva il palco degli stregoni salmodianti.
Erik lo tir verso di s, ed entrambi si inoltrarono nel buio per alcuni secondi, fino a riemergere in una piccola stanza rettangolare che non sembrava avere n porte n finestre.
Mio padre arriver subito disse Erik; e prima che l'amico potesse domandare altro, attravers una delle pareti apparentemente solide della camera e scomparve dalla sua vista.
Alex osserv il luogo in cui si trovava mentre una sensazione di nausea cresceva dentro di lui, alla bocca dello stomaco. Le pareti, il soffitto e il pavimento di quella stanza sembravano scolpiti nel rubino pi puro e sfolgorante che riuscisse a immaginare. Quel rosso perfetto e trasparente, che si spezzava qua e l in molteplici cascate di riflessi e fluorescenze, dava la nausea a chiunque cercasse di fissare lo sguardo su di esso, provocandogli un'insopportabile sensazione di vertigine. Era come stare dentro a un acquario di sangue.
L'entrata di Ober distrasse Alex da quei pensieri.
Bella prova lo salut il padre dell'amico, sorridendogli con i suoi attraenti occhi azzurri. Jana dovr essertene grata a vita.
Io non ho fatto niente ribatt Alex senza molta convinzione.
Credo di non aver fatto niente...
Gli occhi di Ober smisero di sorridere, e nelle sue pupille brill un lampo minaccioso.
Lascia perdere i giochetti con me, ragazzo. Non ho tempo per giocare al gatto e al topo. So chi sei, e so che anche tu lo sai. Eilat e altri credono ancora che potresti diventare l'Ultimo, ma tu e io sappiamo che sono solo sciocchezze. Tuo padre ha fatto qualcosa di molto saggio prima di morire, non so se ne sei al corrente. Ha parlato con me, ha deciso di fidarsi di me...  stato il suo modo di proteggerti.
A quanto pare, non gli  servito per proteggere s stesso replic Alex, sforzandosi di controllare l'ira.
Alla fine l'hai ucciso.
Ober inarc le sopracciglia.
Credi che sia stato io? domand allegramente.
Andiamo, non essere stupido... Perch avrei dovuto uccidere tuo padre? Avevo bisogno di lui. Non sai quanto.
Ma io l'ho visto insist Alex. Ho visto il mostro che l'ha ucciso. Aveva le ali... E un demone che da molto tempo  al servizio dei Drakul, me l'ha detto Jana.
Ti sbagli, Alex, ti sbagli di grosso disse Ober con un accento di sincerit che sorprese il ragazzo. Non so che cosa tu abbia visto o cosa credi di aver visto, ma ti assicuro che non siamo stati noi. Non capisci? Lui era l'ultimo dei Kuril, conosceva l'arte di cavalcare nel vento...
Solo lui era in grado di leggere il libro.
Alex ricord quanto suo padre gli aveva raccontato, e si chiese quale parte della storia conoscesse Ober.
Il libro  scomparso dopo la sua morte azzard, giocando il tutto per tutto. Io non ce l'ho... Se era questo che volevi chiedermi, hai gi la risposta.
Ober scagli un pugno contro la parete rossa, scatenando sotto la superficie cristallina un flusso di onde concentriche.
So che non hai il libro, credi che sia un idiota? Ma se tuo padre poteva leggerlo, forse anche tu puoi. E questo che devo scoprire quanto prima.
Per farlo,,prima dovremmo trovarlo comment Alex con cautela. E non credo che sia facile...
Hai i suoi poteri? insist Ober, brusco.
Alex lo guard dritto negli occhi.
Non lo so disse.  possibile.
Non lo sai? Ober sembrava sul punto di scoppiare per l'impazienza. Ti aspetti che me la beva? Se fossi in grado di cavalcare nel vento, lo sapresti. Avresti visto i futuri possibili, avresti appreso a navigare in essi... Se non hai mai avuto quel genere di visioni,  poco probabile che le avrai adesso.
L'arte di cavalcare nel vento s'impara, e mio padre non ha avuto il tempo di insegnarmela. Ma servono anche delle qualit innate, e io credo di averle.
Davvero? Che cosa te lo fa pensare?
Per un attimo Alex pens di raccontare a Ober del suo incontro con Hugo nella Torre dei Venti, ma scart subito l'idea. Ci sarebbe stato il tempo di raccontarglielo in seguito, in caso non avesse avuto altra scelta. Per il momento, gli sembr pi prudente tenere nascosto quell'asso nella manica.
Non lo so replic, facendo spallucce.  solo un'intuizione...
Inoltre, pensa a cosa  appena accaduto durante il combattimento tra Jana e le figlie di Pertinax. Tu stesso credi che sia stato io a fermare la pietra blu gridando...
Se questo  vero, significa che ho qualche predisposizione per la magia, no?
Ober inarc le sopracciglia, sorridendo.
 una possibilit, lo ammetto riconobbe. Ma, a ogni modo, ho bisogno di esserne sicuro. Voglio sottoporti a una prova, Alex. Una prova decisiva, per verificare se hai ereditato il potere dei Kuril.
Certo... Immagino sia il prezzo da pagare se voglio che mi liberi da questo maledetto tatuaggio.
Ober lo fiss con un sorriso di incredulit.
Liberarti dal tatuaggio? E per cosa? Perch tu possa
divertirti un po' con l'incantevole creatura che ha appena sconfitto le sue tre rivali? Ti avverto che potrebbe rivelarsi un passatempo molto pericoloso.
Significa che me lo toglierai oppure no?
Ober abbozz una smorfia di sdegno.
Potrei mentirti, ma non lo far. A che servirebbe? Se davvero hai ereditato l'arte di tuo padre, scopriresti comunque la verit... E se non l'hai ereditata, non m'interessa affatto che cosa penserai. N io n nessun membro dei clan abbiamo un potere sufficiente a rompere l'incantesimo di David. Quel ragazzo  una perla rara, un...
come lo chiamereste voi umani? Un artista. L'inconveniente degli artisti  che le loro opere sono uniche.  possibile imitarli, ma non uguagliarli. E quando la loro opera, invece di essere un semplice quadro o una scultura,  una magia, le cose si complicano in modo assurdo.
Non  la prima volta che salta fuori qualcuno cos tra gli Agmar. Sono decisamente scomodi.
Alex cerc di riordinare in fretta le idee.
Allora, se non puoi aiutarmi a liberarmi dal tatuaggio, come pensi di convincermi ad aiutare te? Perch tu vuoi che io ti aiuti a trovare il libro, non  cos?
Dopo un attimo, Ober annu.
Ci che voglio  che tu lo legga. Che tu legga il libro.
Solo se riusciremo a leggere i futuri possibili troveremo il modo per sconfiggere l'Ultimo... Ma per farlo dobbiamo collaborare. Hai visto la prima visione evocata da Jana? Ne hai capito il significato?
Ho visto Drakul con la spada, Agmar con la pietra e Zefiro con l'ultimo libro dei Kuril. I tre oggetti magici pi potenti dei Medu... Ma non so che cosa facessero l tutti e tre, n perch si fossero riuniti.
Quell'affermazione sorprese Ober oltremodo.
Tuo padre non te l'ha detto? Forse sperava che lo scoprissi da solo, per conto tuo aggiunse sovrappensiero.
Non lo immagini neppure?
Alex fece cenno di no con la testa. I riflessi rossi delle pareti oscillavano sul viso di Ober come le ombre di un fal sanguinoso.
Si tratta dell'Ultimo continu il capo dei Drakul, con un'improvvisa nota di stanchezza. Sappiamo che sta per tornare e che questa volta potrebbe essere quella definitiva.
Non siamo mai stati tanto deboli come ora. Mi duole ammetterlo, ma  la verit. La scomparsa di Alma e i successivi scontri tra gli Agmar e i Varulf ci hanno indebolito molto.
Forse avresti potuto prevederlo prima di ordinare l'assassinio di Alma.
Gli occhi di Ober balenarono, e un'ombra di dubbio gli attravers il volto. Alex cap subito che, stavolta, aveva fatto centro, e che Ober si stava domandando se la sua deduzione fosse frutto del caso o delle doti magiche ereditate da suo padre.
Avevamo bisogno di Alma per sconfiggere l'Ultimo
riconobbe il padre di Erik, con lo sguardo fisso sulla parete rossa, come se non riuscisse a sottrarsi a un doloroso ricordo. Ho fatto tutto il possibile per ottenere il suo appoggio, ma lei mi ha tradito. Non ho avuto altra scelta che eliminarla...  stato come uccidere una parte di me stesso.
Ma non mi ha lasciato alternative. Lasciarla in vita avrebbe messo in pericolo la sopravvivenza dei Medu. La sua ambizione non aveva limiti... Lo capirai quando ti avr spiegato il significato della visione.
Cal un lungo silenzio, durante il quale Ober non smise di guardare la parete, cercando di riordinare i pensieri.
L'ultima volta che fummo costretti a scontrarci con i guardiani... era il XV secolo, e loro ci stavano battendo.
L'Ultimo, allora, si chiamava Arione, e il suo potere superava quello di tutti i guardiani messi insieme. Drakul, il mio antenato, strinse un patto con degli antichi demoni conosciuti come i Dimenticati per ottenere la spada Aranox.
In cambio, dovette rinunciare a molte cose, e ciononostante i guardiani continuavano ad avere la meglio. Allora tornarono loro... Zefiro e la ragazza che era scappata con lui. Gli ultimi Kuril, capisci? Offrirono il proprio aiuto a Drakul, in cambio della promessa di poter ricostruire il loro clan, in caso di vittoria. Loro cavalcavano nel vento, possedevano gli oggetti necessari per farlo: l'ultimo libro dei Kuril e lo zaffiro di Sarasvati. Con l'unione della spada, del libro e della pietra, i Medu riuscirono a sconfiggere l'Ultimo.
Alex osserv il volto cupo di Ober, con lampi color rubino che si riflettevano nei suoi occhi.
La visione evocata da Jana  stata una ricostruzione di quel glorioso momento. Gli altri capi non l'hanno capito...
Drakul non volle che gli altri clan lo sapessero.
Per quale motivo?
Ober non rispose subito.
Diciamo che non mantenne del tutto la promessa che aveva fatto. Dopo la sconfitta dell'Ultimo, disse a Zefiro che gli avrebbe permesso di ricostruire il suo clan, ma solo se avesse rinunciato al potere di cavalcare nel vento. Aveva gi causato troppi problemi, capisci?
Hai appena detto che salvarono i Medu dalla distruzione...
 vero, ma una volta passato il pericolo, Drakul non pens pi all'Ultimo. Forse credeva di essere riuscito ad annientarlo del tutto, e che non avremmo mai pi dovuto scontrarci con lui. Il fatto  che le sue preoccupazioni divennero altre: se i Kuril avessero ricostruito il clan con il suo antico nome e il suo antico potere, prima o poi avrebbero voluto riprendersi il trono. E Drakul non voleva che accadesse. Aveva pagato un prezzo altissimo per ottenere la supremazia sui Medu, e non era disposto a perderla. Cos disse a Zefiro che sarebbe potuto tornare a far parte della comunit solo se avesse
rinunciato a controllare il futuro, e lui rifiut.
Jana mi ha raccontato qualcosa in proposito mormor Alex. Fu quando Zefiro divenne l'Esiliato.
In realt, questo avvenne qualche tempo dopo. Fu l'erede di Drakul a prendere la decisione, una volta salito al trono. La sua prima azione in qualit di re fu quella di espellere Zefiro dalla comunit dei Medu. Ma la sua promessa sposa non volle accompagnarlo nella sua sventura. Lei aveva le proprie ambizioni, e giunse a un accordo con i Drakul. Avrebbe fondato il proprio clan, rinunciando in cambio alla manipolazione del futuro;
la sua magia sarebbe stata ridotta. Ma alla fine lei fece in modo di ingannare sia Zefiro che i Drakul, tenendo per s la pietra di Sarasvati. Senza i libri kuril, la pietra non serviva per cavalcare nel vento, ma conservava comunque il potere di materializzare alcune visioni del futuro e del passato... Proprio come oggi stesso ci ha dimostrato Jana.
Insomma, quella donna, la promessa di Zefiro, era Agmar...
Era Agmar, s, e lo trad. E adesso tu ti sei innamorato della sua erede... Tu, un discendente di Zefiro!
Grottesco, non ti pare?
Pu darsi che noi Kuril ci sentiamo particolarmente attratti dalle donne agmar rispose Alex. Forse ai Drakul non succede lo stesso... O s?
Un lampo attravers gli occhi freddi di Ober, illuminandoli per un istante. Sa perfettamente a cosa mi riferisco, pens Alex. Ma mi odia per averglielo ricordato.
Forse, dopotutto, non ne  sicuro... Forse non ha capito che parlavo di Erik, e pensa che mi riferisca a lui.
La differenza  che noi Drakul abbiamo sempre saputo anteporre il dovere ai nostri sentimenti mormor Ober, sfidandolo con lo sguardo. Non si pu dire lo stesso dei tuoi antenati.
Forse abbiamo idee diverse su cosa significhi la parola
"dovere".
Ober sorrise con condiscendenza.
 possibile rispose. A ogni modo, non ti ho portato qui per discutere di questioni filosofiche... Ho bisogno di sapere se hai ereditato i poteri magici del tuo clan. In fin dei conti, sei un Kuril, che ti piaccia o no; se  rimasto qualcuno al mondo in grado di cavalcare nel vento e leggere il libro di Zefiro, quello sei tu.
Alex pens subito a sua sorella Laura. Anche lei era una discendente di Zefiro, e quindi anche lei poteva possedere, in teoria, la magia dei Kuril. Suo padre gli aveva detto che Laura era completamente umana, ma non dera motivo per cui Ober dovesse saperlo. Forse, se lui avesse fallito, avrebbe cercato di usare Laura per trovare il libro perduto e leggerlo. L'idea gli provoc un brivido d'angoscia. L'ultima cosa che desiderava era che Ober coinvolgesse sua sorella nei problemi dei Medu.
Quando l'Ultimo torner, dovremo essere preparati.
Abbiamo la spada, e oggi abbiamo scoperto che Jana ha conservato la pietra di Sarasvati, che Pertinax affermava di aver ereditato. Ci manca solo il libro. E non potremo recuperarlo n utilizzarlo se non con il tuo aiuto.
Alex annu e guard Ober negli occhi, che riflettevano i bagliori color sangue delle pareti.
Far il possibile, ma pu darsi che io non abbia ereditato i poteri di mio padre...
Come ti ho detto prima,  proprio ci che voglio capire.
Se vuoi dimostrarmi la tua buona volont, farai ci che sto per dirti: seguirai Garo fino all'entrata del labirinto di Necher, e una volta l lo attraverserai. Questo significa che riuscirai a trovare la via d'uscita solo se le tue visioni ti aiuteranno. Altrimenti, resterai intrappolato fino alla morte.
Alex non pot evitare di scoppiare in una risata.
Grazie per averla presentata in questo modo. E un invito molto allettante, chi potrebbe rifiutarlo?
Ober lo osservava con la fronte aggrottata.
Ho promesso a Erik che non ti avrei ingannato grugn.
 la tua occasione per scoprire se hai ereditato l'arte di cavalcare nel vento. Spesso, la nostra magia si manifesta solo in momenti di grande pressione. Se sei capace di vedere il futuro, uscirai dal labirinto, altrimenti...
be', pur con mio grande dispiacere, sar tutto finito.
E che cosa ti fa pensare che far quello che mi chiedi?
Potrei obbligarti se volessi, ma non lo far. No,  meglio che entri di tua spontanea volont... Ed  proprio ci che farai. E lo farai perch ami Jana, e lei appartiene al nostro popolo. Se l'Ultimo torner e non saremo pronti, Jana sparir insieme a tutti noi. Sono sicuro che faresti qualunque cosa per evitare questo finale, non  cos?
Alex aveva smesso di ridere. I suoi occhi contemplavano fissi le onde mutevoli sul pavimento di rubino. Era come stare dentro a delle piccole viscere di cristallo.
Jana, che gli aveva mentito tante volte, che aveva cercato di allontanarlo da tutto questo, che non sarebbe mai potuta essere sua perch un assurdo disegno inciso sulla sua pelle gli impediva di toccarla... Jana era in pericolo e lui poteva fare qualcosa per lei, sebbene ci significasse anche salvare la vita di tutta la sua gente, di quelle sinistre stirpi di ombre che da secoli manipolavano gli umani attraverso la magia dei simboli e delle parole.
Ricord quanto gli aveva detto Erik prima di entrare nella Fortezza. Lui, al suo posto, avrebbe rischiato.
Avrebbe fatto il possibile per salvarla.
Era sicuro che non aveva mentito nel dire quelle parole.
Ma per quanto Erik amasse Jana, lui l'amava di pi, ed era disposto a dimostrarlo.
Entrer nel labirinto afferm, stringendo i pugni.
E ne uscir. Anche l'amore  una specie di dovere, sai?
E io amo troppo Jana per fallire.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Pochi minuti pi tardi, Alex si ritrov a scendere in un moderno ascensore d'acciaio verso i piani inferiori della Fortezza. Molto vicino a lui, Garo si lisciava nervoso le basette. I suoi occhi dorati guardavano fissi la parete metallica che aveva di fronte.
Perch hanno scelto te per accompagnarmi? domand Alex all'improvviso, quando ormai stavano scendendo da diversi minuti.
Gli occhi di Garo impiegarono qualche secondo prima di volgersi verso di lui, come se facesse fatica a reagire.
Loro non si avvicinano mai al labirinto rispose, con quella specie di grugnito selvaggio che lo caratterizzava.
Non possono.
Loro?
I Medu. L dentro c' qualcosa che li attira, che li intrappola e li distrugge... Ne ho accompagnati alcuni fino all'entrata. Per tutto il viaggio in ascensore opponevano resistenza, supplicando, minacciando... Poi per, arrivati al confine, era come se smettessero di appartenere a s stessi. Oltrepassavano la porta alla cieca, senza voltarsi indietro. E dopo un po', si udivano delle grida.
Grida strazianti, che facevano tremare tutta la
Fortezza. Non vorrei dover sentire mai pi quelle grida, anche se in realt non so perch stavolta dovrebbe essere diverso.
La bocca di Garo trem per un momento e le sue narici si dilatarono, come se stesse annusando qualcosa.
Non dovresti entrare l dentro aggiunse, con una voce sorprendentemente umana. So che, in parte, sei uno di loro. Il mostro ti distrugger.
Per un attimo, Alex si domand se quella strana creatura lo stesse prendendo in giro.
Il mostro? ripet. Di che mostro stai parlando?
Continuarono a scendere a una velocit costante.
L'ascensore vibrava leggermente in alcuni tratti, ma il suo ritmo non diminuiva. Il meccanismo che ne controllava la discesa emetteva un ronzio grave e monocorde che, dall'interno, sembrava proseguire da lontano.
Non so come sia, ma so che li distrugge rispose Garo in tono prudente. Solo loro, i Medu... Gli umani, invece, li lascia in pace. Ma questo non vuol dire che trovino l'uscita del labirinto. Ne ho condotti molti l dentro, quasi tutti Ghul come me. Non ne ho mai visto uscire nessuno. Ma almeno, quando entrano loro, non si sentono grida. Non c' altro che silenzio.
Alex riflett su quelle enigmatiche rivelazioni per il resto della discesa. Torn di colpo alla realt quando sent nello stomaco la brusca diminuzione della velocit, prima che l'ascensore si fermasse.
Le porte si aprirono, ed entrambi uscirono in un atrio rettangolare, con il pavimento in marmo e due divani chiari in un cantuccio, squadrati, disposti ad angolo e separati da un tavolino di vetro impolverato su cui giacevano un paio di riviste illustrate e un vaso di metallo pieno di rose secche.
Non c'erano finestre, e l'unica illuminazione proveniva da alcuni neon rotondi incastonati nel soffitto, che inondavano la scena di una luce fredda e livida.
All'altro lato dell'atrio si intravedeva una porta di vetro.
Una porta normale, come quelle che si trovano spesso negli uffici.
 l lo inform Garo a bassa voce, indicando la porta.
Non capisco. Alex lo guard come se l'altro avesse perso la ragione. Il labirinto comincia l, dietro quella porta?
Garo annu.
Sei ancora in tempo per tirarti indietro. Se lo fai, posso aiutarti. Ti porter fuori dalla Fortezza senza che Ober se ne accorga, e ti metter in contatto con qualcuno che possa nasconderti. Ober non sapr mai che non sei entrato... Penser semplicemente che non hai trovato l'uscita, come tutti gli altri.
Le porte dell'ascensore si erano richiuse alle loro spalle. Alex osserv con gli occhi spalancati quella che aveva l'aria di una porta come tutte le altre. Il tatuaggio aveva cominciato a fargli male, e sembrava spingere tutto il suo corpo in quella direzione. Tuttavia, Alex sapeva che, se si fosse impegnato, avrebbe potuto controllare quell'impulso. Garo aveva ragione, aveva ancora la possibilit di scegliere, non era obbligato a entrare nel labirinto, se non voleva.
Perch vuoi aiutarmi? domand a Garo.
Il Ghul sorrise, scoprendo i suoi affilati canini. Sembrava vagamente confuso.
Tu non sei come gli altri mormor. Non ci disprezzi...
Inoltre, l fuori c' gente che si preoccupa per te. Come ti ho gi detto, se verrai con me ti porter da loro.
Alex mosse un paio di passi verso la porta. Il tatuaggio gli provocava un bruciore insopportabile. Si volt per l'ultima volta per congedarsi da Garo, che non l'aveva seguito.
Chi sono queste persone che vogliono proteggermi?
domand, con una certa diffidenza.
Garo fece un gesto vago con le mani.
Bah... amici. Gente di fiducia rispose in tono evasivo.
Ti ringrazio per quanto stai cercando di fare gli disse Alex, sorridendo. E non devi preoccuparti per me;
quando sar uscito, non racconter a nessuno di questa conversazione. Ober non sapr nulla, te lo prometto.
Garo lo guard dalla testa ai piedi.
Davvero credi che uscirai vivo da l dentro? Era sbalordito. Sei pazzo...
Alex scroll le spalle.
Ne uscir vivo afferm. Non posso permettermi il lusso di morire.
Al di l della porta c'era un lungo ufficio suddiviso in piccoli cubicoli in parte isolati. Ad Alex ricord una di quelle redazioni di giornale che si vedono nei film, solo che le dimensioni di quel luogo gli sembravano molto pi grandi, e tutto era abbandonato e impolverato. Le macchine da scrivere, nere e pesanti, sembravano molto vecchie, proprio come gli enormi telefoni sulle scrivanie, con i numeri che formavano una circonferenza su un anello bianco. C'erano delle telescriventi dalle quali pendevano lunghi nastri pieni di parole stampate, fogli di carta attaccati con le puntine su bacheche di sughero, scaffali stracolmi di archivi, cartelle, cucitrici, stilografiche e quaderni di appunti da ogni parte. Attraverso le finestre filtrava una luce crepuscolare che allungava le ombre degli oggetti.
Era una luce strana. Cambiava impercettibilmente mentre Alex avanzava lungo gli interminabili corridoi, diventando sempre pi tenue e bluastra. E le ombre si trasformavano insieme alla luce, divenendo via via pi evidenti e aumentando di densit e di intensit. Dopo alcuni minuti, l'aspetto dell'immenso ufficio deserto si era del tutto modificato. Molti dei cubicoli ormai non erano altro che macchie di oscurit assoluta nella penombra blu, e le macchie crescevano ogni secondo di pi.
A ogni passo, il dolore alla spalla si faceva pi insopportabile.
Era come se lo stesse attirando verso le ombre, ma ora che queste lo circondavano da ogni parte, Alex aveva la sensazione di essere strattonato in diverse direzioni contemporaneamente da vari artigli, che rischiavano di lacerarlo.
Tuttavia, continu ad avanzare. Ogni volta che una parte del labirinto si immergeva nell'oscurit davanti ai suoi occhi, provava un nuovo tormento, non solo sulla pelle, ma anche dentro di s. Doveva usare tutta la sua forza di volont per non lanciarsi a capofitto in quelle macchie di oscurit, e la fatica che gli procurava quello sforzo si rifletteva nei suoi movimenti, sempre pi incerti e irregolari.
Cerc di concentrarsi per vedere ci che lo attendeva.
In fin dei conti, se voleva uscire da l avrebbe dovuto usare i poteri dei Kuril. Tuttavia, il bosco di tenebre lungo il quale avanzava gli confondeva la mente, vanificando qualunque tentativo di guardare oltre. In diverse occasioni chiuse gli occhi per vincere quell'influsso distruttivo, ma non gli serv a nulla. Perfino con gli occhi chiusi riusciva a percepire la presenza di quei pozzi bui attorno a lui, e non era in grado di pensare ad altro.
Continu a camminare. L'ufficio abbandonato sembrava non avere mai fine. La luce era diventata talmente scarsa che ormai riusciva a distinguere a malapena i contorni delle macchine da scrivere sui tavoli e i pannelli di legno sintetico che separavano un cubicolo dall'altro.
Smise perfino di udire i propri passi, come se l'oscurit inghiottisse i suoni prima che lui riuscisse a captarli.
Perse la nozione del tempo. Non sapeva per quante ore aveva camminato in linea retta in quel labirinto sempre pi nero. Forse non era nemmeno avanzato in linea retta, ma aveva invece girato a vuoto. Ormai non lo sapeva pi.
A un certo punto, l'unica cosa a cui riusciva a pensare
era il dolore insopportabile alla spalla. I suoi passi si fecero pi rapidi e di l a poco si rese conto che stava correndo, come se in tal modo potesse sfuggire al dolore.
Naturalmente, non gli serv a nulla. Pi correva, pi la spalla gli faceva male; eppure, nonostante ci, ormai non aveva pi alcun controllo su s stesso, nemmeno per decidere una cosa tanto semplice come fermarsi a riposare; cos continu a correre.
I muscoli delle gambe erano sempre pi affaticati, ma il dolore alla spalla gli impediva di accorgersi di qualunque altro fastidio fisico. Not invece che a un certo punto la sua corsa si faceva pi facile, come se una forza sconosciuta lo stesse spingendo. Non aveva mai corso cos in fretta, e a ogni falcata restava sospeso in aria per qualche istante, o almeno era questa la sensazione che provava.
Mi sta aspirando, pens d'un tratto, terrorizzato.
Quella cosa mi sta aspirando, e mi divorer prima che
io possa rendermene conto.
Cerc di concentrarsi ancora una volta, e per alcuni secondi scorse un volto nella penombra, il viso giovane e triste di un ragazzo dalla carnagione olivastra, coperto da un copricapo blu scuro. La visione dur appena alcuni decimi di secondo e si dissolse nel nulla, lasciandogli un'orribile sensazione di vuoto. Esisteva un legame tra il volto che aveva visto e la forza che lo attirava.
Erano la stessa cosa: il centro di quel pozzo di oscurit che pian piano inghiottiva tutto ci che lo circondava.
L'aria gli bruciava a ogni respiro, secca e torrida come il vento di un incendio. Se avesse continuato a correre a quel ritmo, presto gli sarebbe mancato il fiato.
All'improvviso si accorse che la spinta delle gambe lo faceva fluttuare a mezz'aria per pi tempo del dovuto, e allora sent di trovarsi vicinissimo alla fonte di tutta quell'oscurit. Grid spaventato, ma non riusc a udire
il proprio urlo. Un attimo dopo, la sua mano atterr su
qualcosa di molle, irto di punte e anelli metallici. Le sue dita palparono con indescrivibile ripugnanza un tappeto di ganci, aculei e minuscole sfere, nonch la carne sotto di essi. Carne flaccida, pulsante, sottoposta alla tortura di tutti quegli oggetti appuntiti che la perforavano.
La creatura si lasci toccare per qualche istante, completamente immobile. Le mani di Alex risalirono fino a distinguere, sotto la selva di piercing pigiati l'uno contro l'altro, il contorno di una mandibola e la forma sporgente delle labbra. Subito il mostro reag, indietreggiando all'istante per sfuggire a quel contatto.
Non capisco disse una voce rauca, lontana, vecchissima.
Non sapevo che... non capisco ripet, quasi come in un gemito.
L'oscurit era totale. Nel silenzio che segu a quelle parole, Alex ud un respiro faticoso, con gorgoglii che facevano eco a ogni rantolo. Aspett, terrorizzato, che la creatura continuasse a parlare.
E cos sei tu mormor infine la voce. Indugiava un istante prima di pronunciare ogni parola, come se si stesse esprimendo in una lingua che non conosceva bene.
Non pensavo... non ho mai immaginato che potesse accadere una cosa cos strana... Addirittura... addirittura uno di loro!
Che cosa vuoi dire? riusc a balbettare Alex.
La sua voce era risuonata metallica, distorta dal buio che li circondava.
Il prossimo guardiano. Il mio successore. Non capisci?
Io sono Arione, ma loro mi chiamano l'Ultimo.
Alex credette di sentire di nuovo sotto le dita il contatto pungente
dei piercing e della pelle incartapecorita sotto di essi. Ebbe voglia di vomitare. Avrebbe dato qualunque cosa per poter uscire di corsa da l, qualunque cosa per non sentire mai pi la voce di quell'essere abominevole.
Ti sbagli ribatt. Non sono l'Ultimo, loro ne sono
sicuri. Mi hanno fatto uno dei loro tatuaggi. Non avrebbero potuto farmelo se fossi l'Ultimo, no? Cos mi hanno detto.
Tu sei diverso rispose la voce, pensierosa. Nelle tue vene scorre il loro sangue, almeno in parte. Forse per questo si sono sbagliati. Perfino io ho dubitato, all'inizio.
Cal di nuovo il silenzio. Un silenzio irrespirabile, nero come il pozzo d'ombra del labirinto.
Non pu essere mormor Alex con orrore. Io non posso... io non voglio distruggerli.
La creatura emise una risata raccapricciante.
Sei molto giovane comment, come se la cosa gli sembrasse estremamente divertente. Anch'io lo sono stato, un tempo...  normale che tu faccia fatica ad accettarlo.
Ma non hai scelta... Io credevo di averla, e guarda come mi sono ridotto. Non commettere il mio stesso errore. Sono implacabili.
Come... come  successo? Come sei arrivato qui?
Mi ci rinchiusero loro. Mi sconfissero. Non ci sarebbero mai riusciti se non fosse stato per quella maledetta spada. Aranox... Aranox ti distrugge con il tuo stesso riflesso. Quando ti batti contro di lei, ti vedi come sei realmente.
Io non riuscivo a sopportarlo. Credo che nessuno possa. Fu cos che mi annientarono.
Ma questo avvenne pi di cinquecento anni fa...	
 passato cos tanto tempo? Quaggi, il tempo non significa nulla, sai?  come se non esistesse. Si vive un eterno presente.
Ma perch non sei morto? Perch non ti uccisero?
Drakul ci prov, all'inizio. Ovviamente non ci riusc...
L'Ultimo  mortale fino a quando non riceve il potere.
Allora sacrifica una parte della sua umanit e, a partire da quel momento, il suo corpo non pu morire a meno che la sua anima non venga distrutta. Ma i Medu non potevano distruggere la mia anima, e quindi
non riuscirono a uccidermi. Quando se ne resero conto, Agmar convinse Drakul a rinchiudermi qui. Pensarono che, finch io fossi rimasto prigioniero, il mio potere non sarebbe potuto passare a un altro essere umano, e che non ci sarebbe pi stato nessun Guardiano delle parole. Perfino io arrivai a crederlo, in certi momenti...
Ma hanno commesso un fatale errore: questo.
Alex sent le dita ricoperte di aghi e sfere metalliche scivolare sulla sua guancia. Cerc di scostare il volto, ma la mano di Arione non glielo permise.
Mi forarono la pelle e la ricoprirono di questi sinistri gioielli rantol la sua voce con un accento lugubre. Mi mutilarono e a ogni foro mi strapparono qualcosa di ci che io avevo sottratto loro. Ancora una volta, liberarono le ombre... Fu cos che recuperarono il potere.
Non capisco mormor Alex. Di quali ombre parli?
Che cosa ti strapparono?
La mano si ritrasse. Alex ud nell'oscurit una serie di tintinnii metallici che gli permise di seguire i suoi movimenti.
Le parole. I simboli.  questo che alimenta i Medu, che nutre il loro potere. Li usano per ingannare gli uomini, per allontanarli dalla luce della verit, condannandoli a vivere nelle illusioni. Finch non arriviamo noi, i guardiani, e glieli portiamo via. Obblighiamo gli uomini a tornare nella luce. Non la amano. Vivono molto comodamente nel loro labirinto di menzogne ordite dai Medu. Tradizioni, miti, leggende... la seduzione della parola adotta mille forme diverse. E gli uomini sono molto creduloni... Finch non li obblighiamo a smettere di esserlo.
Ma come ci riuscite? Come togliete la magia ai Medu?
Te lo sto dicendo replic il mostro con impazienza.
Togliamo loro quegli orribili disegni dalla pelle, che usano per dominare gli uomini.
Alex non riusciva a credere a quanto stava ascoltando.
Dunque si trattava di questo. L'Ultimo aveva rubato il potere dei Medu togliendo loro i tatuaggi. E Agmar e Drakul erano riusciti a recuperarli, mutilando il guardiano con quegli innumerevoli piercing.
Ho sofferto molto afferm d'un tratto Arione, e la sua voce sembr stranamente giovane e affannata. Ma ora che sei arrivato, capisco che ne  valsa la pena. Com' saggio il destino! Scegliere uno di loro per tradirli!
Questa sar la volta definitiva. I Medu saranno spazzati via per sempre dalla faccia della terra.
E questo che cosa comporterebbe per gli uomini?
Non riesco a immaginare la vita senza le parole...
Arione rise di nuovo. Stavolta, tuttavia, la sua risata risuon fresca, quasi infantile.
Non li priverai delle parole! Che idea ridicola...
Semplicemente li libererai dalla loro influenza. Li salverai dalla schiavit. La luce della verit... ecco cosa darai loro.
Non capisco che cosa vuoi dire insist Alex, perplesso.
Nell'oscurit, i piercing delle dita di Arione si scontrarono tra loro.
Gli umani confondono le parole con la realt spieg il mostro in tono stanco. Vivono imprigionati in un mondo di rappresentazioni, che ritengono pi comodo.
Si abituano a semplificare tutto, adattandolo ai loro poveri simboli. Ci che tu stai per fare  sottrarli a questa comodit. Continueranno a usare le parole per comunicare, ma non le confonderanno con il mondo. Impareranno a sviluppare altre facolt, come la contemplazione e il silenzio. Soprattutto, perderanno la capacit di inventare realt alternative e di rifugiarvisi. Le finzioni spariranno, questa  la vera liberazione!
Alex non disse nulla. La presenza di Arione al suo fianco quasi lo soffocava. L'unica cosa che desiderava era allontanarsi da lui.
Non vuoi farlo, eh? chiese Arione dopo un po'.
No ammise Alex.
Trascorsero alcuni minuti, interminabili per il ragazzo, durante i quali non si ud altro che il respiro irregolare del mostro e il tintinnio metallico che provocava a ogni movimento, per quanto leggero fosse.
Non credere che non ti capisca disse infine la voce.
Il momento arriver;  ancora troppo presto. Per me  sufficiente sapere che sei qui, e che prima o poi porterai a termine ci che io ho cominciato. Ma per questo devo farti uscire di qui... Devo lasciarti tornare fuori.
Alex cerc di scorgere la sagoma di Arione nelle tenebre.
Puoi farlo? domand, stupito. Puoi trovare l'uscita?
Ma allora che cosa fai qui? Perch non sei scappato?
Ebbe l'impressione che il respiro del mostro fosse diventato pi veloce.
Li odio troppo. Non posso fuggire dal mio stesso odio, capisci? Il labirinto non  altro che questo: il bosco delle ombre della mia mente. Aranox materializz il mio riflesso e lo trasform in questa prigione. Dovrei smettere di odiare per uscire.
Ed  impossibile? Forse io potrei aiutarti...
Non servirebbe a nulla. Ma non m'interessa. L'importante  che tu sia qui, e tu s che puoi uscire. Non commettere il mio stesso errore, non lasciarti imprigionare dalle tue stesse passioni. Sono le nostre peggiori nemiche.
La mano di Arione afferr la sua nelle tenebre. Alex si chiese come quel rifiuto umano riuscisse a percepirlo in mezzo a tanta oscurit.
Le protesi metalliche sulle dita di Arione si piantarono nel polso del ragazzo, che si sent trascinare in avanti.
Lasciandosi guidare dall'Ultimo, cominci a camminare, totalmente disorientato dal buio profondo che li circondava. A poco a poco, tuttavia, si adatt all'incedere deciso della sua guida, che avanzava con lenta regolarit, senza mai tentennare.
Il buio inizi a sfilacciarsi in ampi brandelli, e Alex sospir sollevato quando i suoi occhi captarono il debole bagliore di una luce bluastra, come di cielo notturno, al limite del suo campo visivo. Quel tenue chiarore spazz via le ombre che ricoprivano ogni cosa, fino a scivolare sulla superficie del viso del guardiano, irta di oggetti metallici.
Alex dovette soffocare un grido di ripugnanza quando distinse il profilo di quel volto rivestito di sfere e ganci d'acciaio. Non aveva mai visto in vita sua un'immagine pi impressionante. Ma Arione non mostr di aver percepito la sua reazione di disgusto, e continu a tirarsi inesorabilmente dietro il ragazzo.
Giunsero a una specie di padiglione industriale immenso e colmo degli oggetti pi disparati. Centinaia di proiettori cinematografici riproducevano contemporaneamente diversi film su mobili e pareti, creando un'insopportabile confusione di immagini e suoni. Mentre camminavano, Alex vide da una parte i resti carbonizzati di un accampamento indiano, e poco pi in l un'antica diligenza con le ruote rosse e i sedili in velluto sfasciati.
Sulla destra, si trovava una sorta di ambulatorio psichiatrico, con una lampadina verde sulla scrivania e un divano di pelle nera appoggiato alla parete.
Erano scenografie da cinema. Tutto il padiglione ne era pieno, come se stessero visitando le rovine di uno studio abbandonato di Hollywood.
A ogni passo che muovevano, il numero delle proiezioni che coprivano il soffitto e le pareti aumentava, e le loro colonne sonore si mescolavano in un confuso rumore incomprensibile. Dopo l'opprimente oscurit del labirinto, Alex lasciava vagare lo sguardo da un film all'altro con euforica avidit. Riconosceva alcune scene, altre no. Via col vento, una staffetta su una pista di atletica, gente che gridava impazzita a un concerto all'aria
aperta, una nave spaziale bianca e asettica in mezzo al vuoto stellato, danze tribali, discorsi politici, un inseguimento in auto, la Borsa, i grandi occhi azzurri di un personaggio dei manga e le goccioline di sudore che gli scendevano gi dalla fronte...
Chiuse gli occhi, esausto. Mille voci si intrecciavano attorno a lui, cantando, supplicando e pretendendo in lingue diverse... Troppi stimoli, dopo il crudele vuoto del labirinto.
Allora si accorse di provare una profonda commozione interna, e seppe che stava per avere una visione. Non aveva bisogno di aprire gli occhi, la scena cominciava a profilarsi nella sua mente, materializzandosi a partire da milioni di frammenti senza alcun significato. Ed eccola li, prima che lui potesse sapere come o perch si fosse manifestata. Era lui, seduto su una sedia bianca foderata in broccato verde, vistosa e traballante. E tutte le immagini e le voci che gli danzavano attorno cominciavano a scivolare verso il suo corpo,
come se questo le stesse assorbendo. Ogni immagine, ogni visione, affiorava sulla sua pelle come un perfetto tatuaggio, provocandogli un dolore insopportabile. Molto presto, il suo corpo nudo fu completamente coperto di disegni sovrapposti.
Fu allora che cap tutto. Ecco cosa faceva l'Ultimo: assorbiva il labirinto di segni in cui vivevano gli uomini...
Li privava delle loro finzioni e le imprigionava nella propria pelle, ponendo cos fine al potere dei Medu.
La visione sfum pian piano, ma Alex rimase immobile ancora per un po', pietrificato dalla scoperta appena fatta. Ora sapeva quale fosse il proposito di Arione...
Quella sedia di scena della sua visione era il trono vuoto dal quale suo padre l'aveva messo in guardia nella Torre dei Venti. Se vi si fosse seduto, non avrebbe avuto pi scelta... Sarebbe stato irrimediabilmente condannato a diventare l'Ultimo.
Apr gli occhi. Non aveva idea di quanto tempo fosse trascorso. Attorno a lui continuavano a succedersi le vecchie scenografie da cinema: la cabina di una nave, una trincea, la lugubre segreta di un castello. E infine, un salottino con le tendine di pizzo e dei mobili vecchi e accoglienti. Tra di essi, una sedia dallo schienale ovale e le gambe levigate, laccate di bianco. L'imbottitura era di broccato verde.
Se vuoi, puoi riposarti un po' disse Arione, voltandosi verso il ragazzo. Siamo molto vicini all'uscita, e non so che cosa troverai dall'altra parte. Inoltre, prima di andartene, immagino che avrai delle domande da farmi. Sediamoci un momento propose, indicandogli con un gesto vago la vecchia sedia laccata mentre lui si lasciava cadere su una cassa di legno. Risponder a tutto ci che vorrai sapere.
Alex osserv affascinato la sedia di scena. Falsamente lussuosa, falsamente antica. Era uno strano trono quello che Arione aveva scelto per lui. Anche se forse avrebbe potuto sceglierne uno qualunque, all'interno di quel singolare luogo che sembrava essersi trasformato nella sua tana.
Sulla parete di fondo della scena veniva proiettato uno spettacolo di ombre cinesi. Marionette orientali, probabilmente thailandesi o birmane. Non riconobbe la lingua, ma le voci che accompagnavano la proiezione erano femminili e dolci.
Non miro l, Arione disse Alex, affrontando la mostruosa figura. Fallo tu, se vuoi.
Attraverso protuberanze metalliche che gli ricoprivano il viso, Alex scorse per la prima volta gli occhi neri e infinitamente stanchi dell'Ultimo Guardiano. Lo guardavano fisso, con un misto di incredulit e timore.
Come l'hai capito? domand in un sussurro.
Ho avuto una visione. So che cosa accadr se mi siedo l: i simboli verranno a me, tutte le immagini e le parole che riempiono questo posto, e anche quelli di fuori.
Mi si infileranno nella pelle, e in questo modo i Medu perderanno tutto il loro potere.  questo che fa l'Ultimo, vero? Si siede sul trono vuoto e si sacrifica.
Arione continuava a guardarlo immobile, come una grottesca scultura d'acciaio.
Ma tu non l'hai fatto prosegu Alex, avvicinandosi e osservandolo con curiosit. Perch non l'hai fatto?
La statua metallica si mosse piano. Le sue spalle si incurvarono, come se all'improvviso fosse diventato molto pi vecchio.
I Medu erano molto deboli allora disse con voce quasi impercettibile, come se stesse parlando da solo. Il
clan dei Kuril era stato sciolto dopo aver perso la guerra contro gli altri clan. Con la scomparsa dei Kuril, i Medu avevano perso la capacit di difendersi da noi leggendo il futuro. Non erano mai stati tanto vulnerabili, e pensai che questo mi desse un certo vantaggio... Decisi di lottare contro di loro, invece di sacrificarmi. Fu un
errore; ma ormai non c' rimedio.
Nemmeno io voglio sacrificarmi afferm Alex, fissando il suo sguardo azzurro e limpido sul mostro.
Non voglio distruggere i Medu. Non sono del tutto sicuro che la ragione sia dalla vostra parte.
Sei arrivato troppo presto si lament Arione, quasi con rabbia. Non era ancora giunta la tua ora, non sei pronto. Ma un giorno capirai quale pericolo rappresentano, quale danno hanno causato all'umanit e quanto sia importante fermarli. Solo che forse allora sar gi troppo tardi.
Alex osserv il vecchio guardiano per qualche secondo.
D'un tratto provava pena per lui.
Perch li odi cos tanto? domand con dolcezza.
Arione emise una serie di gorgoglii con la gola, forse con l'intenzione di farli sembrare una risata.
Perch li odio? ripet. I suoi occhi nascosti tra le
punte d'acciaio balenarono per un istante. Perch sono il male. Seminano la menzogna, incatenano gli uomini in un labirinto di ombre.
Ci che tu chiami "menzogna", altri la chiamano "finzione".
Gli uomini hanno un'inclinazione naturale alla tabulazione.
Non possono fare a meno di inventare storie.
Per questo nacquero loro rispose Arione con prontezza.
Creature fatte di menzogne, illusioni viventi.
Non hai idea dei disastri che hanno scatenato, dei cuori che hanno spezzato, delle volont che hanno piegato.
Credimi, sono peggio della morte.
Alex ricord il viso sereno e bello di Jana, i suoi occhi scuri e pensierosi. Nonostante tutto ci che aveva visto, non riusciva a temerla.
Sono anche umani disse. Hanno scelto di esserlo, sono intrappolati nel nostro mondo, come noi nel loro.
S, ma tu puoi cambiare le cose. Puoi liberarci da loro, forse per sempre. Io ormai non sono altro che un rifiuto senza passato n futuro, ma tu sei diverso. Puoi riuscire in ci in cui io ho fallito... Siediti sul trono, fai il sacrificio che io non ho fatto. Distruggili. Fallo per i tuoi cari, se ne hai.
Com' il mondo quando loro scompaiono?
Arione medit un momento la sua risposta.
 pi semplice disse infine. Gli uomini sanno ci che vogliono. Non hanno dubbi, vivono il presente.
Non mentono a loro stessi su ci che sono e non mentono nemmeno agli altri. Non immaginano altri mondi, n vivono altre vite attraverso la finzione. Accettano la realt cos com'. Quella  la vera sapienza.
Cos vivono come animali comment Alex.
Lo disse solo per provocare il vecchio guardiano, e ci riusc.
Vivono come di lo contraddisse Arione, con una nota di orgoglio nella voce. L'uomo pu essere come un dio se non sogna, se vive nella verit.
Ma che cos' la verit? domand Alex.  uguale per tutti?
Era davvero interessato ad ascoltare la risposta di Arione, e l'altro lo not.
La verit  il mondo l fuori, e s,  uguale per tutti.
Le parole ci impediscono di vederlo, ma un lungo addestramento nella meditazione e nel controllo delle passioni pu permetterci di scostare quel velo di simboli e di guardare direttamente verso la luce.  ci che hanno sempre fatto i mistici nel corso della storia. Liberarsi dalle parole. Accettare il mondo come realmente .
Alex riflett qualche secondo sulla spiegazione di Arione. Si sentiva stranamente commosso.
Pu darsi che tu abbia ragione ammise infine. Senza le parole, forse percepiremmo direttamente qualcosa della realt che ora ci sfugge. Ma che cosa significherebbe questo per noi?
Arione si volt verso il trono vuoto e rimase a fissarlo a lungo, di spalle ad Alex.
Per i mistici, tutto questo processo di cui parli aveva un senso, perch se anche si liberavano delle parole, rimaneva loro l'amore continu Alex, pensando man mano che esponeva le sue idee. Amore per Dio, per l'umanit... per qualunque cosa. L'amore  un altro modo di captare il mondo, no? Non ha bisogno di parole.
Il corpo di Arione tremava impercettibilmente. Le sagome parlanti del teatrino delle ombre danzavano su di lui.
L'amore? Forse una volta sapevo cos'era, ma  passato troppo tempo.
L'hai dimenticato.
Il silenzio si prolung per alcuni secondi.
S, l'ho dimenticato ammise Arione svogliatamente.
Ma in ogni caso quanto dici, mi d ragione. L'uomo pu percepire la realt senza bisogno di parole, attraverso l'amore. Non abbiamo bisogno dei Medu, possiamo
vivere senza di loro, e dare comunque un senso alla nostra vita.
Ma non c' nemmeno bisogno di distruggerli
obiett Alex.
Io s che ne ho bisogno sbott il guardiano, voltandosi lentamente verso il ragazzo. Voglio un mondo perfetto. E in esso non c' posto per loro.
Forse nemmeno per me e per te.
Per questo devi sacrificarti.
Non hai capito cosa voglio dire. Magari non c' posto per nessuno in questo mondo perfetto che tu sogni. L'uomo non  perfetto, sbagliare  parte della sua natura.
Per tutta risposta, Arione emise un ruggito sinistro.
 di questo che parlavo disse, contenendo a stento la collera. Cerchi di confondermi con le parole, con le loro maledette parole. Ma non otterrai nulla, io sono superiore a loro.
Le parole non sono dei Medu ribatt Alex, cercando gli occhi del mostro nascosti tra l'acciaio. Sono di tutti, di tutti gli uomini. Non fidarsi di esse significherebbe non fidarsi dell'umanit.
E accettare il loro potere significa accettare i nostri limiti.
Entrambi si zittirono per un po', e continuarono a guardarsi con espressione severa. Attorno a loro, le immagini continuavano a danzare sulle pareti, mentre centinaia di voci recitavano simultaneamente dialoghi, canzoni o pensieri.
Credo di cominciare a capirti mormor infine Alex, avvicinandosi ad Arione con un sorriso di compassione sulle labbra.
L'Ultimo Guardiano indietreggi, con gli occhi fissi sul ragazzo.
Meglio cos. A ogni modo, finirai per capire prima o poi. Ci sar tempo... Non te ne rendi conto? Sei rinchiuso qui con me, al centro di un labirinto da cui non potrai
uscire mai pi. Hai solo due opzioni: o lasciare che il tempo passi e quindi morire di fame e di sete, o sederti sul trono vuoto e rinunciare alla tua umanit. O morire, o convertirti nella nuova incarnazione dell'Ultimo. Cosa c', non mi senti? O non vuoi starmi a sentire? Non mi stai ascoltando...
Mentre Arione parlava, Alex fissava la parete dietro il trono traballante. Una fessura verticale di luce la attraversava, prolungandosi sul pavimento in un lunghissimo triangolo. Un attimo prima quella luce non c'era; era apparsa mentre ascoltava le parole del vecchio guardiano. O meglio, era come se quelle stesse parole avessero acuito i suoi sensi, facendogli percepire l'apertura che prima gli era passata inosservata. Perch quella luce veniva da fuori, non c'era alcun dubbio... Era il riflesso di una porta aperta. E il chiarore di quel riflesso proveniva dal sole, lo sapeva con assoluta certezza.
Guard il vertice del triangolo dorato e vide l'apertura vera e propria. La luce solare filtrava attraverso di essa dall'esterno, calda e gradevole. Era la fessura di una porta di cartapesta che faceva parte della stessa scenografia in cui si trovava la sedia bianca.
Non morir, e non mi sieder nemmeno l per trasformarmi in un  maledetto mostro afferm Alex, senza distogliere lo sguardo dalla porta. Uscir da qui, semplicemente. Non vedi? L'uscita  proprio l, su quella parete.
Arione guard in direzione della porta socchiusa.
Poi si volt verso Alex e lo osserv con compassione.
 una porta finta, ragazzo disse. Dietro non c' nulla.
Lo credi davvero? Perch non vieni con me a controllare?
Alex tese la mano al mostro e ancora una volta sent sul palmo la pressione fredda e ripugnante delle punte metalliche.
Camminarono uno di fianco all'altro verso la porta accostata. Man mano che si avvicinavano, Arione cominci a tremare.
Un momento, aspetta. Lo sento anch'io...
Non vedi la luce del sole? La porta  aperta.
Non vedo nessuna luce, ma ne noto la vicinanza.
Aspetta. Se questo fosse possibile...
Il vecchio guardiano si ferm. Alex lo guard negli occhi e si rese conto che erano pieni di lacrime.
Vieni con me lo invit. Non ti piacerebbe vederlo di nuovo? Hai passato troppo tempo qua dentro, rinchiuso in mezzo a tutti questi simboli e parole che odi tanto.
Ho sognato il sole cos tante volte, da quando sono qui... Ma non credo di poter uscire. Ho cercato la via d'uscita per secoli, e non l'ho mai trovata. L'odio  la pi terribile delle prigioni. La pi terribile... e io sono troppo vecchio per cambiare.
Coraggio, vieni insist Alex.
In quel momento non pensava ai Medu, n alla loro guerra contro i guardiani, e nemmeno a s stesso. Pensava solo a quella povera creatura spaventata che, per la prima volta dopo molti anni, aveva permesso a s stessa di scorgere un lieve barlume di speranza. Desiderava con tutta l'anima aiutare Arione, liberarlo dalla sofferenza. Era determinato a tirarlo fuori dal labirinto.
Spinse la sottile porta di scena e questa si apr senza la minima resistenza. La luce del sole gli illumin il viso col tepore dorato dei suoi raggi. Chiuse gli occhi e respir a fondo, con un sorriso di felicit sulle labbra. Quando li riapr e si guard attorno, scopr di trovarsi in uno dei punti panoramici che sovrastavano la sua citt dalla punta estrema del lungomare. Dietro la baia si stendevano le strade che conosceva cos bene, gli alberi, le piazze. E nel mezzo, il mare maestoso e splendente, di un azzurro pi intenso del cielo.
Era tornato a casa.
Pens a sua sorella e a sua madre. Aveva tanto bisogno di rivederle, abbracciarle, dire quanto le amava.
Allora ud un lieve gemito. A pochi passi da lui, che contemplava estasiato la luce del sole, con lo sguardo fisso.
Non sembrava consapevole di quanto stesse accadendo alla sua raccapricciante maschera metallica.
Ognuna delle innumerevoli protuberanze che la formavano, al contatto con il sole, aveva cominciato a sciogliersi.
Presto iniziarono a scivolargli gi per il volto minuscole lacrime di mercurio. Lui sorrideva con la testa alzata verso il cielo e le palpebre chiuse.
I piercing sparirono senza lasciare nemmeno un foro nella pelle di Arione. Quando riapr gli occhi, era un altro: un giovane snello, dal viso giallastro e lo sguardo ardente, vestito con una vecchissima giubba nera che sembrava sul punto di cadere a pezzi.
Dove siamo? domand all'improvviso, guardando Alex con aria disorientata. Che posto  questo?
Non ho mai visto costruzioni del genere, da nessuna parte, in nessuno dei miei viaggi... Dove siamo? Cosa significa tutto questo?
Alex vide la paura nelle sue pupille dilatate. Presto la smorfia di smarrimento sul suo volto si trasform in un'espressione di follia. Arione era uscito dalla sua tana, ma la luce che aveva ritrovato non illuminava nulla che lui potesse comprendere. Il mondo era cambiato troppo; tutte le persone che lui aveva amato o apprezzato erano diventate polvere ormai da molto tempo.
Guardava con orrore i grattacieli di vetro, le auto che correvano sull'asfalto, le luci rosse e verdi dei semafori.
Nulla di quanto vedeva aveva un senso per lui.
Alex soffoc un grido di terrore. Il giovane volto che un attimo prima sorrideva con le palpebre chiuse si stava trasformando rapidamente in una maschera incartapecorita e grigiastra. Le mani si raggrinzirono, la schiena s'incurv, gli occhi s'infossarono sotto due palpebre a palla. Per qualche istante, l'uomo sembr vecchio e polveroso come gli abiti che indossava. Ma la visione non dur pi di un momento. Subito, la superficie rinsecchita di quel corpo si disfece in cenere bianca. Il vento la sollev in un vortice prima di disperderla verso il mare.
Pochi secondi dopo, Arione era scomparso.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
La prima cosa che Alex pens fu tornare a casa. Senza sapere come, il labirinto l'aveva magicamente riportato nella sua citt. Desiderava abbracciare sua madre e sua sorella. Desiderava rifugiarsi in quella casa che, per tanti anni, aveva condiviso con suo padre. Aveva fatto ci che lui gli aveva chiesto, e per miracolo era sopravvissuto.
Ora aveva bisogno di riposare.
Tuttavia, qualcosa gli fece voltare la testa verso la porta di cartapesta dalla quale lui e Arione erano usciti qualche minuto prima. Era ancora l, intatta, reale tanto quanto i palazzi, le palme e gli yacht nel porto. Il lungomare era deserto, nessuno aveva assistito all'agghiacciante trasformazione dell'Ultimo Guardiano.
Nessuno li aveva visti uscire... Se fosse tornato da dove era venuto, nessuno se ne sarebbe accorto.
Decise di tornare. Sentiva un lontano tremore sottoterra, un tuono infernale che cresceva molto lentamente tutt'attorno, rotolando piano verso di lui. Stava succedendo qualcosa nella Fortezza, e doveva scoprire che cosa. Qualunque cosa fosse, a ogni modo, era sicuro che aveva a che fare con quanto era accaduto ad Arione e con il suo passaggio nel labirinto.
Attraversando di nuovo gli studi cinematografici
abbandonati, fu sorpreso di vedere che le proiezioni si erano interrotte. Tutto era calmo, polveroso e senza vita.
Le scenografie si succedevano l'una all'altra come acquari vuoti, mostrando i loro mobili rovinati, ormai pateticamente innocui.
Aveva percorso un bel tratto in mezzo a quel labirinto di costruzioni finte quando si rese conto che la luce era cambiata. Ora non proveniva pi dai proiettori, ma da una fila continua di finestre nella parte superiore del padiglione, da cui filtrava un chiarore giallognolo. Si trattava di luce naturale, l'oscurit del labirinto era sparita con la morte di Arione.
In pochi minuti, Alex raggiunse l'entrata degli studi.
Oltrepassando la porta si ritrov nell'immenso ufficio vuoto dove, poco prima, aveva conosciuto l'Ultimo Guardiano. Le scrivanie separate da sottili pannelli di legno sintetico, le vecchie macchine da scrivere e i dittafoni argentati erano ancora l. Dalle finestre entrava la luminosit lattiginosa di una mattina invernale. Che ora era? Con tutto ci che era successo, Alex si sentiva completamente incapace di calcolarla.
Avanz sicuro tra i tavoli e i divisori finti, domandandosi come fosse possibile che un luogo potesse trasformarsi tanto in cos poco tempo. Ricordava l'angoscia provocatagli dall'oscurit che si condensava via via attorno a lui, ingoiando gli oggetti. Era accaduto proprio E... Quasi non ci credeva.
All'improvviso, il pavimento vibr con violenza-sotto i suoi piedi. Una penna argentata rotol su un tavolo, alcune cartelle caddero a terra. Si ud un fragore lontano, che aumentava lentamente, avanzando verso di lui come una valanga di suoni. Senza sapere bene perch, acceler il passo. Tutto stava cambiando troppo in fretta attorno a lui, e forse anche al di l del labirinto, nella Fortezza. D'un tratto, riusciva a pensare solo a Jana... Aveva disperatamente bisogno
di sapere se era al sicuro. Il tatuaggio aveva smesso di fargli male
da un po', e questo lo preoccupava.
Dopo alcuni minuti si ritrov nell'atrio con i divani bianchi dove l'aveva accompagnato Garo. Senza pensarci due volte, lo attravers e premette il bottone di uno dei tre ascensori alla sua destra. L'ascensore apr le porte all'istante e Alex s'infil dentro. Non era del tutto sicuro che si trattasse dello stesso con cui era sceso insieme al Ghul, ma nonostante ci spinse l'interruttore dell'ultimo piano.
La salita gli sembr eterna. Non udiva pi rumori, e sentiva di nuovo il bruciore del tatuaggio sulla spalla, pi intenso a ogni metro che percorreva. Questo poteva significare solo una cosa: si stava avvicinando a Jana, lei era ancora dentro l'edificio.
Quando le porte si aprirono, vide di fronte a s, a una certa distanza, l'ingresso della sala riunioni dove si era svolto il duello tra Jana e le figlie di Pertinax. Cammin in quella direzione con una certa apprensione, domandandosi che cosa avrebbe trovato una volta entrato.
La prima cosa che vide, oltrepassata la soglia, fu Jana abbandonata su una sedia e con il viso appoggiato al tavolo, nascosto sotto una cascata di capelli castani.
Ober le stava gridando qualcosa che, a giudicare dall'atteggiamento della ragazza, lei avrebbe preferito non sentire. In piedi, all'altro lato del tavolo, Erik li osservava con gli occhi pieni di tristezza. I capi degli altri clan se ne erano andati, e anche Pertinax. Solo mezza dozzina di Ghul marchiati con lo scorpione del clan di Ober era rimasta nella stanza per pulire e raccogliere i resti dello scontro magico tra Jana e Urd.
Quando guard alla sua sinistra, Alex not che il vuoto di oscurit dove prima si trovavano i salmodianti era scomparso. Al suo posto si vedevano le gradinate semicircolari, su cui sedute o in piedi, distribuite sui diversi scalini, stavano una ventina di figure incappucciate.
L'abito che indossavano era di un intenso color porpora e aveva uno scorpione d'argento ricamato sul petto.
I volti degli stregoni Drakul erano appena visibili, ma per quel poco che Alex riusc a distinguere gli sembrarono rigidi come maschere. In quel momento, i salmodianti non stavano cantando, ma stavano recitando una specie di mantra incomprensibile, ripetendolo migliaia di volte con voce atona e grave.
I presenti nella sala impiegarono qualche secondo prima di accorgersi del ritorno di Alex. Il primo a notarlo fu Erik, il cui volto s'illumin di gioia appena vide l'amico.
Sei tornato! esclam, correndogli incontro. Non ci posso credere...
Alle parole di Erik, Jana e Ober si voltarono di scatto verso la porta. Jana lo fiss con uno strano fuoco negli occhi, mentre Ober si sforzava di rimanere impassibile.
Va tutto bene? domand Alex. Ho sentito un rumore che veniva da qui, una specie di tuono che si propagava...
Qui non abbiamo sentito nulla rispose Erik. Ma la luce...  sorprendente, guarda cos' successo.
Seguendo la direzione dello sguardo dell'amico, Alex osserv ancora una volta le gradinate prima invisibili, che ora erano illuminate da una luce fredda, quasi bianca.
Com' successo? chiese, rivolgendosi a Ober.
Sarebbe meglio che lo dicessi tu a noi replic il padre di Erik, con un sorriso gelido. Sospetto che abbia a che fare con qualunque cosa sia accaduta l sotto.
Gli occhi di Ober e quelli di Alex si sfidarono in silenzio per qualche secondo.
Ho fatto solo ci che mi avevi detto ribatt infine Alex. Ho attraversato il labirinto e ne sono uscito vivo.
Io ti avevo detto di provarci precis Ober. Francamente, non confidavo molto che potessi riuscirci. Come hai fatto?
Ho avuto due visioni. La prima ha evitato che cadessi nella trappola che mi aveva teso Arione, e la seconda mi ha guidato fino all'uscita.
Non capisco mormor Jana, andandogli incontro.
Hai avuto delle visioni, come se fossi uno di noi. Come se fossi un Agmar... Non pensavo che il tatuaggio potesse avere tanto potere.
Si ferm a pochi metri dal ragazzo, indecisa. Per qualche secondo, i quattro rimasero cos, immobili, nel tentativo di indovinare i pensieri degli altri.
Fu Ober il primo a decidersi a rompere il silenzio. Da vicino, appariva pi pallido che mai.
L sotto  accaduto qualcos'altro afferm severo.
Per secoli abbiamo vissuto sotto la protezione dell'odio di Arione. Abbiamo canalizzato l'oscurit dei suoi sentimenti verso di noi per nascondere il nostro rifugio ed evitare che i guardiani ci trovassero. Adesso, all'improvviso, quell'oscurit si  dissolta, e noi siamo
completamente allo scoperto. Vuoi spiegarmi cos' successo?
Alex deglut, ma non distolse lo sguardo da Ober.
Arione  morto confess.  uscito dal labirinto insieme a me e, una volta fuori, si ... non so come spiegarlo.
In pratica, si  volatilizzato.
Quelle parole fecero zittire gli stregoni. I Ghul che stavano pulendo il pavimento e il tavolo sollevarono la testa e guardarono Alex.
Il pallore di Ober era diventato ancora pi intenso.
Stai mentendo disse. Nessuno pu uccidere Arione. Drakul e Agmar ci provarono in mille modi diversi, ma per loro si rivel impossibile. Il suo potere l'aveva reso immortale.
Jana ed Erik squadravano Alex con gli occhi spalancati.
Non sto mentendo sostenne Alex. Io non volevo ucciderlo, ma il fatto  che  morto...  morto per colpa mia.
Un guardiano pu morire solo per mano di un altro guardiano comment Erik in un sussurro. Ma non  possibile...
Hai ragione, figliolo afferm Ober a bassa voce.
Non c' altra spiegazione.
Poi avanz verso Alex e, parandoglisi di fronte, lo fiss dritto negli occhi per qualche secondo.
Ora capisco tutto mormor sorridendo. Tuo padre mi ha mentito per proteggerti. Ma i segnali sono inequivocabili, tu sei l'Ultimo... Presto, prendetelo!
All'istante, un paio di Ghul lo afferrarono per le braccia.
Erano molto pi alti di Alex, ed entrambi avevano un'aria ancor pi selvaggia di quella di Garo, con lunghi artigli al posto delle unghie e archi sopraccigliari sporgenti.
Gli altri Ghul, tra cui Garo, li circondarono a una certa distanza, ringhiando. Avevano tutti gli occhi iniettati di sangue.
Aspetta, padre, dev'esserci un errore obiett Erik, avvicinandosi a Ober. Lui ha un tatuaggio, non avrebbero potuto farglielo se fosse un guardiano. Dev'esserci un'altra spiegazione.
Ober lo allontan da s con un gesto di rabbia.
Sei cieco! rugg. Ho commesso un errore incaricando te di sorvegliarlo... Non avrei mai immaginato che, un giorno, avresti fatto di tutto per proteggerlo, anche se per farlo ti saresti dovuto mettere contro di me!
Non mi sto mettendo contro di te si affrett a chiarire Erik. Dico solo che non dobbiamo essere precipitosi.
Forse esiste un'altra spiegazione per quanto  accaduto.
Pensa a suo padre, a quello che ti ha detto su di lui...
Ober inarc le sopracciglia con indifferenza.
E che cosa importa? chiese. Non possiamo rischiare di lasciarcelo scappare. Ci che conta adesso non  lui, ma noi. Arione  morto, le tenebre che ci proteggevano sono svanite. Non capisci che cosa significa?
I guardiani potrebbero localizzarci in qualunque momento.
Dobbiamo ricostruire le ombre, e lui ci aiuter.
Se  la nuova incarnazione dell'Ultimo, gli faremo la stessa cosa che abbiamo fatto ad Arione. Faremo in modo che ci odi talmente tanto che il suo odio avvolger completamente la Fortezza.
Jana mosse alcuni passi verso Alex.
Stai dicendo un'assurdit, Ober mormor. Qualunque cosa sia successa nel labirinto, lui non  ancora l'Ultimo. Forse  destinato a esserlo, ma non lo  ancora.
Non potrete usarlo per proteggere la Fortezza, non  abbastanza potente.
A ogni modo, dobbiamo tentare. Foreremo la sua pelle e la adorneremo come accadde al suo predecessore.
Se non funziona, pazienza; lo rinchiuderemo e aspetteremo il momento giusto. E se invece funziona...
tanto meglio. Potremo respirare tranquilli.
Ober guard fisso Erik, in attesa di una reazione che per non si verific, cos si rivolse a Garo.
Portatelo di sotto ordin. Preparatelo per il rituale delle mutilazioni. Faremo con lui ci che il nostro antenato Drakul fece con Arione.  tutto scritto negli annali del nostro clan, non sar difficile seguire i suoi passi... Cominceremo con le perforazioni pi dolorose, questo forse velocizzer la procedura.
Garo si lanci su Alex, ma Erik gli blocc la strada.
Buono disse con fermezza. Non ti azzardare a torcere un solo capello al mio amico.
Garo si ferm, perplesso. Era chiaro che non era abituato a ricevere ordini contraddittori.
Osi sfidarmi? sibil Ober voltandosi verso il figlio.
Ti rendi conto di cosa stai rischiando?
In quella domanda c'era cos tanta violenza frenata che Alex si allarm. In quello stato, Ober sembrava capace di tutto, perfino di fare del male al proprio figlio.
Confuso, cerc Jana con lo sguardo. La ragazza si era ritirata in fondo alla stanza e se ne stava in piedi, appoggiata contro la parete. Con le braccia lungo i fianchi e un sorriso ironico, osservava in silenzio lo scontro tra padre e figlio.
La sua mano destra, seminascosta tra le pieghe del vestito, giocherellava con un oggetto.
Alex trasal nello scorgere un bagliore blu tra le dita della giovane. Si trattava della pietra. Approfittando della distrazione dei Drakul, Jana stava facendo qualcosa con lo zaffiro di Sarasvati.
Immediatamente, Alex smise di guardarla e si concentr sulla scena che stava avendo luogo tra Erik e Ober. Non voleva attirare l'attenzione di nessuno dei due su Jana. Qualunque cosa lei stesse cercando di fare, Alex intu che i Drakul non dovevano accorgersene.
Non mi oppongo al fatto che tu lo rinchiuda per qualche tempo, finch non avremo capito cos' successo
disse Erik al padre. Ma non devi fargli del male.
Ricorda che cosa ci ha rivelato suo padre. Senza il suo aiuto, non riusciremo a sconfiggere l'Ultimo.
Alex si rese conto che Erik aveva evitato di proposito di fare riferimento al rapporto che lo legava al clan scomparso dei Kuril, e all'importanza che tale legame potesse avere per localizzare il libro perduto di Zefiro.
Nemmeno Ober aveva fatto allusioni alla sua discendenza dai Kuril in presenza di Jana... Questo gli fece pensare che forse la ragazza ignorava chi fosse realmente Hugo, e che perci era rimasta sorpresa quando aveva saputo delle sue visioni.
Hugo ci ha mentito, non lo capisci? rispose Ober in tono sarcastico.  lui l'Ultimo, o lo diventer se gli permetteremo di restare in vita. E se anche ci stessimo sbagliando, il suo aiuto non ci servirebbe comunque. Abbiamo Aranox, che ha saputo distruggere il guardiano l'ultima volta che si  manifestato. Lo stesso accadr stavolta.
Se tu avessi ragione... se Alex fosse davvero l'Ultimo, credi che lo batteresti cos facilmente come Drakul fece con Arione? Lui  diverso, non commetterebbe lo stesso errore. Inoltre, ogni rivelazione dell'Ultimo  diversa dalla precedente. Se il suo potere arriva a manifestarsi, chiss come sar! Non possiamo nemmeno immaginarlo...
Ober aveva ascoltato suo figlio con aria assorta.
Non siamo nemmeno obbligati ad aspettare che questo accada. Lo elimineremo ora, prima che si trasformi nell'Ultimo in modo definitivo. Ora  pi debole, non ci dar alcun problema.
Ma se lo uccidi, il potere dell'Ultimo si reincarner subito in un'altra persona. Al massimo, avresti guadagnato un po' di tempo.
Non sarebbe poco... cominci a dire Ober.
Fu bloccato da uno strepito assordante che sembrava provenire dalle viscere della terra. Era lo stesso suono vibrante e minaccioso che Alex aveva creduto di udire mentre attraversava il labirinto. Guard Jana, che aveva le braccia levate verso il soffitto, con la pietra blu che fluttuava sopra la sua mano destra. Teneva gli occhi chiusi e stava mormorando qualcosa di incomprensibile.
D'un tratto, innumerevoli frecce di fuoco solcarono l'aria in ogni direzione. Prima che potesse rendersi conto di quanto stava accadendo, Alex vide uno dei Ghul che lo trattenevano cadere a terra con un foro insanguinato nel braccio.
Sent grida sconnesse ed esclamazioni di orrore. I
Ghul correvano impazziti da ogni parte, e i Drakul sembravano totalmente disorientati. Uno degli stregoni si contorceva a terra mentre lanciava urla terribili.
I dardi non smettevano di cadere, luminosi come braci. Nella confusione, Ober si volt verso Jana, che si guardava attorno stordita. La pietra non volteggiava pi sulla sua mano. Probabilmente l'aveva nascosta.
Sei stata tu, maledetta strega disse il capo dei Drakul,
indicandola con il dito. Hai aperto la porta ai nostri nemici. Come hai potuto? Per colpa tua moriremo tutti!
Jana indietreggi di alcuni passi, guardando Ober con il terrore dipinto sul volto. Qualunque cosa avesse fatto, era chiaro che non aveva previsto un simile risultato.
Sei stata tu, Jana? domand Erik, incredulo. Ma sono i nostri nemici...
Alex alz la testa e osserv ammaliato le frecce di fuoco che continuavano ad abbattersi sui Drakul. Non si vedeva chi le stesse tirando, sembravano spuntare dal nulla.
Tuttavia, Ober ed Erik avevano parlato come se sapessero chi c'era dietro quell'attacco. Entrambi lo attribuivano ai guardiani.
Senza fare caso al caos che lo circondava, con due falcate Ober si posizion di fronte ad Aranox, che continuava a fluttuare sopra il centro del tavolo. Un attimo dopo, la spada era nelle sue mani. Brandendola a destra e a sinistra, a mo' di scudo, Ober si fece strada verso Jana, che lo osservava con gli occhi spalancati. Le frecce di fuoco rimbalzavano sulla lama di Aranox senza scalfirla e cadevano a terra ridotte in cenere.
Pagherai per il tuo tradimento, fosse l'ultima cosa che faccio rugg Ober contro la ragazza.
Erik si mise sulla sua strada. Era poco pi alto di suo padre. I due si sfidarono in silenzio con lo sguardo, incuranti della distruzione che continuava intorno a loro.
Lasciala in pace disse Erik. Non permetter che tu le faccia del male.
Suo padre lo scans con uno spintone e continu ad avanzare, ma Erik lo segu e lo afferr per un braccio.
Per uccidere lei, dovrai prima uccidere me aggiunse con voce serena.
In quel momento Alex riusc a sfuggire dalle grinfie
del Ghul che ancora lo tratteneva e corse incontro all'amico.
Ma, giunto al suo fianco, Erik era gi caduto a terra. Un tizzone illuminava la sua spalla come un carbone incandescente. Era stato raggiunto da uno dei proiettili dei guardiani.
Dimenticando lo scontro che avevano appena avuto, Ober s'inginocchi accanto al figlio e gli sostenne la testa con dolcezza. Erik respirava a fatica, ma non aveva emesso un solo lamento.
Non sopravviver mormorava Ober, senza badare ad Alex, con gli occhi fissi sul viso del figlio. La ferita  molto profonda, il fuoco sta uccidendo la magia della sua pelle. Non sopravviver... Bisogna portarlo fuori di qui il pi in fretta possibile.
Le frecce ora cadevano pi rade, ma sul pavimento giacevano diversi cadaveri mezzo consumati dal fuoco.
I Ghul continuavano a ululare di terrore.
Alex cerc Jana con lo sguardo. Era scomparsa.
Nell'istante preciso in cui se ne rese conto inizi ad allontanarsi lentamente da Erik, cercando di non fare movimenti bruschi che potessero attirare l'attenzione del padre.
Nel mezzo della disperazione, d'un tratto Ober alz la testa e cominci a guardare in ogni direzione. Anche lui stava cercando Jana.
Accorgendosi che la ragazza gli era scappata, i suoi occhi lampeggiarono su Alex. Il giovane inizi a correre verso la porta principale della sala. L'aveva quasi raggiunta, quando sent l'ordine di Ober.
Garo, inseguilo! Qualcuno deve pagare per questo.
Aveva visto diversi Drakul armeggiare invano con la porta, alla ricerca di una via d'uscita. Tuttavia, con sua grande sorpresa, la porta si apr non appena lui l'ebbe sfiorata con la mano. Senza sapere cosa fare, Alex attravers il vestibolo e si precipit gi per le scale. Molto presto ud gli agili passi di Garo scendere dietro di lui.
Cominci a fare i gradini a tre a tre per andare pi in fretta, ma anche cos sentiva il Ghul sempre pi vicino.
Era pi rapido di lui, e se non fosse riuscito a depistarlo, presto l'avrebbe raggiunto.
Una volta al piano successivo, invece di scendere ancora s'infil in un lungo corridoio con delle porte allineate sulla destra. Erano tutte chiuse, e quando cerc di aprirne una non ci riusc, cos continu a correre. Ma il suo cambio di strategia non era riuscito a confondere Garo, e presto ud alle proprie spalle il respiro affannoso del suo inseguitore che si avvicinava implacabile.
Ricord la conversazione che aveva intrattenuto con il Ghul prima di entrare nel labirinto e decise di giocarsi il tutto per tutto.
Perch fai cos? domand, fermandosi e voltandosi indietro. Credevo che non fossi mio nemico.
Garo rallent la corsa, ma continu ad avanzare.
Quando fu abbastanza vicino, Alex vide che aveva gli occhi iniettati di sangue. Not anche che la strana creatura doveva fare un enorme sforzo per non lanciarsi subito su di lui. Si manteneva a una certa distanza, e le sue labbra tremavano smaniose. In quel momento sembrava pi inumano che mai.
Noi Ghul siamo obbligati a ubbidire agli ordini dei nostri padroni borbott scandendo le parole. Ober mi ha detto di catturarti, e io ti catturer. Non posso fare altrimenti, non ho scelta. Desidero catturarti, desidero con tutto me stesso darti la caccia e consegnarti al mio signore.
Nonostante quanto aveva appena detto, Garo non si mosse di un millimetro. Alex decise di provarci ancora.
Non credo che tu voglia davvero catturarmi continu nel tono pi persuasivo che riusc a trovare. E ci che desidera Ober, non tu. Non sei obbligato a ubbidirgli se non vuoi. Non gli appartieni, nessun essere umano pu appartenere a un altro essere umano.
Garo scoppi a ridere in modo sinistro.
Ober non  umano, e io nemmeno precis, socchiudendo gli occhi.
Sei abbastanza umano da desiderare la libert pi di ogni altra cosa.  tipico degli uomini, no? E tu in questo sei uguale a tutti gli altri.
Garo emise un'altra risata, che risuon piatta e priva di allegria.
Credi che solo gli uomini amino la libert? Quanto ti sbagli. Non capisci. Non capirai mai. Ma hai indovinato una cosa: disubbidirei a Ober se potessi. Magari potessi farlo!
Puoi farlo! gli assicur Alex, avanzando coraggiosamente verso il Ghul. Basta che tu te lo imponga. Hai vissuto come uno schiavo per troppo tempo, ed  ora che tu spezzi le tue catene! La libert ti sta aspettando, devi solo correre via e non voltarti mai indietro.
Per qualche secondo, Garo scrut il ragazzo in silenzio.
Il suo respiro si era calmato, e gli occhi ora erano meno rossi di prima.
Non capisci mormor con tristezza. Se anche potessi fuggire, perch dovrei farlo? Non ho un posto dove andare, non c' nulla che mi interessi l fuori.
Per la prima volta, Alex lo guard incredulo.
Ma  impossibile disse. Devi avere dei parenti o degli amici da qualche parte. Puoi sempre tornare dai tuoi...
Per farlo dovrei ricordarmi di loro!
Garo chin il capo e si pass una mano sul viso. Fu un gesto rapido, come se stesse cercando di scacciare un brutto pensiero.
Mi dispiace disse, alzando di nuovo lo sguardo.
Devi venire con me.
Ad Alex non sfugg la tristezza di quelle iridi dorate.
Aveva notato che l'aggressivit del Ghul svaniva man mano che gli parlava. Garo insisteva ancora nel voler
compiere il proprio dovere, ma non lo desiderava pi come all'inizio. Qualcosa dentro di lui era cambiato.
Aspetta mormor, concentrandosi su quei meravigliosi occhi color topazio. Aspetta, forse io posso aiutarti. Dici di aver dimenticato da dove vieni... Ma io lo vedo nei tuoi occhi. Insomma, vedo qualcosa che non mi  ancora chiaro;  da poco che mi capita di avere delle visioni e non le controllo ancora bene. Ma se hai un po' di pazienza, pu darsi che ci riusciamo.
Garo aggrott le sopracciglia.
Perch dovrei fidarmi di te? ringhi. Non sei altro che uno di loro, non t'importa nulla di me. Stai solo cercando di guadagnare tempo... Ma non farti illusioni, non riuscirai a imbambolarmi.
Alex non lo stava nemmeno ascoltando. Era assorto nella visione che cominciava a farsi strada dentro di lui.
Era l'immagine di un bosco. Un vento tiepido agitava le chiome degli alberi, e lo stridio degli insetti si mescolava con quel rumore in un armonioso concerto.
Si chiamava Safat mormor, assente. Il luogo in cui sei nato, Garo, si chiamava Safat. Te lo ricordi ora?
Aspetta, ti aiuter a ricordare.
Le labbra di Garo cominciarono a tremare, e sulla sua fronte comparvero due profonde rughe. A poco a poco, gli occhi gli si riempirono di lacrime. Alex parl ancora con lo sguardo perso nel vuoto.
C'era un ruscello che attraversava Safat da nord a sud.
Ci andavi spesso di notte per bere alle sue acque scure. Ti accompagnavano i tuoi fratelli. Il bagliore della luna filtrava attraverso il delicato fogliame delle betulle. Tu dormivi ascoltando il canto dei grilli. La tua casa era sulle montagne a sud, e all'entrata c'era un piccolo nocciolo.
Mentre Alex parlava, il paesaggio che stava descrivendo si materializzava attorno a loro. D'un tratto non si trovavano pi nel corridoio di un palazzo di uffici, ma in un bosco frondoso, con i
piedi sulla terra morbida e rivestita di muschio. Era notte, il chiarore argenteo della luna proiettava sul terreno un delicato motivo vegetale che oscillava al vento. Il canto dei grilli risuonava in lontananza, mescolato al gorgoglio di un piccolo ruscello.
Era tutto li, a portata di mano. Potevano respirare l'umidit della terra e il profumo aspro dei tronchi resinosi, potevano sentire sul viso la carezza del vento. Garo assaporava l'aria, mentre un sorriso di nostalgia danzava sulle sue labbra. Il bosco l'aveva trasformato, sembrava pi vivo e pi vigile che mai.
Safat mormor. Safat, l'avevo dimenticato...
Non vuoi tornare l? domand Alex, parlando con una voce cos delicata che non sembrava nemmeno la sua. Non devi per forza continuare a essere schiavo dei Medu, li hai gi serviti abbastanza.
Safat ripete Garo, come in trance. Safat, casa mia...
Ma io ormai non sono pi quello di un tempo. Loro mi hanno cambiato.
Il cervello di Alex era in ebollizione per lo sforzo.
Mantenere intatta la visione lo obbligava a usare tutta la sua energia mentale, e si sentiva sempre pi stanco. Tuttavia, era deciso ad andare fino in fondo. E non solo per s stesso, anche per quella strana creatura a cui avevano strappato perfino i ricordi.
Guarda gli alberi insist, facendo uno sforzo disumano.
Le parole affioravano sulle sue labbra senza che fosse lui a sceglierle, come se stessero fluendo in modo naturale dal cuore della visione. Guarda gli alberi che ti circondano, loro non sono cambiati. E nemmeno tu, in fondo... Sei sempre lo stesso. La sete ti fa scendere fino al ruscello, il sonno ti spinge verso le montagne.
Quando hai fame, mangi; quando sei stanco, ti corichi a terra per riposare. I tuoi occhi sono dello stesso colore delle foglie di betulla in autunno. Sono sempre stati cos, e cos hanno sempre visto le cose. Puoi tornare a Safat... Devi solo desiderarlo.
Alex s'interruppe, sentendo che la sua testa era sul punto di scoppiare. Prolungare ancora la visione gli costava sempre pi fatica, e dovette chiudere gli occhi per non distrarsi a osservare l'espressione di Garo.
Il ruscello che attraversa Safat si chiama Grendel. Le sue acque sono leggermente dolci, e sono sempre fredde, perfino in piena estate. Nessuna acqua disseta come l'acqua del Grendel. L'hai vista mille volte spumeggiare sulle pietre rotonde e scure del fondo.
Un rumore di fusa di piacere si mescol alle ultime parole. Alex trasal e apr gli occhi.
Nel punto in cui un attimo prima si trovava Garo, c'era ora un vigoroso animale che lo guardava con i suoi begli occhi dorati. Era un lupo di grossa taglia, con il dorso grigio e le zampe bianche. Per qualche secondo, Alex e la bestia si scrutarono con curiosit. Poi, il lupo si gir e si allontan di corsa tra gli alberi della visione.
I suoi passi risuonarono ancora per qualche momento sulla terra soffice, prima di perdersi del tutto.
Alex sent che le forze lo stavano abbandonando. Le ginocchia finirono per cedergli, incapaci di mantenersi ancora in equilibrio, e il ragazzo cadde a terra. Forse perse conoscenza, ma non lo seppe mai con certezza.
Quando si guard di nuovo attorno, la visione era sparita.
Aveva freddo, tutto il suo corpo tremava sulle gelide piastrelle del pavimento. Il silenzio attorno a lui era assoluto.
Per un momento pens che sarebbe morto l) dimenticato da tutti. Pens a Garo, e desider con tutte le sue forze seguirlo e perdersi per sempre tra i boschi di Safat. Ma ormai era troppo tardi; la visione di quel luogo idilliaco era svanita, e sapeva che non avrebbe potuto evocarla di nuovo.
Finalmente ti ho trovato disse una voce sconosciuta da sopra la sua testa. Amico, ero preoccupato per te.
Alex apr gli occhi e vide un volto giovane e bruno che
l'osservava dall'alto, sorridendo sollevato. Non aveva mai visto quella faccia in vita sua, sebbene qualcosa nella sua espressione gli risultasse vagamente familiare.
Gli occhi dello sconosciuto erano a mandorla e scuri come la notte. Portava una camicia e dei pantaloni neri, e i lunghi capelli raccolti in una coda sulla nuca. La sua pelle era inondata di un bagliore rossastro, che ricordava la luce calda del crepuscolo o dell'alba. Tuttavia, quella luce non proveniva dal sole, ma sembrava scaturire direttamente dalla pelle del giovane.
Mi chiamo Corvino disse, guardandolo preoccupato.
Sono venuto a cercarti.  da molto tempo che provo a rintracciarti, dove ti eri cacciato?
In una visione mormor Alex.
Aveva la voce impastata, e le parole gli uscivano con difficolt.
Corvino lo aiut a rialzarsi e gli pass una mano sotto le ascelle, in modo che potesse appoggiarsi a lui per camminare.
Sei molto debole. Non mi aspettavo di trovarti in questo stato...
Chi sei? Perch mi stavi cercando? lo interruppe Alex.
Corvino non rispose. Alex osserv pensieroso il lieve chiarore rossastro che emanavano le sue mani.
Sei uno di loro concluse, mettendo insieme i pezzi.
Uno dei guardiani. Perch avete attaccato la Fortezza dei Drakul? Avete ferito il mio amico Erik...
Dovevamo salvarti. La ragazza ci ha invocato...
Non riesco ancora a credere a quanto  successo! Arione, morto... Sapevamo che lo avevano loro, e che si servivano del suo odio per tenercelo nascosto e per proteggersi.
Ma avremmo preferito un finale diverso.
Io non volevo che morisse si giustific Alex, sentendosi inspiegabilmente in colpa. Gli ho solo mostrato la via d'uscita, l'uscita del labirinto...
L'uscita del labirinto... s, solo tu potevi riuscirci. In un certo senso, era la cosa migliore che potesse capitare. Cos abbiamo capito chi eri... E siamo riusciti a localizzarti.
Camminarono in silenzio per un po'. Alex non vedeva dov'erano diretti; sentiva solo il braccio forte e caldo di Corvino che gli sorreggeva il corpo e lo aiutava ad avanzare.
Allora  vero? si azzard a domandare. Sono l'Ultimo?
Corvino si ferm e, allontanandosi da lui, lo guard negli occhi.
 ci che crediamo rispose. Hai liberato Arione.
Ma sono anche uno di loro. Mio padre era un discendente di uno dei clan Medu...
Corvino annu, come se l'informazione non gli giungesse nuova.
Ogni manifestazione dell'Ultimo ci sorprende in modo diverso. Il fatto  che ora sei qui, e che il tuo momento si sta avvicinando. Devi prepararti...
Per fare cosa? Per eliminare i Medu? Non voglio farlo.
Il mio migliore amico  un Medu, o lo era, perch probabilmente ora  morto. Anche la ragazza che amo  una Medu. Io stesso lo sono, in un certo senso... Credi davvero che vi aiuter?
Corvino fece un cenno affermativo con la testa.
E come pensi che ci riuscirete? Mi obbligherete?
Noi non ti obbligheremo mai a fare nulla ribatt Corvino con una serenit sorprendente. Semplicemente, se sei l'Ultimo, finirai per capire cosa devi fare.
Nonostante i miei sentimenti?
Nonostante i tuoi sentimenti conferm il guardiano, sorridendo. I sentimenti non sono altro che trappole per la libert del nostro spirito. Io posso insegnarti a liberartene, puoi imparare molto da noi.
Non voglio imparare a liberarmi dei miei sentimenti
afferm Alex a bassa voce.
Corvino inarc le sopracciglia.
Preferisci esserne schiavo?
Il ragazzo non rispose. Le ginocchia gli tremavano di nuovo, e si sentiva svenire da un momento all'altro. Corvino se ne accorse e torn a offrirgli il braccio perch si appoggiasse a lui.
Perch ti spaventa la conoscenza? chiese in tono pacato.
Vieni con noi, impara ci che noi sappiamo. Che male pu farti? Poi, quando sar il momento, potrai scegliere.
Se deciderai di accettare il tuo destino e di aiutarci a sconfiggere i Medu, perfetto. Se sceglierai un'altra strada, non ti fermeremo.
E che cosa ti fa pensare che far ci che voi vi aspettate?
La conoscenza ti cambier afferm Corvino con grande convinzione. Ti far vedere le cose in modo diverso.
E se vi tradissi? domand Alex. Se mi servissi dei vostri insegnamenti per usarli contro di voi? Nelle mie vene scorre sangue Medu, potrei farlo...
Correremo il rischio comment Corvino. I guardiani non sono mai stati codardi.
Restarono per qualche secondo a fissarsi, tranquilli, studiandosi a vicenda.
Come faccio a sapere che posso fidarmi di te? chiese infine Alex.
Corvino si mise a ridere.
Lo sai si limit a osservare.
In quel momento Alex si rese conto che, nonostante il suo giovane volto, i suoi occhi erano saggi e vecchi.
Va bene, ti accompagner accett. Che cosa devo fare?
Corvino alz una mano e l'appoggi delicatamente sulla fronte del ragazzo.
Niente rispose, accarezzandogli i capelli. Solo dormire... Solo dormire e fidarti.
...
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...
Capitolo 7.
...
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...
Si svegli di fronte a uno sconfinato paesaggio innevato, dal quale lo separava soltanto un'invisibile parete di vetro. Fuori cadeva la neve, lenta e silenziosa, aggiungendo biancore alla spessa coltre che copriva ogni cosa.
Tutt'attorno si scorgevano le montagne, ma le loro falde boscose erano appena al di sotto della finestra. Era come trovarsi nel nido di un'aquila, all'altezza dei picchi pi alti. Il cielo grigio contrastava con l'immacolata luminosit delle cime, anche se in lontananza i vortici di fiocchi di neve sfumavano i contorni.
Ti senti bene? domand Corvino.
Stava seduto di fianco alla testata del letto, e sorrideva.
Alex si sollev sul cuscino e si guard attorno. Mai in vita sua aveva immaginato una stanza del genere, cos piena di colore e di vita. Le pareti che non davano sulle montagne erano pannelli di vetro dipinti di rosa, verde e azzurro, e lo stesso valeva per il pavimento. Il soffitto, invece, era meravigliosamente decorato a cassettoni dorati.
Dove siamo? chiese Alex.
A casa nostra rispose Corvino, compiaciuto. In un luogo protetto da secoli di perfezionamento spirituale.
Qui non pu arrivare nessuno, nemmeno i Medu. Siamo al di fuori della loro portata.
Alex spost lo sguardo dalle montagne innevate agli allegri colori delle vetrate. Si sentiva leggero e riposato, come se avesse dormito per molte ore.
Parli sempre al plurale osserv, guardando Corvino.
Chi sono gli altri?
Te li presenter, se ti senti abbastanza in forma per uscire dalla stanza. Sono tutti ansiosi di conoscerti... Accetta un consiglio: non giudicarli al primo sguardo. Tutti noi siamo molto pi di quanto sembriamo. Devi imparare a essere paziente se desideri trarre profitto dai nostri insegnamenti.
Alex scost la coperta e scese dal letto. C'erano delle morbide pantofole di pelle vicino alla testata. Mentre se le metteva, fece caso al pigiama bianco che aveva indosso.
Era di seta quasi trasparente, e ciononostante non sentiva freddo.
Percorsero un lungo corridoio con le pareti di vetro.
Il lato destro era formato da rettangoli di vetro ricoperti di fiori dipinti di rosa, bianco e verde. Quello di sinistra era trasparente e dava su un giardino splendidamente delicato, con un paio di fontane e una mezza dozzina di alberi da frutto spogli.
Lo usiamo per meditare spieg Corvino, indicando il piccolo recinto alberato. Niente calma lo spirito come la contemplazione della natura.  una cosa che molti hanno dimenticato oggigiorno... Un peccato, non sanno cosa si perdono.
Alex lanci una rapida occhiata alle montagne che sovrastavano il paesaggio, oltre le mura del giardino ricoperte di muschio. Cerc d'immaginarsi Jana in un luogo tranquillo e incontaminato come quello, ma non ci riusc. L'aveva sempre vista in contesti urbani, attorniata di gente, o edifici, o entrambe le cose. Si chiese se la sua bellezza avrebbe perso qualcosa del suo fascino seduttore in un quadro campestre e smisurato come quello.
Prov a scacciare quel pensiero dalla mente. Finch fosse rimasto al Palazzo dei guardiani, avrebbe dovuto pensare il meno possibile a Jana. Era l per imparare, e voleva che nessuno lo distraesse dal suo obiettivo. Poi, una volta pronto, avrebbe avuto il tempo di riflettere su tutto ci che era accaduto con i Medu, e avrebbe deciso quale strada seguire.
In fondo al corridoio c'era un'ampia stanza rettangolare, con delle persiane laccate di rosso che coprivano le vetrate su entrambi i lati. Decine di alberi in miniatura crescevano, verdi e rigogliosi, in pregiati vasi di porcellana distribuiti in maniera ordinata sui mobili bianchi e dorati. Alcuni alberi avevano piccoli frutti rossi o
arancioni. Altri erano ricoperti di fiori.
Nella sala si trovavano tre persone impegnate in attivit diverse. Erano due uomini e una donna. Dei due uomini, quello con la pelle pi chiara era chino su un divano, intento a strofinare il legno del suo arco con un pezzo di tela. L'altro invece era seduto di fronte al camino, a contemplare il fuoco con sguardo assente.
La donna and incontro ai nuovi arrivati con un sorriso smagliante. Era molto giovane, e talmente bionda che i suoi capelli sembravano quasi bianchi, cos come le sopracciglia. Gli occhi, di un azzurro ghiaccio, osservarono Alex con soddisfazione.
Finalmente, Arawn disse. Era la voce pi musicale che Alex avesse mai sentito in vita sua, e pertanto gli sembr stranamente inumana. Perdonami se ti chiamo Arawn, so che questo nome non significa nulla per te... Ma noi salutiamo in te il potere immortale del primo dei guardiani.
Alex sorrise.
Credevo di non essere il primo, ma l'Ultimo rispose con ironia.
L'uomo che stava pulendo l'arco alz i suoi occhi di fuoco verso di lui e lo guard con severit.
Loro ti chiamano l'Ultimo perch il tuo potere  pi forte del nostro.  come se noialtri riversassimo in te tutta la nostra conoscenza, e tu la utilizzassi per scatenare la battaglia definitiva contro di loro. Cos  stato in diverse occasioni... E cos sar anche stavolta, se sei chi devi essere.
Prima di iniziare con le teorie, sar meglio che il ragazzo conosca almeno i vostri nomi comunic Corvino.
Alex, questo  Heru, il combattente, la cui magia risiede nel suo corpo. E lei  Neve, che controlla la magia della voce.
Mentre parlavano, il terzo guardiano si era avvicinato pian piano. Era pi alto degli altri, e il suo aspetto sembr ad Alex particolarmente aristocratico. Perfino il suo modo di muoversi rifletteva un misto di delicatezza e regalit che ricordava i modi degli antichi nobili.
Questo  Argo, il maestro della mente disse Corvino, mentre il nuovo arrivato salutava con un leggero inchino.
E noi ci siamo gi presentati...
Ma non mi hai detto qual  la tua specialit lo interruppe Alex, guardandolo.
Corvino ti insegner il dominio dei sentimenti lo inform Neve con slancio.  l'arte pi difficile di tutte.
Quando l'avrai appresa, sarai pronto per partire.
Il ragazzo  appena arrivato, non corriamo troppo
mormor Corvino, mentre accompagnava Alex a uno dei divani della stanza e lo invitava a sedersi.
Alex si accomod sul divano con le gambe raccolte, e Neve si sedette sul tappeto di seta che stava ai suoi piedi. Corvino avvicin una poltrona, mentre Heru si sistem su un tavolo e ricominci a pulire l'arco distrattamente.
Soltanto Argo rimase un po' in disparte, seduto per terra di fronte al camino.
Avrai molte domande suppose Heru, alzando gli occhi dall'arco e guardandolo affabilmente. Spara, siamo
pronti a rispondere a qualunque cosa tu voglia chiederci.
Neve e Corvino appoggiarono l'invito di Heru con un sorriso.
Alex riflett qualche secondo, guardando a turno i quattro guardiani. Aveva talmente tanti dubbi che non sapeva da dove cominciare.
La prima cosa che vorrei sapere  chi siete... O chi siamo, se davvero mi considerate uno di voi.
Questa non  una domanda, ma due comment Argo, senza distogliere lo sguardo dal fuoco.
Sar meglio fare un passo alla volta intervenne Corvino. I guardiani esistono da molto tempo... siamo antichi quasi quanto i Medu. Siamo nati per combatterli, e abbiamo ottenuto diverse vittorie nel corso del nostro lungo scontro con loro; tuttavia, non abbiamo ancora vinto la guerra definitiva.
S, ma che cosa siete? Umani? Esseri soprannaturali?
Siamo umani afferm Heru in tono categorico.
O almeno lo eravamo un tempo precis Neve. Ti racconter com' accaduto. Loro si moltiplicavano sempre di pi, e per colpa loro il male aumentava lentamente in ogni angolo del mondo...
"Loro" sono i Medu?
Neve annu.
Non sappiamo esattamente quando nacquero. La cosa pi probabile  che sia stato in concomitanza con la comparsa della scrittura. Erano solo gli ultimi di una lunga serie di creature magiche nate dalla fantasia degli uomini.
La maggior parte di esse adott forme mostruose o animali, e riuscimmo a sconfiggerle quasi tutte. Alcune esistono ancora tra le pieghe della realt, sopravvivendo a fatica. Le crearono gli uomini, ma ora le disprezzano.
Le chiamano fantasmi, fate, folletti... Per i Medu sono diversi. La loro magia  la pi pericolosa di tutte, perch  la pi umana.
E perch  la pi umana? domand Alex.
Perch nacquero dalla forma pi evoluta della fantasia degli uomini spieg Corvino. Nacquero dalla scrittura... E sai bene quanto possa diventare potente la parola scritta. Da essa traggono nutrimento e potere. O
almeno  quanto crediamo...
A ogni modo, non capisco perch li odiate tanto
disse Alex, sentendosi arrossire leggermente. Io ne ho conosciuti alcuni, e non sono n meglio n peggio degli esseri umani.
 proprio questa la cosa pi pericolosa aggiunse Neve, e una fugace ombra di paura offusc la purezza dei suoi occhi azzurri. Non sono n meglio n peggio degli umani, ma sono infinitamente pi potenti. Perci possono essere tanto dannosi... E perci devono sparire.
Alex si accorse per la prima volta del delicato fulgore celeste che illuminava la pelle della giovane. Era una luce tenue e sfocata che si fondeva con il chiarore della pelle fino a farne parte. La passeggera inquietudine di Neve ne aveva accentuato il bagliore per qualche istante, ma l'effetto era subito svanito.
E noi nascemmo per eliminarli...
Corvino, Neve e Heru annuirono.
Il male aumentava lentamente ma inesorabilmente nel mondo e alcuni uomini decisero di reagire prosegu Neve con la sua voce melodiosa e soprannaturale.
Uno di essi eri tu, Arawn. Eri lo stregone del vento di un oscuro villaggio del Nord, e avesti il coraggio-di fare ci che nessuno aveva osato fare fino ad allora. Convocasti un sinodo di maghi nella Caverna Sacra dove, secondo un'antica leggenda, si trovano le radici dell'albero che sostiene il mondo. In cinquanta ti seguimmo nelle viscere della terra. Venivamo da tutti gli angoli del pianeta, e ci credevamo potenti; ma presto scoprimmo che la sfida che stavamo per intraprendere era al di sopra delle nostre forze. Restammo chiusi
nelle tenebre per cento giorni, digiunando e lottando contro i nostri demoni personali. Alla fine di quel periodo, la maggior parte di noi si era arresa, e non restavano altro che mucchi di cenere. Rimanemmo solo in cinque... I cinque che ora sono qui. E quando uscimmo, non eravamo pi come prima. La dura prova aveva debilitato il nostro essere fisico fino a trasformarlo in un debole intreccio di luce. Tuttavia, il nostro spirito era diventato talmente forte da occupare il posto del nostro corpo. Eravamo immortali, Arawn, o almeno  ci che credevamo al principio... Perch tu ormai sei morto molte volte.
Smettila di chiamare il ragazzo Arawn, Neve intervenne Corvino accigliato. Lui non  Arawn, anche se ha ereditato il suo potere. Arawn mor per sempre quando comprese quale doveva essere la sua missione e si sacrific per tutti noi.
Neve si nascose il viso tra le mani. Heru continuava a strofinare l'arco, ma Alex not che aveva i denti stretti, come se stesse provando un grande dolore.
All'inizio tentammo con strategie diverse, ma loro ci battevano sempre spieg Corvino. La loro magia era superiore alla nostra, perch non era il frutto di un lungo addestramento, ma faceva parte della loro natura.
Fu Arawn a scoprire il modo di sconfiggerli. Dovevamo privarli del potere delle parole.
Arawn torn nella Caverna Sacra, ma questa volta scese da solo continu Neve, scoprendosi il volto. Rimase l dentro per seicento giorni, a meditare fino a prosciugare con il suo sacrificio tutte le fonti naturali della magia. Ci convoc per dirci addio, e allora lo vedemmo.
Aveva divorato tutti i simboli. Gli si erano incrostati nella pelle, come migliaia di disegni sovrapposti.
Era terribile, una mostruosit... Non ci misero molto a consumarlo dall'interno. Ma prima che accadesse ebbe il tempo di spiegarci che cosa sarebbe successo. Il suo sacrificio avrebbe annientato i Medu, ma
gli uomini avrebbero finito per abusare di nuovo dei segni e, col tempo, i Medu sarebbero riapparsi. Noi avremmo dovuto sopravvivere e rimanere all'erta. Avremmo dovuto continuare a coltivare e ad accrescere la nostra conoscenza, in vista del loro ritorno.
Ci assicur che il suo potere sarebbe tornato alla luce, reincarnato in un'altra persona aggiunse Corvino, osservando Alex con aria assorta. Ci disse che sarebbe accaduto una volta dopo l'altra, finch non fosse giunta l'ora dello scontro finale. E cos  stato... Sette volte sono tornati, con una forza sempre maggiore. Cinquecento anni fa, il potere di Arawn s'incarn in un giovane mago fiorentino che si chiamava Arione. Dopo la morte di Arawn, l'Ultimo non si era mai manifestato in una forma cos potente. Arione aveva una forza spirituale che conquist tutti noi. Ci dedicammo alla sua istruzione, gli trasmettemmo il nostro sapere...
Ma lui ci trad intervenne all'improvviso Heru con voce piatta. Non voleva sacrificarsi, non era come i suoi predecessori. Lui voleva vincere, e vivere... Era talmente potente che pens di poterci riuscire.
E sarebbe potuto riuscirci se quel Medu di nome Zefiro non fosse comparso all'ultimo momento mormor Corvino. In fin dei conti, Arione ha gi pagato cara la sua mostruosa superbia... E tu, ragazzo, l'hai liberato.
Anche solo per questo motivo, dovremmo esserti grati.
Cal un lungo silenzio, durante il quale Alex si concentr sul gradevole crepitio del fuoco nel camino.
E come fate a sapere che io non vi tradir? si azzard a chiedere infine.
Senza sapere perch, aveva formulato quella domanda con gli occhi fissi su Argo. Questo si gir lentamente verso di lui, e per la prima volta gli parl guardandolo in faccia.
Mi capita una cosa strana disse in tono pacato. Di solito, le mie
meditazioni mi permettono di vedere il passato e il futuro con la stessa chiarezza con cui vedo il presente.
Non  la stessa arte che praticavano i tuoi antenati Kuril,  completamente diversa. Loro vedevano tutte le possibilit per influenzare gli eventi, io rinuncio a condizionarli
e in cambio vedo quanto realmente  accaduto e quanto accadr. Ma con te non vedo nulla, Alex. Un velo di oscurit mi nasconde il tuo futuro.  la prima volta che mi succede una cosa del genere, e non nego di essere preoccupato. Forse la mia cecit significa che non sei chi crediamo che tu sia... O forse significa che non sei nel futuro perch molto presto troverai la morte.
Alex rabbrivid nel sentire quella sorprendente conclusione.
Corvino guard Argo con un'espressione di rimprovero, ma non disse nulla.
Fu Heru a porre fine alle spiegazioni balzando gi dal tavolo e porgendo l'arco ad Alex perch lo esaminasse.
Ti piace? domand allegro. Sono cos tanti secoli che mi alleno con lui che ormai  quasi una parte di me.
Alex ricord le frecce di fuoco, la ferita nerastra aperta nella spalla di Erik. Dovette fare un grande sforzo per scacciare dalla mente quella visione.
 molto bello afferm. Mi insegnerai a usarlo?
Ma certo rispose Heru. Domani stesso cominceremo la pratica. Ci vedremo domattina presto, in modo che tu poi possa riposarti mentre impari i segreti della voce di Neve. Argo e Corvino si divideranno il pomeriggio... Non avrai tempo per annoiarti.
E tu che cosa mi insegnerai, Neve? domand Alex rivolgendosi verso la giovane. A cantare?
Lo sguardo azzurro ghiaccio di Neve attravers Alex fino alle ossa.
Ti insegner a parlare con la voce della natura rispose la ragazza. Non ti illudere, non  un'arte facile...
Ma prima o poi la imparerai.
Sar meglio che il ragazzo si riposi per il resto del
pomeriggio propose Corvino. Il passaggio  stato duro per il suo organismo, e non possiamo dimenticare che lui non  ancora uno di noi. Vieni, ti riporto in camera tua. Avrai fame, immagino... Troveremo qualcosa per te.
Alex si conged dagli altri guardiani uno a uno. Avvicinandosi ad Argo, not il chiarore dorato che gli illuminava la pelle. Il viso di Heru, invece, emanava un fulgore verdastro quasi impercettibile.
Domani scopriremo se sei pronto per assimilare i nostri insegnamenti gli disse l'arciere, abbracciandolo con fare cordiale. Spero che sia cos, perch non abbiamo molto tempo.
Che cosa voleva dire? domand Alex a Corvino quando si trovarono di nuovo soli, in corridoio, diretti verso la sua stanza.
Corvino, che camminava davanti a lui, non si volt.
Il tuo diciassettesimo compleanno si avvicina mormor pensieroso.  la data indicata per la trasformazione, se alla fine sceglierai di percorrere questa strada.
Alex pass il resto della giornata in camera sua, a contemplare la neve che continuava a cadere sul paesaggio, accumulandosi sulle grondaie dei tetti del palazzo e sui davanzali delle finestre. Corvino gli port di persona un vassoio di noci e formaggio e una bottiglia di un liquido dorato che aveva un gradevole sapore amarognolo. Sembrava che nel palazzo non ci fosse servit, nonostante tutto fosse di un pulito immacolato.
Dopo svariate ore trascorse a guardare il cielo grigio e i fiocchi di neve che volteggiavano nel vento, Alex si sentiva meravigliosamente riposato. Il benessere del suo corpo e della sua mente gli provocava una curiosa sensazione di euforia che lo legava a quel momento e a quel luogo, facendogli dimenticare i dolorosi eventi che avevano preceduto il suo arrivo al Palazzo dei guardiani.
Era ormai notte inoltrata, ma non si era ancora deciso a coricarsi. La tormenta aveva spazzato via le nuvole dal cielo, scoprendo le stelle. Lass, cos lontano dall'inquinamento luminoso delle citt, se ne vedevano migliaia, di ogni forma e fulgore possibile e immaginabile.
Alex non si stancava mai di guardarle, di scrutare gli ammassi che formavano nel firmamento, e cercava di riconoscere le costellazioni pi famose a seconda della loro posizione.
A un tratto sent bussare piano alla porta.
Interrompo qualcosa? domand Neve, affacciandosi sulla soglia. Sapevo che non stavi dormendo, e volevo parlare con te...
Come sapevi che non stavo dormendo? chiese Alex, stupito.
Neve entr nella stanza e si sedette al suo fianco, vicino alla finestra.
Le nostre capacit di percezione sono molto superiori a quelle dei normali esseri umani. Ti piace questo posto?
 meraviglioso! rispose Alex con entusiasmo.
Non credevo potesse esistere un luogo cos... Da quass, si riesce quasi a vedere il resto del mondo.
 proprio questo il pericolo annu Neve seria.
Non dobbiamo dimenticarlo. Tutto ci che facciamo, lo facciamo per gli altri, per quelli che vivono laggi. In realt, noi non abbiamo bisogno di nulla, perci commetteremmo un grave errore se ci dimenticassimo di loro.
Alex assunse un'aria perplessa.
Insistete nel considerarvi parte dell'umanit, ma non so se vi rendete conto di quanto sembriate "inumani".
Il bagliore della vostra pelle, i vostri poteri... Siete perfino diventati immortali!
Neve sospir.
S ammise. E proprio di questo che volevo parlarti. Vedi, Alex, non
so se gli altri se ne sono accorti, ma io ho percepito in te un'ombra oscura, riguardo a noi... In realt non vuoi aiutarci.
Alex si sent arrossire suo malgrado.
Non ho mentito a nessuno si difese. Ho avvertito Corvino del fatto che non ero molto sicuro di voler diventare uno di voi. Io non odio i Medu, e non voglio distruggerli.
Non  solo che non li odi.  che ami quella ragazza, Jana disse Neve, guardandolo dritto negli occhi. Ti abbiamo studiato per molto tempo, anche se da lontano.
Per questo lo so... Non preoccuparti, non hai motivo di vergognartene.
Alex sorrise. Il suo rossore aveva lasciato spazio a un intenso pallore.
Non me ne vergogno afferm. Jana  tutto per me, e non m'importa se  una Medu o un demone dell'inferno.
L'amo, e anche lei mi ama.
Neve sorrise incredula.
Che cosa te lo fa pensare? domand.
Quando ha visto che ero in pericolo, che Ober voleva distruggermi, vi ha chiamati perch veniste a salvarmi.
Sapeva che l'avreste fatto... Per questo vi ha evocati.
Ha rischiato la propria vita per proteggermi, capisci?
Neve scoppi a ridere. La sua risata era fresca, musicale e allegra come quella di un bambino. Forse per questo ad Alex sembr particolarmente offensiva.
Che cos'ha di cos ridicolo quello che ho appena detto? domand, irritato.
Scusa.  che non pensavo che fossi cos ingenuo...
Davvero credi che Jana ci abbia aperto le porte della Fortezza per salvarti?
Alex annu, anche se con meno convinzione di quanta avrebbe voluto mostrare.
Pu darsi che abbia scelto quel preciso momento per aiutarti, ma prima o poi avrebbe tradito Ober in ogni caso. Da tempo cerca di
negoziare con noi, e stavolta ti ha usato come moneta di scambio. Quando le ombre di Arione sono svanite, lasciando allo scoperto la Fortezza dei Drakul, ha capito, come noi, che tu dovevi essere l'Ultimo. Ci ha aperto la porta perch ti salvassimo e, in cambio, distruggessimo Ober e i suoi. Ci che lei desidera sopra ogni cosa  vendicarsi dei Drakul. Ober ha ucciso i suoi genitori, lo sapevi?
E per questo scende a patti con voi, che siete i suoi principali nemici? domand Alex scettico. Non ha alcun senso.
Lei crede che sia possibile un'intesa tra i guardiani e i Medu.  un'idea che sua madre deve averle inculcato fin da piccola. Firmare la pace con noi, a patto di rispettare un po' di pi la libert degli uomini e di rinunciare all'influenza su di loro... Jana accetterebbe volentieri, in cambio della sconfitta di Ober e della possibilit di prendere il suo posto alla guida degli altri clan.
E voi accettereste? chiese Alex, speranzoso. Dopotutto, non  cos assurdo...
Io la penso allo stesso modo, ma i miei compagni non sono della stessa opinione osserv Neve, corrugando la fronte. Nessuno di loro pensa che dovremmo fidarci di Jana; non credono nelle sue promesse. A volte penso che, se anche ci credessero, non accetterebbero comunque l'accordo che ci sta offrendo. Da troppo tempo combattono contro tutto ci che i Medu rappresentano, e ormai  troppo tardi perch possano cambiare.
E tu invece puoi cambiare?
Neve alz il viso verso il cielo stellato. Le sue pallide guance emanavano un chiarore madreperlaceo che si faceva via via pi azzurro.
Io sono gi cambiata afferm con tristezza. Sono stanca di questa guerra eterna. Sono stanca dell'immortalit.
Voglio tornare a essere umana, anche solo per poche ore. Ma per farlo la guerra tra guardiani e Medu deve finire... Per questo ho aiutato Jana e per questo, se mi si ripresentasse l'occasione, l'aiuterei di nuovo.
Rimasero per qualche minuto in silenzio, assorti nella contemplazione della notte.
Perch mi racconti queste cose? domand infine Alex.
Perch tu vuoi quello che voglio io, lo leggo nel tuo sguardo. Hai accettato di diventare l'Ultimo Guardiano per impedire che qualcun altro prendesse il tuo posto.
Qualcun altro pi pericoloso di te per i Medu, pi pieno di odio... In realt vuoi sacrificarti per proteggere Jana.
Alex annu, a disagio.
 vero, ma sono anche sicuro di non voler tradire voi. Mi sono impegnato con Corvino a venire qui e imparare tutto ci che vorrete insegnarmi. Lui crede che, terminato l'addestramento, i miei sentimenti verso i Medu saranno cambiati.
E tu ci credi?
Alex riflett un momento prima di rispondere.
Mi pare difficile che i miei sentimenti possano cambiare, ma se col tempo ci che apprender mi porter a percorrere una strada diversa da quella che pensavo, credo che non potr nemmeno oppormi al cambiamento.
Non ho paura di imparare, indipendentemente da dove mi porter questa conoscenza.
Neve l'osserv con un sorriso di ammirazione.
Sei molto coraggioso comment. Poche persone si imbarcherebbero in un addestramento senza sapere dove li potr portare. Hai molto coraggio, davvero.
Non sai quanto mi ricordi Arawn...
Gli assomiglio? chiese Alex incuriosito.
Fisicamente? No, affatto. Non gli assomigli per nulla.
Lui era molto pi moro, e anche un po' pi vecchio di te. Aveva uno sguardo molto triste... Ma gli assomigli per il fatto di non avere paura di niente. Nemmeno di soffrire, n di perdere ci che ti  pi caro.
Questo s che mi fa paura, ma non posso prendere decisioni basandomi sulla paura. Sarebbe il modo pi sicuro per sbagliare.
Neve annu, guardandolo in modo strano.
Che succede? volle sapere Alex, un po' turbato da quello sguardo.
Niente. E solo che sono sola da troppo tempo. Secoli e secoli a ricordare i rari momenti di felicit che ho vissuto con Arawn, prima che lui decidesse di sacrificarsi.
E in tutto questo tempo non ho smesso di essere giovane...
Hai idea di quanto io mi senta sola?
Posso immaginarlo mormor Alex, distogliendo lo sguardo.
No, non puoi sussurr Neve, quasi con fierezza. E
adesso appari tu, cos diverso da Arawn, eppure cos simile a lui, cos pieno di coraggio, cos giovane e nobile...
Credi che non mi dispiacerebbe vederti fare la sua stessa fine, sacrificandoti per salvare gli altri? Soffrirei molto, te lo assicuro. Sono ancora abbastanza umana per soffrire di fronte a un destino del genere, e non me ne rammarico.
Forse non dovr fare la stessa fine di Arawn disse Alex, sovrappensiero. C' una differenza fondamentale tra me e lui: io non odio ci che i Medu rappresentano, indipendentemente da quello che provo per Jana.
Forse la mia strada non dovr essere la stessa che percorse lui...
Neve scosse la testa, esausta.
Dall'amore all'odio il passo  brevissimo. Ascolta ci che sto per dirti: non sei al sicuro da quel sentimento di odio quanto credi. Ma non devi permettere che il cambiamento dei tuoi sentimenti ti confonda. Prima di ogni altra cosa, devi perseguire la giustizia e la verit.
Vuoi dire che...
Voglio dire che, se alla fine deciderai di affrontare i Medu, non dovr essere per odio o per vendetta, ma
per amore dell'umanit. E se deciderai di provare a scendere a patti con loro, dovr essere per la stessa ragione.
Altrimenti, nulla di ci che farai, per quanto nobile o altruista, servir a cambiare davvero le cose. Il tuo sacrificio sar del tutto inutile... Credimi: l'ho gi visto molte volte, e non vorrei doverlo vedere ancora.
...
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Capitolo 8.
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Svegliandosi ogni mattina nel Palazzo dei guardiani, i primi pensieri di Alex erano rivolti inevitabilmente a sua madre e a sua sorella. Che cosa avrebbero pensato della sua scomparsa? Avrebbero potuto credere che gli fosse successo qualcosa di terribile, o temere perfino che fosse morto. Il ragazzo avrebbe dato qualunque cosa per liberarle dall'errore, ma non aveva il coraggio di svelare la propria preoccupazione ai suoi strani compagni d'esilio.
Fu proprio Neve che un giorno, alla fine dell'addestramento, tir fuori l'argomento.
Non distrarti a pensare alla tua famiglia gli disse senza troppi giri di parole. Ho parlato con tua sorella e le ho detto che stai bene.
Quella dichiarazione lasci Alex sbalordito.
Hai parlato con mia sorella? ripet. Le hai raccontato tutto?
Neve sfoder uno dei suoi sorrisi angelici.
Solo l'indispensabile.
Che cosa le hai detto?
Soltanto che ti avevamo portato in un luogo sicuro per proteggerti dai tuoi nemici. Ho parlato con lei per telefono... Mi sembrano cos buffi quegli apparecchi!
Alex non riusciva a credere alle sue orecchie.
E ti ha creduto? domand perplesso.
Dimentichi che il mio potere risiede nella voce rispose Neve, con aria sognante. Come avrebbe potuto non credermi? Non devi pi preoccuparti, lei tranquillizzer tua madre. Sono sicura che sapr come farlo.
Alex comprese che Neve aveva affrontato l'argomento per toglierlo dalla condizione di stallo in cui si trovava dall'inizio del suo addestramento. Per svariati motivi, non riusciva a concentrarsi sugli insegnamenti che gli stavano impartendo. Quando riusciva a prestare attenzione, imparava in fretta, e i suoi maestri si mostravano soddisfatti dei suoi progressi. Tuttavia, spesso ascoltava le loro spiegazioni con aria assente, e falliva totalmente quando tentava di mettere in pratica le istruzioni ricevute.
Il pi impaziente nei confronti di quei cambi di atteggiamento era senza alcun dubbio Heru. L'ardere metteva l'anima in ogni lezione, e non capiva l'indifferenza di Alex di fronte alle preziose risorse che cercava di insegnargli a maneggiare.
Se queste cose ti interessano cos poco, perch non te ne torni a casa e ci lasci tranquilli? sbott l'uomo, stanco di correggergli di continuo la postura della spalla al momento di tirare con l'arco. Stiamo perdendo tempo con te, non t'interessa affatto imparare. Gli altri non erano cos... Loro avevano delle ambizioni. Corvino lo riteneva un problema, ma io sinceramente preferisco un po' d'ambizione a questa tua indifferenza.
Alex ascolt la predica con un'espressione colpevole, e si ripropose sinceramente di migliorare in futuro il proprio atteggiamento. Di certo ci mise un po' di tempo per lasciarsi alle spalle i dubbi e dedicarsi interamente all'addestramento.
Il gesto di Neve nei confronti della sua famiglia contribu non poco a spianargli la strada. A partire da quel giorno, i progressi del giovane aspirante guardiano divennero molto pi rapidi.
Nonostante il carattere impetuoso di Heru, le sue lezioni erano forse quelle che il ragazzo apprezzava di pi. Oltre a essere un grande combattente, Heru si rivel anche un magnifico professore, instancabile ed entusiasta.
Con lui, Alex impar ad avere sempre pi padronanza del proprio corpo attraverso il maneggio di armi diverse e l'addestramento in varie arti marziali. Si trattava di cose che non gli erano mai interessate prima, eppure, man mano che le conosceva, era sempre pi consapevole della dimensione spirituale di tutte quelle tecniche, e di quanto stessero contribuendo ad accrescere la fiducia in s stesso, la sua agilit mentale e le sue capacit percettive.
La disciplina in cui era pi portato era la lotta acrobatica.
Con sua grande sorpresa, dopo le prime settimane cominci a fare passi da gigante in quella difficile arte.
Grazie agli insegnamenti di Heru, impar a saltare e a fluttuare in aria per qualche secondo prima di scegliere il luogo in cui atterrare, e a combinare giri, calci e colpi in una specie di danza precisa quanto letale.
Un pomeriggio, dopo pi di un mese di allenamento, Heru lo sfid in un combattimento dimostrativo di fronte ai compagni. Voleva impressionare gli altri guardiani con le abilit del suo allievo, e ci riusc. Argo, Neve e Corvino seguirono gli sviluppi della lotta a bocca aperta, e si alzarono in piedi quando Alex riusc ad abbattere Heru e a immobilizzargli le mani dietro la schiena.
Ve l'avevo detto che era meglio di quanto sembrasse
afferm Heru, orgoglioso, una volta terminata l'esibizione.
Nemmeno Arione era cos bravo. All'inizio credevo che non avrei mai tirato fuori nulla di buono da lui, con le sue continue distrazioni... Devo riconoscere che mi sbagliavo.
Anche Neve era molto soddisfatta dei progressi del suo giovane pupillo. La capacit di Alex di assimilare ogni dettaglio delle sue lezioni sembrava inesauribile.
Al principio l'aveva preoccupata l'inconscia riluttanza del ragazzo a lasciarsi trasportare dalle innate possibilit della sua voce. Tuttavia, dopo le prime settimane, le esitazioni iniziali furono dimenticate. Alex si divertiva a interpretare con la propria voce i suoni dell'acqua e del vento, il crepitio del fuoco e il lieve fruscio dell'erba.
Lui non aveva mai immaginato che il suo organismo potesse riprodurre in modo cos perfetto quei rumori selvatici e affascinanti. Il segreto era evitare di pensare con le parole mentre si concentrava nel percepire i cambiamenti attorno a s.
 meraviglioso disse un giorno a Neve alla fine della lezione. Per ancora non capisco bene a cosa serve.
Non si tratta di uno strumento, ma di un'arte fine a s stessa. Quando riesci a emettere uno di questi suoni selvaggi e inumani,  perch sei riuscito a controllare la tua mente e ad allontanarla dalla tentazione dei simboli per qualche minuto.  questo l'importante, e non la sua possibile utilit.
Eppure tu stessa mi hai detto molte volte che si tratta di magia... Si dovr pur usare in qualche modo!
Neve lo guard pensierosa.
In realt, tu hai gi usato questo potere. Corvino mi ha raccontato come hai liberato quel povero Ghul, quello che chiamavano Garo... Con la tua voce, hai ricreato il bosco delle sue origini e gli hai aperto la strada verso la libert. Non ti sembra abbastanza magico?
Allora adesso, con tutto ci che ho imparato...
Non pensare a come usarlo insist Neve. Questa  la strada sbagliata. Quando avrai bisogno della tua voce, l'avrai, quali che siano le circostanze. Questo dovrebbe bastarti.
Dopo le lezioni di Neve, di solito Alex si ritirava a riposare nel giardinetto di alberi da frutto del palazzo, tra i picchi delle montagne. Col buono o col cattivo tempo, si appoggiava a una robusta roccia nera e levigata, piantata in mezzo all'erba, e se ne stava assorto a contemplare i rami spogli degli alberi, i ghiaccioli appesi alle grondaie rosse e dorate e le immense cime rocciose coronate di neve che circondavano da ogni parte quell'oasi di verde.
Non si stancava mai di ammirare la bellezza selvaggia e inumana di quei luoghi, n di osservare il volo maestoso ed elegante delle aquile tra le vette, o il contrasto tra le fronde nere dei meli e il grigio profondo del cielo invernale. Quel giardino lo riempiva di pace e rigenerava le sue riserve di energia mentale dopo lo sforzo degli esercizi della voce. Aveva imparato a fondersi con
il suo silenzio e a non pensare a nulla mentre assaporava quel suo fascino cos semplice. Di certo non era stato un percorso facile... All'inizio, non appena si appoggiava alla roccia nera e cominciava a rilassarsi, la sua mente si riempiva di immagini di Jana, e una viva inquietudine si impadroniva di lui. Presto comprese che se voleva che il suo soggiorno tra i guardiani gli fosse in qualche modo utile, avrebbe dovuto imparare a separarsi da tutti i ricordi legati alla
ragazza. Era doloroso rinunciare a pensare a lei, ma sapeva che se non avesse fatto quel passo, non avrebbe fatto progressi veri e propri.
Per salvare Jana dalla distruzione avrebbe dovuto trasformarsi in qualcosa che ancora non era, e per compiere questa trasformazione avrebbe dovuto dimenticarsi temporaneamente di Jana e concentrarsi sull'addestramento.
Sembrava un paradosso, ma quando la sua mente accett che non gli restava altra scelta e cominci a collaborare, a poco a poco divenne pi facile rinunciare ai ricordi.
Fu invece pi difficile sradicare dal suo cervello l'immagine di Erik ferito, cos come l'aveva visto l'ultima volta. Non riusciva a smettere di chiedersi se il suo vecchio amico fosse ancora vivo. Ricordava la sua pelle flaccida e avvizzita attorno alla piaga nera del braccio, e rabbrividiva all'istante. Tuttavia, a poco a poco le 
lezioni dei suoi maestri diedero frutto, finch arriv un momento in cui riusc a sedersi a riposare nel giardino con la mente del tutto svuotata, senza pensare a nessuno del suo passato, e a dedicarsi esclusivamente a godere del sole invernale sulla pelle e del meraviglioso spettacolo delle montagne innevate.
In tutti i suoi progressi, la pazienza di Corvino aveva un ruolo fondamentale. Il Guardiano Rosso, come spesso lo chiamavano per scherzo i suoi compagni, fin dal primo giorno si era riproposto di evitare le spiegazioni teoriche durante le sue lezioni e di predicare con l'esempio.
Quando Alex arrivava in biblioteca, nella parte pi alta della torre sud, lo trovava disteso su un letto di chiodi, come un fachiro, o a tremare di fronte alla finestra con i capelli umidi. All'inizio Alex non capiva lo scopo di quegli inutili sacrifici. Gli sembrava assurdo che un uomo si sottoponesse di sua spontanea volont a ogni genere di privazione per fortificare lo spirito. Per sua fortuna, Corvino non lo invit mai a seguire i suoi passi, n a tentare le sue stesse imprese. L'unica cosa che gli chiedeva era di osservare in silenzio mentre lui si sacrificava.
Infine, un pomeriggio Alex non riusc a sopportare oltre e si decise a mettere in discussione l'utilit di quel metodo d'insegnamento.
Perch fai di tutto per torturarmi, obbligandomi a vedere come soffri? gli domand, dopo aver osservato spaventato come Corvino giocherellava con le dita sulla fiamma di una candela.
Non soffro quanto credi replic tranquillamente Corvino, senza interrompere il gioco. Non dimenticare che il mio corpo  molto cambiato. In realt  pi spirito che corpo, e la mia sofferenza  pi spirituale che materiale.
A ogni modo, che cosa ci guadagno io a vederti soffrire?
Corvino sorrise, e lo splendore rossastro della sua pelle si intensific per un istante.
Ti indurisce rispose. Devi imparare a controllare tutti i tuoi sentimenti, compresi quelli che ti sembrano positivi e altruisti. Per liberarti dalla schiavit dei simboli, devi prima spezzare le catene del piacere e del dolore;
ma anche quelle dell'odio, dell'amore e della compassione.
Non dimenticarlo mai.
Tuttavia, Alex non riusciva ad accettare cos facilmente un insegnamento del genere.
Non voglio rinunciare alla compassione, n ai sentimenti positivi protest. Non voglio diventare una specie di robot in carne e ossa...
 questo che ti sembro? domand Corvino, sorridendo.
A volte s. E non capisco perch ti sforzi tanto di distruggere la tua parte umana.
Corvino aggrott la fronte, e il sorriso scomparve dalle sue labbra.
Il fatto  che abbiamo idee diverse su cosa  umano e cosa non lo . Per te, essere umano significa sentire.
Per me, significa essere libero. E per essere libero, totalmente libero, bisogna rinunciare ai sentimenti. O almeno bisogna avere la possibilit di farlo.
L'espressione del guardiano si addolc nel percepire che Alex era sinceramente interessato a capire il suo punto di vista.
Questo addestramento non ha come scopo quello di rinunciare per sempre a sentire, gli spieg bens quello di mettere da parte i sentimenti e le sensazioni quando le circostanze lo richiedono. E una questione di efficacia, capisci? In certi momenti della vita, i sentimenti sono solo un fardello. Non ti piacerebbe essere tu a decidere quando e in che momento lasciarti trasportare da essi, piuttosto che permettere che siano loro a dominarti?
Immagino di s ribatt Alex senza troppa convinzione.
Ma non credo che sia possibile.
 possibile, te lo assicuro. Devi solo avere fiducia in me e lasciarti guidare. Sono convinto che tu ce la possa fare.
Ma per riuscirci dovrei fare le stesse cose che fai tu, no? Sdraiarmi su letti di chiodi, bruciarmi di proposito...
Non credo che tu sia pronto per questo. Comincia con prove pi semplici, e non tentare niente di pi difficile finch non avrai superato il passo precedente.
Puoi iniziare privandoti di qualche alimento che ti piace, o allontanando un pensiero gradevole dalla mente, o rimanendo un'ora in pi a meditare anche se hai sonno.
Sei tu che devi scegliere le prove su misura per te, non servirebbe a nulla se te le imponessi io. L'importante  che, a poco a poco, tu impari a controllare le tue necessit fisiche e spirituali. Sar un percorso lungo, ma vale la pena sforzarsi. Senza rendertene conto, arriver un giorno in cui ti sentirai libero, del tutto libero... E
questo, credimi, non ha prezzo.
Fino a quel giorno, Alex non aveva compreso del tutto lo scopo degli insegnamenti di Corvino, ma in seguito a quella conversazione lo cap. Fu allora che cominciarono a vedersi i suoi progressi. Proprio come gli aveva suggerito il suo maestro, si sottopose a piccole prove? e ogni volta che le superava, gioiva come se avesse realizzato una grande impresa. Dopo alcune settimane, quasi senza sforzo, aveva imparato a dimenticarsi della fame e della sete perfino quando non toccava cibo da dieci ore, e a non lamentarsi mai di nessun dolore, nemmeno quando Heru esagerava durante le sue lezioni di lotta e gli lasciava le braccia e le gambe ammaccate.
Un giorno, mentre mangiavano, Corvino not che Alex inghiottiva una cucchiaiata dietro l'altra di una zuppa talmente calda da spellargli la lingua. Il ragazzo
non muoveva un solo muscolo della faccia, e la sua espressione era la stessa che avrebbe assunto se la zuppa fosse stata a una temperatura ideale. Quando alz lo sguardo dalla ciotola vuota, i suoi occhi incrociarono quelli del Guardiano Rosso, ed entrambi sorrisero.
Fai attenzione gli disse Corvino all'inizio della lezione quel pomeriggio. Hai sconfitto il dolore, ma non l'orgoglio. Ti senti troppo soddisfatto per quanto hai ottenuto.
A mio parere, per i progressi del tuo spirito questa soddisfazione  pi pericolosa della paura di scottarti la lingua con una zuppa troppo calda.
Quello stesso pomeriggio, Alex raccont ad Argo ci che Corvino gli aveva detto. Stavano facendo lezione di meditazione, la preferita del ragazzo, nonch quella in cui giorno per giorno faceva i progressi pi grandi. Secondo Argo, Alex aveva un talento speciale per svuotare la mente e renderla ricettiva alle visioni di altri luoghi e altre epoche. Senza dubbio, era un dono ereditato dai suoi antenati Kuril.
Il problema dei Kuril, e dei Medu in generale,  che hanno sempre cercato di servirsi delle proprie capacit per accrescere il proprio
potere, invece di usarle a beneficio dell'universo gli aveva
spiegato. E nota che ho detto l'universo, e non l'umanit... Il mondo non gira attorno all'uomo,  molto pi ricco e variegato. I nostri doni devono servirci per comprenderlo, non per cercare di cambiarlo. Quello  un crimine che si paga con la distruzione e la sofferenza.
Quel giorno, quando Alex gli parl della preoccupazione di Corvino nei confronti del suo orgoglio, Argo scoppi a ridere di gusto.
A volte credo che Corvino sia troppo perfetto gli confid a bassa voce. E la perfezione pu essere un peccato grande quanto l'orgoglio, o forse perfino maggiore...
Prima di tutto, non dobbiamo dimenticare mai che siamo umani. 
meraviglioso acquisire il controllo di s, sempre che questo non
significhi trasformarsi in un pezzo di legno.
Dopo tutti i secoli in cui siete stati insieme, sarebbe logico che ognuno di voi padroneggiasse le abilit degli altri si azzard a commentare Alex. Avete avuto tempo pi che a sufficienza per allenarvi l'un l'altro...
Credi che non l'abbiamo fatto? Abbiamo imparato dai nostri compagni tutto ci che potevamo imparare.
Tutti siamo eccellenti arcieri ed esperti di lotta acrobatica, tutti sappiamo controllare i nostri impulsi e usare suoni onomatopeici per influenzare la natura. E tutti abbiamo delle visioni... Solo che le mie continuano a essere pi perfette e complete di quelle degli altri. Per quanti secoli passino, io ho cominciato prima a praticare quest'arte, e ho una predisposizione naturale per essa, perci la controller sempre meglio. Proprio come Neve domina la voce meglio di chiunque altro, e Corvino i sentimenti.
E non hai mai avuto la tentazione di usare le tue visioni come le usavano i miei antenati? domand Alex, deciso ad approfittare dell'umore particolarmente comunicativo di Argo durante quella lezione.
Per cambiare il futuro, vuoi dire? chiese Argo. I suoi occhi brillarono come smeraldi, e il chiarore verde sembrava riflettersi sulle guance e sulla fronte. Significherebbe infrangere le regole. Noi non vogliamo cambiare la realt, ma accettarla cos com'. Perci l'arte che io sto cercando d'insegnarti  pi difficile di quella dei Kuril: vedere senza influenzare ci che stai vedendo; lasciare che la tua mente capti diversi momenti del passato, del presente e del futuro senza permettere che questo condizioni il corso degli eventi... Puoi farcela, ci sei gi riuscito molte volte a lezione, ma con visioni che non ti riguardavano personalmente. Ora devi provare a fare un passo avanti: devi provare ad affrontare visioni legate a questioni che ti interessano davvero e a persone che per te significano qualcosa.
A quelle parole, Alex deglut. Dopo tutti gli sforzi che aveva fatto per non pensare ai suoi cari, adesso Argo gli chiedeva di farlo! Non era sicuro di essere pronto per una cosa del genere, ma d'altra parte desiderava intensamente provarci.
Forse potremmo provare ora propose, incerto. Con te vicino, mi riesce sempre pi facile concentrarmi.
D'accordo. Proviamo, allora. Cercher di unire la mia energia mentale alla tua, per aiutarti a spianare la strada alla visione.
Con un gesto, Argo invit Alex a sedersi sul tatami che di solito usava per i suoi esercizi, separato dalle grandi vetrate della stanza mediante una pesante tenda grigia. Il ragazzo adott la posizione del loto, con le gambe incrociate e i piedi saldamente fissati sulle cosce.
Argo si sedette nella stessa posizione, ed entrambi rimasero vari minuti in silenzio, a osservare il candore della parete.
La visione, all'inizio, non era altro che una macchia sfocata. A poco a poco, tuttavia, i contorni si definirono e Alex fu in grado di riconoscere i volti di due persone molto importanti per lui. La cosa strana era che fossero comparse insieme... Si trattava di Erik e Jana. Erano seduti di fronte a una finestra che dava sui campi da gioco della scuola, una finestra a forma di arco che Alex non ricordava di avere mai visto. Si trovavano molto vicini l'uno all'altra, e si guardavano con una complicit che il ragazzo non aveva mai notato prima tra loro. Il viso di Jana sembrava sereno e indifferente come al solito, ma i suoi occhi erano umidi, come se avesse appena pianto.
D'un tratto, Erik le pass una mano sulla guancia. Fu un gesto naturale, spontaneo, ma carico di significato.
Alex not il turbamento di Jana, la luce che illumin i suoi occhi quando trovarono quelli di Erik. Un'ondata di rabbia cominci a crescere dentro di lui fino ad annebbiargli la coscienza, e la visione svan.
Quando tutto fin, si accorse della presenza di Argo al suo fianco. Non aveva cambiato posizione, ma aveva girato la testa verso di lui e lo guardava con curiosit.
Cerc invano di controllare il tremore che si era impossessato delle sue mani. Sentiva il sangue battergli nelle tempie, l'accelerazione del cuore, gli effetti dell'adrenalina sui muscoli, che erano tesi come corde di violino.
A quando risale la visione? domand con voce sorda, evitando lo sguardo di Argo.
Il suo maestro lo guard, serio.
Ormai dovresti saperlo, a questo punto dell'addestramento
disse.  una visione del futuro.
Quindi nel futuro ci sar qualcosa tra loro... Concentriamoci ancora,
voglio vederli di nuovo!
Argo si alz in piedi e si sgranch le gambe intorpidite.
Basta, Alex ordin in tono perentorio. L'esperimento non  riuscito bene, non sei ancora pronto. Cerca di dimenticare ci che hai visto e di concentrarti sul presente.
Come faccio a dimenticarlo? mormor il ragazzo, sorridendo amaramente. Ci che ho visto cambia tutto.
Io sono qui a preoccuparmi per loro, e loro... loro mi tradiranno. Se non l'hanno gi fatto. Scommetto che proprio in questo momento sono insieme.
Argo fece un gesto di sfinimento.
D'accordo, io non volevo che capitasse questo, ma visto che  successo forse  meglio cos disse a bassa voce. Sono Medu, Alex. Sono i nostri nemici. Se credevi di dover loro qualcosa, ora hai capito che ti sbagliavi.
Riposati e cerca di rasserenarti. Recupera il controllo.
Qualunque cosa accada, un guardiano deve sempre essere padrone di s stesso.
Alex si conged da Argo e cammin come un automa lungo il corridoio che portava alla sua stanza. Era a malapena consapevole delle proprie azioni. Giunto in camera sua, si tolse le scarpe e si sdrai sul letto. Non
aveva voglia di riposarsi, ma solo di chiudere gli occhi per ricreare l'immagine che l'aveva distrutto. Jana ed Erik insieme... Avrebbe dovuto immaginarlo. Nonostante gli schemi di Jana, era sicuro che lei, in fondo, lo considerasse attraente. E adesso che Ober si era reso conto di quanto lei potesse diventare potente, forse avrebbe cercato di incoraggiare quella relazione. Era perfino possibile che lei avesse architettato tutto dal principio... L'unica cosa che le importava era il potere, e se per ottenerlo avesse dovuto sedurre Erik, l'avrebbe fatto senza alcuno scrupolo.
Ci che l'aveva sconvolto di pi di quella fugace scena era il misto di desiderio e tenerezza che si leggeva negli occhi di Erik. Lui l'amava davvero, su questo non c'erano dubbi. Ma il fatto che l'amasse, invece che placare il rancore di Alex, lo aumentava. Come si era permesso di lottare per lei? Erik sapeva che lui era pazzo di Jana, sapeva del tatuaggio, e l'alto prezzo che aveva dovuto pagare per essersi avvicinato a una discendente di Agmar... Com'era possibile che, pur sapendo tutto ci, l'amico approfittasse della prima occasione che gli si presentava per cercare di prendere il suo posto?
O forse non era la prima volta... Magari erano stati insieme per tutte le settimane in cui lui era rimasto come un idiota al Palazzo dei guardiani.
Il ricordo delle dita di Erik che sfioravano la pelle di Jana bruciava come un ferro incandescente. Non poteva sopportarlo, ma non era nemmeno in grado di allontanarlo dalla mente. Il tatuaggio aveva iniziato a fargli male in modo atroce, e quel dolore esacerbava il suo odio e il suo desiderio di vendetta. S, si sarebbe vendicato...
Avrebbe potuto farlo, i guardiani lo stavano preparando a tale scopo. Avrebbe distrutto i Medu, li avrebbe spazzati via dalla faccia della terra. Suo padre gli aveva detto che poteva scegliere... Ebbene, aveva
scelto. Aveva seguito le istruzioni alla lettera senza sapere dove
l'avrebbero portato. Adesso, finalmente, lo sapeva. Sarebbe diventato l'Ultimo... Avrebbe sacrificato tutto per far pagare a Jana ed Erik il loro tradimento.
Stai commettendo un errore gli sussurr all'orecchio una voce indescrivibilmente soave.
Apr gli occhi di soprassalto. Aveva la fronte imperlata di sudore, e anche il cuscino, sotto il collo, era umido.
Cap che doveva avere la febbre alta. Si copr con le lenzuola e guard Neve con occhi inespressivi.
Argo mi ha raccontato della tua visione prosegu la ragazza in tono pacato. Sei malato di gelosia, Alex...
Come puoi essere cos stupido? Francamente, ti credevo pi forte.
Lasciami stare. Tu non puoi capire brontol Alex voltandole le spalle e fissando lo sguardo sulla parete.
Nessuno di voi pu capire, avete dimenticato che cosa proviamo noi esseri umani.
Voglio solo aiutarti... gli rispose Neve.
Be', allora vattene e lasciami in pace. Non voglio vedere nessuno adesso; non voglio prediche, n tantomeno conforto.
Hai bisogno di crogiolarti nel tuo dolore...  comprensibile.
Ma non te lo permetter.
Neve aveva pronunciato quelle parole con la musicalit di sempre, ma allo stesso tempo con irremovibile fermezza. Alex si sollev di scatto sul letto e la guard negli occhi, irritato.
Perch ti preoccupi tanto? domand. Era quello che volevate tutti, no? Che odiassi i Medu, che facessi di tutto per distruggerli... Bene, ci siete riusciti. Argo sembrava molto contento del mio cambiamento, non capisco perch tu l'abbia presa in questo modo.
Neve si sedette ai piedi del letto e cerc di prendergli una mano, ma Alex la scans.
Ne abbiamo gi parlato spieg Neve a bassa voce.
Quello che voglio io non  esattamente ci che vogliono gli altri.
Per se sto cercando di farti ragionare non  per me, ma per te. Non sei in condizione di prendere delle decisioni, Alex. Tantomeno ora. L'odio  un cattivo consigliere, il peggior consigliere che un uomo possa avere. Aspetta che questi sentimenti si plachino, e poi deciderai che cosa vuoi. Ma non guidato dall'odio... Finiresti come Arione, e tutto ricomincerebbe da capo.
Un lampo di collera attravers i limpidi occhi di Alex.
No, non  cos mormor. Io voglio sterminarli per sempre.
Neve sospir e si alz in piedi.
Se  questo che vuoi, dovrai darmi retta osserv con tristezza. Ritrova il controllo dei tuoi sentimenti, e poi agisci. L'unica cosa che ti chiedo  di non essere precipitoso...
Mi prometti che non lo sarai?
Alex annu in silenzio.
Neve esit un attimo accanto al letto, ma alla fine decise di andarsene e lasciarlo solo. Meglio cos, pens Alex, soddisfatto. Non voleva che lei si accorgesse di quanto l'avessero colpito le sue parole. Neve aveva ragione;
per raggiungere il suo obiettivo doveva calmarsi. Doveva servirsi di tutte le tecniche che aveva appreso durante la sua permanenza al palazzo per controllare i suoi impulsi e obbligarsi ad aspettare il momento giusto. Pazienza, questa era la chiave... Si sarebbe aggrappato agli insegnamenti di Argo e di Corvino per resistere. Avrebbe continuato a esercitarsi nella lotta con Heru e nel dominio della voce con Neve. Voleva essere pronto per quando fosse arrivata l'ora... E non avrebbe dovuto aspettare molto.
Mancavano tre settimane al giorno del suo compleanno.
Secondo quanto gli aveva raccontato suo padre, era la data entro cui avrebbe potuto trasformarsi nell'Ultimo Guardiano. Prima che arrivasse quel giorno, avrebbe dovuto prendere la decisione definitiva. Avrebbe
sfruttato al massimo il tempo che gli restava, per continuare a
imparare dai suoi maestri fino all'ultimo istante possibile.
Durante le due settimane successive, la linea di azione che aveva deciso di seguire cominci a dare i suoi frutti. A
poco a poco, riusc a rasserenarsi abbastanza per concentrarsi appieno sulle lezioni e assimilare quanto Heru, Neve, Argo e Corvino gli spiegavano. I quattro guardiani osservavano il suo impegno con inquietudine. Era evidente che li preoccupava l'intensit dei suoi affetti. Tuttavia, col passare dei giorni, la sensazione di preoccupazione lasci il posto a un sollievo che ben presto si trasform in entusiasmo.
Il ragazzo stava imparando, stava facendo passi da gigante. Non esisteva sfida troppo difficile per lui, e otteneva tutto ci che si prefissava. Le sue visioni erano sempre pi elaborate, le sue acrobazie nella lotta sempre pi spettacolari. Sembrava perfino sopportare il dolore fisico con un'indifferenza pari a quella di Corvino. Ogni volta che lo vedeva sottoporsi a un esercizio particolarmente duro, lo imitava. Si forava con degli oggetti fino a sanguinare, usciva a passeggiare nudo nel freddo invernale in piena notte. Si mortificava senza alcun motivo, soltanto per mettersi alla prova.
Tutta quell'attivit plac i suoi sentimenti. A poco a poco, l'ira iniziale lasci il posto alla tristezza. L'immagine di Erik che accarezzava Jana gli faceva male come il primo giorno, ma la rabbia che accompagnava quel dolore iniziava a svanire. Con sua sorpresa, si rese conto di essere dispiaciuto per il tradimento di Erik quanto per la perdita di Jana. Entrambi significavano molto per lui, anche se in modo diverso.
Un pomeriggio, dopo l'addestramento con Argo, decise di uscire un po'
in giardino. Le giornate cominciavano ad allungarsi, e il cielo era
ancora chiaro, nonostante il sole fosse gi scomparso dietro le montagne.
Quella mattina, Alex aveva visto dalla finestra che uno degli alberi da frutto del giardino si era risvegliato carico di fiori. Cos, da un giorno all'altro... Era come un miracolo.
Per la prima volta dopo tanto tempo, il ragazzo si sentiva tranquillo. Nella sua sessione con Argo, aveva intravisto fugacemente il bosco d'origine di Garo, e quella visione l'aveva rasserenato abbastanza. Aveva voglia di passeggiare in giardino, respirare l'odore dell'erba e della terra umida, sedersi tranquillo a contemplare l'albero appena fiorito e gli instancabili zampilli delle fontane.
Tuttavia, appena uscito si rese conto che mancava qualcosa. Non sapeva che cosa; in apparenza, l'albero era ancora bello come quella mattina, o addirittura di pi. Anche un altro albero, probabilmente un ciliegio, mostrava i suoi primi germogli rosati. L'acqua dello stagno scintillava sotto la luce rosea del crepuscolo...
Che cosa mancava? Gli elementi pi belli del giardino erano ancora l, davanti ai suoi occhi. Perch allora l'aveva assalito, fin dal primo momento, quella strana sensazione di perdita?
La risposta arriv quando stava per sedersi a terra come faceva di solito. La roccia a cui si appoggiava sempre era sparita. Sembrava assurdo ma, senza quella pietra rozza e nera su cui riposava sempre la sua stanca schiena, il giardino non era pi lo stesso. Non riusciva a godersi la sua bellezza, per lui aveva perso tutto il suo fascino, perch non aveva un posto da cui osservarla.
Semplicemente, era rimasto senza il suo punto di riferimento, senza il suo punto d'appoggio.
Allora pens a Erik, e un lampo di comprensione gli illumin lo spirito. Erik era per Alex come quella roccia nera. Non pensava molto a lui, non gli dedicava troppo tempo. Eppure, per anni era stato il suo punto di riferimento.
Senza l'amicizia di Erik, il mondo non sarebbe pi stato lo stesso per lui. Se l'avesse perso, avrebbe perso la capacit di godersi tutto ci che di buono il mondo poteva offrirgli, perfino l'amore per Jana.
All'improvviso si rese conto di quanto fosse stato cieco. Aveva
interpretato male la visione in cui Erik accarezzava Jana, si era completamente sbagliato... Erik era sempre stato la lealt fatta persona. Gliel'aveva dimostrato proprio prima dell'arrivo dei guardiani, quando aveva affrontato suo padre per cercare di difenderlo.
Come aveva potuto essere tanto ingiusto? Sebbene Erik fosse innamorato di Jana, non avrebbe mai approfittato dell'assenza dell'amico per prendere il suo posto.
Non era proprio nel suo stile.
In un istante, l'odio che per tutti quei giorni l'aveva corroso si dissolse come un brutto sogno. Anzi, era come se non fosse mai esistito. Nella sua mente, Alex vide di nuovo l'immagine di Erik che sfiorava Jana, e ci che sent non fu odio, ma paura. Doveva essere accaduto qualcosa a entrambi per avvicinarli in quel modo, qualcosa di terribile che lui ignorava e che aveva bisogno di sapere.
Senza pensarci due volte, corse a cercare Neve. La trov nella sua stanza, intenta a disegnare con l'inchiostro di china su un foglio di carta di riso. I suoi disegni non significavano nulla, naturalmente... I guardiani odiavano le rappresentazioni, e restavano fedeli a quell'atavica diffidenza qualunque cosa facessero.
Appena lei lo vide, si rese conto che qualcosa era cambiato.
Che ti succede? domand, allarmata. Sembra che tu abbia visto un fantasma...
Al contrario. Ho visto un fantasma per settimane, e ora ho smesso di vederlo.
Neve gli sorrise.
Come sono contenta, Alex gli disse, alzandosi in piedi. Sapevo che, prima o poi, avresti reagito. Tu non sei fatto per l'odio. Non  la tua strada.
Allora devi aiutarmi. Voglio andarmene da qui il prima possibile. Anche adesso, se si pu.
Neve gett il pennello umido sul tavolo. Sembrava sorpresa.
Adesso? ripet. Ma non ti abbiamo ancora insegnato tutto ci che devi sapere...
Adesso insist Alex. Voglio sapere che cos' accaduto a Jana e al mio amico Erik. Qualunque cosa abbiano fatto, voglio capire perch...
Va bene decise Neve. Se  questo che vuoi, ti aiuter.
...
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Libro quarto.
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Il trono vuoto.
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Capitolo 1.
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Sdraiata sul letto, Jana osservava le travi di legno del soffitto con lo sguardo vuoto. Era prigioniera in una piccola cella nella parte alta della Fortezza, con un ceppo di ferro alla caviglia destra, attaccato a una catena fissata a un anello nel muro.
Cera quasi riuscita. Qualche secondo in pi e avrebbe avuto il tempo per finire di pronunciare la formula e aprire il portale di fuga che aveva preparato. Era gi completamente concentrata quando i Ghul di Ober l'avevano trovata... Proprio per questo non li aveva sentiti arrivare. Aveva abbassato la guardia.
Chiuse gli occhi e si rigir scomoda sul materasso, fino a sentire lo strattone della catena sul polpaccio. Sotto le coperte, tast con entrambe le mani i pesanti anelli di ferro, senza trovare in essi la bench minima fessura.
Sconfortata, lasci cadere il serpente di duro metallo sulle ginocchia. Era freddissimo. Il contrasto di temperatura tra la catena e la pelle, che ardeva per la febbre, la fece rabbrividire.
Come aveva potuto essere cos stupida? Si era lasciata catturare dopo aver commesso il pi imperdonabile dei tradimenti, e ora era alla merc di Ober, che la odiava pi che mai. Per colpa sua, Erik era ferito gravemente,
o forse gi morto. Aveva venduto la sua gente, aveva aiutato i loro nemici a localizzare il cuore del
potere dei Medu. E che cosa aveva ottenuto in cambio? Ober era ancora
il capo, e lei era pi lontana che mai dal proprio obiettivo.
Con mano tremante scost la ciocca di capelli che le ricadeva sulla fronte madida di sudore. Aveva deluso tutti. In primo luogo sua madre, che era morta per cercare di aumentare il prestigio del proprio clan. In secondo luogo gli Agmar, che lei avrebbe dovuto guidare dopo la scomparsa delle figlie di Pertinax. Non voleva nemmeno pensare alle persecuzioni che si sarebbero scatenate contro di loro perch pagassero per l'accaduto...
In terzo luogo, David. Lui era l'unico che aveva creduto in lei, ma a questo punto ormai doveva aver capito di essersi sbagliato. E per ultimo, aveva deluso Alex.
Si gir sul letto, e nel farlo la catena le si arrotol attorno al vestito. Nascose la faccia nel cuscino e si copr la testa con le braccia. Per la prima volta dopo molti anni sent il bruciore delle lacrime sulle guance. Non si era sentita cos male dalla morte di sua madre.
Era possibile che Alex fosse riuscito a fuggire, ma era anche possibile che fosse morto. Dal suo nascondiglio, aveva visto Garo uscire per dargli la caccia, e sapeva benissimo quanto potesse diventare spietato quel Ghul.
Forse i guardiani l'avevano aiutato a scappare, ma quell'idea era quasi pi inquietante della prima. Perch, che cosa sarebbe successo quando i suoi nemici si fossero resi conto che Alex non era l'Ultimo? L'avrebbero eliminato, senza alcun dubbio. Sempre se non fossero arrivati alla conclusione contraria... In tal caso, avrebbero obbligato il ragazzo a comportarsi come uno di loro pur non essendolo. Non voleva immaginare cosa sarebbe potuto accadere di l in avanti... A ogni modo, nulla di buono per Alex, ne era certa.
Le cose sarebbero potute essere molto diverse. Avrebbe
potuto ottenere tutto, se avesse dato ascolto a Erik.
Lui l'amava con una passione cupa e incontrollabile, una passione che quasi la spaventava. Non riusciva a togliersi dalla mente il coraggioso gesto del figlio di Ober che le si parava davanti per proteggerla. S, l'amava cos tanto da pagare quel sentimento con la vita... E lei non ne aveva saputo approfittare.
Adesso, su quel letto duro e freddo, si rendeva conto di quanto fosse stata vicina a raggiungere ci che aveva sempre sognato per gli Agmar. Il comando di tutti i clan, il potere assoluto che fino ad allora era stato nelle mani dei Drakul. Tramite Erik, lei avrebbe potuto ottenere tutto questo. Dopo qualche anno, lui l'avrebbe sposata, e i loro figli sarebbero stati i successori di Ober. Quale modo migliore per proteggere ed elevare la sua gente?
Eppure non aveva voluto. Per prima cosa, perch non desiderava avere debiti con nessuno, e sperava di raggiungere i propri scopi da sola. E poi, perch l'idea di ingannare Erik la ripugnava troppo.
Magari mi fossi innamorata di lui, pens, stringendo le palpebre con forza, finch il buio si riemp di piccole luci bianche. In questo modo tutto sarebbe stato pi facile.
Ma Erik e lei si assomigliavano troppo. Tutti e due erano cresciuti nell'odio e nei sotterfugi. Tutti e due avevano imparato a controllare i sentimenti e a dominare gli impulsi. Entrambi avrebbero fatto qualunque cosa pur di non deludere la propria gente. Entrambi erano abituati a convivere con l'ambizione e con l'oscurit.
Alex invece era diverso. Lui non dipendeva n dai sogni n dalle ambizioni di altri. Aveva una famiglia, ma non era la sua famiglia a determinare le sue aspirazioni.
Nemmeno quando aveva scoperto che suo padre era stato assassinato aveva perso quella sua aura d'indipendenza...
Sopra ogni altra cosa, Alex era Alex. Era fedele a s stesso e a nessun altro.
Dopo un po', la ragazza apr di nuovo gli occhi e
guard il soffitto. Si era fatta notte, e dalla finestra entrava solo un debole bagliore bluastro di luce artificiale. Le ombre nascondevano le travi di legno e la vecchia scrivania che costituiva la sola mobilia della stanza, a parte il letto. Non c'erano lampade, avrebbe dovuto aspettare l'alba per liberarsi di quell'oppressiva oscurit.
Lasci che nella sua mente scorressero in continuazione le immagini dell'attacco dei guardiani. In mezzo alle tenebre che la avvolgevano, credeva di vedere le frecce di fuoco che fendevano l'aria, e le sembrava di sentire le urla disumane dei Ghul raggiunti da quei dardi letali. Poi vedeva il volto pallido e serio di Erik, e la ferita mortale sulla sua spalla. Non sarebbe sopravvissuto.
L'idea le provocava un'inquietudine talmente violenta da essere a malapena sopportabile.
Alla fine, esausta, si addorment per alcune ore. In sogno credette di vedere il corpo di Alex straziato da un branco di lupi, e si svegli di soprassalto. Quando apr gli occhi, sent un fastidioso bruciore, mentre un velo di fumo confondeva le ombre. All'altro capo della stanza, sulla scrivania, ardeva una candela.
Chi c' l? balbett, lottando contro la secchezza che le bruciava la bocca.
Non rispose nessuno, ma nel silenzio della notte Jana ud chiaramente un respiro rauco e agitato.
Il cuore inizi a batterle all'impazzata, risuonandole dolorosamente nel petto a ogni battito. I suoi occhi terrorizzati scrutarono la penombra degli angoli, finch non riusc a distinguere un'ombra alta e minacciosa seduta su una sedia, molto vicino a lei.
Che... che cosa vuoi? domand in un sussurro.
La sagoma si alz in piedi e avanz verso il letto.
Quando si chin su di lei, Jana distinse, spaventata, i lineamenti di Ober.
Era questo che volevi? chiese il capo dei Drakul sedendosi sul materasso, molto vicino alla ragazza.
La sua voce risuon grigia e inespressiva, senza il minimo accenno di violenza nel timbro. Jana si sollev e, indietreggiando, appoggi la schiena contro la parete. Gli anelli della catena che la teneva prigioniera urtarono tra loro, e il loro fragore riecheggi per tutta la stanza.
Hai provocato la rovina di tutta la nostra razza continu Ober, nello stesso tono neutro e spento. Hai rovinato tutto con la tua ridicola ambizione. Tua madre sarebbe orgogliosa di te, non credi? In pochi secondi hai distrutto tutto ci per cui lei aveva lottato.
Il riferimento ad Alma diede a Jana la forza di rispondere.
Non ti azzardare a nominare mia madre mormor.
L'hai uccisa tu, credi che non lo sappia? Se l'avessi lasciata vivere, non sarebbe accaduto nulla di tutto questo.
Nel bel mezzo delle tenebre si ud una risata secca, completamente priva di allegria.
Occhio per occhio, dente per dente comment Ober.
Era questa la tua idea? Bene, guarda dove ti ha portato.
Io volevo qualcosa di pi della vendetta. Volevo che il sogno di mia madre diventasse realt, a qualunque costo.
Jana aveva pronunciato quelle parole di sfida con una sicurezza che non sentiva di avere davvero. In realt, nel corso di quella lunga notte si era chiesta pi di una volta che cosa l'avesse spinta ad agire cos; e la verit era che la risposta non le appariva affatto chiara.
Tuttavia, Ober non sembr accorgersi dei suoi dubbi.
Davvero credi che questo fosse il sogno di tua madre?
si limit a dire. Sei un'illusa. Non sai niente, non hai mai saputo niente... E adesso, per colpa della tua ignoranza, mio figlio morir.
Cal un pesante silenzio, che Jana non si azzard a rompere subito.
Sta cos male? domand infine.
In risposta alla sua domanda, Ober emise un singhiozzo
soffocato. Per un momento, Jana dimentic tutto il resto e si lasci contagiare dal dolore del suo nemico.
Mi dispiace sussurr, senza pensare a ci che stava dicendo.
Le mani di Ober si chiusero come artigli sulle sue spalle e iniziarono a scuoterla senza piet. Dur solo pochi secondi, ma bast a terrorizzare di nuovo la ragazza.
Quando il capo dei Drakul la lasci, si accorse che stava tremando dalla testa ai piedi.
Ober si alz e cominci ad andare avanti e indietro per la stanza a grandi falcate. Continu cos per diversi minuti, attraversando la cella avanti e indietro, senza mai guardare la sua prigioniera.
Infine, si ferm di nuovo di fronte al letto. La candela si trovava alle sue spalle, lasciandogli il viso in penombra.
Dici che ti dispiace. La sua voce strideva come il legno a contatto con una fiamma. Benissimo, accetter le tue parole. Se davvero ti dispiace, sono sicuro che non mi negherai il tuo aiuto. Di certo non sei nella posizione di potermi negare nulla... Ma ho bisogno di qualcosa di pi di un corpo terrorizzato e ubbidiente.
Ho bisogno di uno spirito deciso a collaborare.
Jana attese in silenzio che Ober continuasse. Si sentiva ancora stordita per l'esplosione di violenza del signore dei Drakul. Non si fidava della sua improvvisa calma, e soprattutto non capiva dove volesse andare a parare.
Esiste ancora una possibilit che Erik si salvi.  molto piccola, ma sono disposto a fare qualunque cosa pur di tentare. Ed  qui che entri in gioco tu... O meglio, tuo fratello. Lui  l'unico che possa aiutarci.
Jana cerc di riordinare rapidamente le idee.
Un tatuaggio? domand sorpresa.
S, ma non un tatuaggio qualunque. Un tatuaggio che rappresenti la vita di un uomo. L'esperienza di tutta una vita... Esistono molti artisti della pelle tra i Medu, ma solo tuo fratello  in grado di farlo.
Jana guard Ober con attenzione. Nella penombra non riusciva a distinguere l'espressione del suo volto, se non la luce minacciosa delle sue pupille.
David non vorr collaborare ribatt lentamente.
Anche lui sa che cosa hai fatto a nostra madre. Da allora, ha vissuto solo per vendicarsi... Non riuscirai a convincerlo a salvare tuo figlio.
Ober torn a sedersi sul letto, e si chin su Jana fino ad avvicinare al massimo il viso a quello di lei.
E se io gli dessi proprio ci che lui vuole? domand, sorridendo. I suoi denti bianchi brillarono nell'oscurit.
E se in questo modo ottenesse la sua vendetta?
Come?
Ober impieg qualche secondo prima di rispondere.
La mia vita in cambio di quella di Erik disse infine.
 un'offerta che non pu rifiutare.
Jana lo guard con gli occhi spalancati.
Sei davvero disposto a fare questo per tuo figlio?
Ober abbozz un sorriso che, per un attimo, ringiovan il suo viso segnato dall'et.
Erik  il futuro del nostro clan. Per questo lo faccio.
Ci ho pensato molto, e non esiste altro modo per salvarlo.Io ho gi vissuto abbastanza, sono pronto a morire.
Jana annu lentamente.
Ti aiuterei se potessi, disse ma non sono sicura che David la pensi come me.
Nemmeno in cambio della mia vita?
Jana scrut gli occhi di Ober con fare pensieroso.
David era molto unito a mia madre. Non perdoner mai i Drakul per quanto  accaduto, compreso Erik.
Se lui si rende conto che per te la vita di tuo figlio  pi importante della tua, si rifiuter di aiutarti. Vorr vederti soffrire come abbiamo sofferto noi.
Due profonde rughe verticali comparvero sulla fronte di Ober.
Voi non capite mormor in tono stanco. Io non
volevo che Alma morisse, ma lei non mi ha lasciato altra scelta. Voleva distruggerci, e io sono stato obbligato ad agire prima che raggiungesse il suo obiettivo.
Certo... Speri davvero che ti crediamo? domand Jana, cupa. Alma era nostra madre, non riuscirai mai a convincerci di averla uccisa per una buona causa.
Il capo dei Drakul e la giovane erede Agmar si fissarono a lungo in silenzio. Nessuno dei due si fidava dell'altro, ma entrambi sapevano che erano obbligati a trovare un accordo.
Se a tuo fratello non basta la mia morte, posso offrirgli qualcos'altro aggiunse all'improvviso Ober a bassa voce. Riguarda la pietra... Non so come diavolo sia finita nelle vostre mani; sono sicuro che Alma non volesse che l'aveste voi. A ogni modo, pur avendola, non sapete come usarla... Io invece lo so, e posso mostrarvelo.
Quando? Quando Erik sar guarito? Per quel momento dovresti essere gi morto...
Erik condivide ogni mio segreto. Lui sa quello che so io. Raccontategli cosa avete fatto per lui, e il prezzo che chiedete in cambio. E il pi nobile dei Medu, non si rifiuter di ripagare il vostro "favore".
Jana scosse i capelli all'indietro. Nei suoi occhi comparve una luce di speranza.
La pietra  molto importante per me ammise. Ma non so se lo  per David... A lui interessa solo la sua arte, a parte la vendetta. Le visioni, il potere... tutto questo gli  indifferente.
Ober annu compiaciuto, come se Jana fosse inavvertitamente arrivata al punto.
Allora mi aiuter afferm, sicuro di s. Perch se c' qualcosa che pu arricchire e migliorare la sua arte,  proprio la pietra. Lei lo condurr in un luogo in cui imparer ci che tutti i Medu hanno dimenticato. Liberer simboli e disegni perduti da secoli... Tutto ci che i guardiani ci hanno sottratto col tempo. Ma perch accada,
David dovr collaborare con Erik. Dovrete farlo entrambi.
Coraggio, parla con tuo fratello... Convincilo a venire qui e ad ascoltarmi.
Jana prese con le mani tremanti il cellulare che Ober le porgeva.
E se collaboreremo, puoi prometterci che il nostro clan recuperer l'importanza che ha sempre avuto tra i Medu? domand, prima di comporre il numero di David.
Ober la guard con un misto di ammirazione e ripugnanza.
Se collaborerete, Erik vivr, e condivider con voi ci che sa rispose seccato. Prendere o lasciare, Jana...
Perch questo  tutto ci che posso prometterti.
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Capitolo 2.
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Nell'anticamera della stanza di Erik regnava un silenzio di tomba. Due Ghul facevano la guardia a entrambi i lati della porta, rigidi e grigi come armature. Jana, che da un'ora aspettava seduta su un canap color granata, si alz in piedi di scatto quando vide entrare David. Era accompagnato da un sacerdote Drakul che indossava la tunica rossa riservata alle cerimonie di lutto.
Il mio signore, Ober, mi ha ordinato di lasciarvi qualche minuto da soli prima di dare inizio al rito disse il sacerdote, guardando la ragazza con diffidenza.
Io entrer qui dentro per aiutarlo a prepararsi... Non cercate di scappare, i Ghul hanno l'ordine di uccidervi in caso ci proviate.
Il sacerdote buss alla porta con delicatezza e, senza aspettare una risposta, si infil nella buia camera di Erik. Nel frattempo, Jana e David rimasero in piedi, uno di fronte all'altra, a guardarsi negli occhi.
Le cose vanno molto male l fuori disse David, a mo' di saluto. Tutti si incolpano a vicenda dell'accaduto nella Fortezza. I Ghul di Glauco hanno attaccato diverse case agmar, e ci sono state perdite da entrambe le parti. Perfino il clan di Lenya  sul piede di guerra...
Davvero sei stata tu?
Jana guard di sottecchi le sentinelle immobili.
Non so di cosa parli ribatt, facendogli un cenno di avvertimento.
Non ti preoccupare per loro, non credo che ci stiano ascoltando. Dicono che sei stata tu a evocare i guardiani...
Perch diamine l'hai fatto?  stato per salvare quell'idiota di Alex, no?
Quell'idiota  risultato non essere tanto idiota come tu credevi replic Jana con impazienza. Ober l'ha rinchiuso nel suo labirinto, e lui ha distrutto il labirinto, e con esso il velo di tenebre che proteggeva la Fortezza.
Sai come c' riuscito? Uccidendo Arione. I Drakul lo tenevano prigioniero dall'ultima guerra contro i guardiani, ma non erano mai stati in grado di ucciderlo.
David apr la bocca, e subito la richiuse.
Ma questo significa che lui...  l'Ultimo?
Non lo so mormor Jana, scrollando le spalle.
Ober crede di s. E successo tutto molto in fretta; ho pensato che se davvero Alex era uno dei guardiani, loro sarebbero venuti a salvarlo. La Fortezza non era protetta, e se io li avessi evocati sarebbero potuti entrare... Pensaci bene: era una buona occasione per colpire i Drakul.
David si mise a ridere. La sua risata risuon lugubre nella volta dell'anticamera.
S, e gi che c'eri, tutti gli altri. Ci hai messi tutti in pericolo, Jana.  stata una pazzia... Inganna te stessa se vuoi, ma non riuscirai a ingannare me. L'hai fatto per Alex, perch volevi salvarlo.
Jana fece di nuovo spallucce.
A ogni modo, almeno ci sono riuscita.  andato via con loro, David. Ci pensi? Ci pensi se davvero  l'Ultimo?
Quello che non capisco  come sei potuta essere tanto stupida da lasciarti catturare replic il fratello, evitando di rispondere alla domanda della sorella. Era tutto pronto, il portale di fuga...
Mi sono distratta, suppongo. In ogni caso, ormai non ha importanza... Erik sta morendo, e ti ho gi spiegato che cosa vuole Ober.  la nostra occasione... Credi di poterlo fare?
David annu serio.
Non sar piacevole, Jana comment. Se vuoi, puoi aspettare fuori finch non avr finito.
No. Entrer con te. In fin dei conti, sono stata io a cominciare tutto... E voglio essere presente quando finir.
David stava per rispondere quando il sacerdote Drakul
apr la porta della stanza di Erik. Le due sentinelle non si voltarono nemmeno.
Potete entrare disse il sacerdote. Il mio signore, Ober,  pronto.
La camera era immersa in una soffocante penombra, spezzata qua e l dal chiarore di alcune lampade da tavolo.
Jana lanci uno sguardo sorpreso alle pareti, decorate con poster di gruppi hip hop e con vecchi dischi in vinile. C'era perfino una chitarra elettrica di colore rosso appoggiata in un angolo, vicino allo stereo. Quegli elementi contrastavano fortemente con l'antiquato giaciglio su cui riposava il corpo esanime di Erik. Si trattava di un enorme letto con un baldacchino viola e pesanti tende di broccato sui lati. Le tende tenevano in ombra il volto del moribondo, ma dall'abbandono delle sue mani, immobili sulle lenzuola bianche, Jana dedusse che era privo di sensi.
Alla sinistra di quel gigantesco giaciglio si trovava una specie di letto da ospedale con le ruote. Ober era seduto su di esso, scalzo. Una vestaglia di seta color porpora gli copriva il corpo nudo. Alzando gli occhi verso i nuovi arrivati, si sbotton all'altezza del petto.
Bene, ci siamo tutti disse in tono canzonatorio. Harold, la coppa... Ora che il veleno agmar  entrato in questa stanza, non voglio prolungare i saluti. Prima perdo i sensi, meglio . Forza, cosa aspetti? La coppa, ti ho detto!
Il sacerdote, afflitto, si avvicin al letto reggendo tra le mani tremanti un calice d'argento decorato con una fila di perle. Ober lo prese e vuot il suo contenuto tutto d'un sorso. Quando ebbe finito, lanci a terra la coppa, producendo un grande fragore, e guard David dritto negli occhi.
L'anestetico non impiegher molto a fare effetto
annunci con tranquillit. Cos potrai lavorare senza impedimenti. Sarai contento, immagino... Grazie ai Drakul, potrai realizzare la tua opera migliore.
David annu, sorridendo in modo sfacciato.
S, sono contento afferm, in tono di sfida. Per tanti motivi...
Ober si alz faticosamente dal letto. D'un tratto sembrava essere invecchiato di almeno quindici anni.
Non illuderti mormor, camminando piano verso il letto del figlio. La nostra sconfitta non  la vostra vittoria.
Tua sorella  stata una stupida... Ma se Erik si salva, forse i Medu avranno ancora una possibilit.
Senza aspettare una risposta, scost le tende del letto di Erik e si sedette al suo fianco. Con una dolcezza di cui Jana non l'avrebbe creduto capace, prese una mano del figlio tra le sue.
Mi dispiace per tutto questo, figliolo sussurr, con gli occhi fissi sul viso di Erik, avvolto dalle ombre.
Non sempre ci siamo capiti... Spero che ci che sto per fare ti ripaghi di tutto.
Dopo una breve esitazione, si port alla bocca la mano del figlio e la baci, chiudendo gli occhi. Poi, senza fretta, appoggi di nuovo quella mano senza vita sulle lenzuola e torn a sedersi sul proprio letto.
Sono pronto sentenzi, accomodando la testa sul cuscino.
Mi dispiace che le mie ultime parole siano per i figli di Alma... Dopotutto, suppongo che questo sia il mio castigo.
Un attimo dopo, Ober chiuse gli occhi. Il sacerdote si
avvicin al letto e gli sent il polso. Poi gli apr una palpebra per osservare i riflessi della pupilla.
Si  addormentato annunci, voltandosi verso David.
Fai ci che devi fare... La spada  qui, sul com. Vi lascio soli; lui mi ha detto di aspettare fuori. Sar in anticamera, in caso abbiate bisogno di qualcosa.
Quando la porta si richiuse alle spalle del sacerdote, David e Jana si guardarono in silenzio.
Avvicinami quella luce disse infine David, indicando una piccola lampada da tavolo cilindrica che stava su un tavolino, sotto la finestra. Ho bisogno di vederci bene.
Vuoi che apra le persiane? domand Jana.
David prese la lampada che la sorella gli porgeva e, dopo aver infilato la spina nella presa, l'appoggi sulla mensola del camino, poco distante dal letto di Ober.
No,  una cosa che non si pu fare con la luce naturale
mormor, scostando la vestaglia di raso dal petto del Drakul. Questa lampada baster.
Jana avanz tremante verso il letto di Ober e si ferm in piedi vicino alla testata. Osserv con apprensione il contorto drago blu tatuato sul petto del padre di Erik.
E cos quello era il suo tatuaggio personale, che lo distingueva da tutti gli altri Medu. Jana lo esamin con attenzione: era un disegno impressionante, che rappresentava una bestia delicata e feroce allo stesso tempo, di una bellezza selvaggia.
Senza proferir parola, David si inginocchi accanto al letto e pos l'indice della mano destra sulla coda del drago. Lentamente, segu con il dito il contorno del tatuaggio, soffermandosi su alcuni punti e passando pi veloce su altri, come se la sua mano stesse eseguendo una specie di danza. Ripet il gesto varie volte, studiando ogni millimetro del disegno, mentre la sorella osservava i suoi movimenti senza perdere il minimo dettaglio.
L'unico suono che giungeva alle loro orecchie era il respiro faticoso e affannato di Erik. Il fiato di Ober, al contrario, fluiva con una lentezza tale che il suo petto si muoveva appena a ogni inspirazione d'aria.
L'indice di David si ferm all'altezza della bocca del drago. Poi, con una strana sicurezza, inizi a rimodellare il tatuaggio mediante piccoli tocchi che, sotto il polpastrello del suo dito, trasformavano via via i dettagli del disegno. Affascinata, Jana seguiva con lo sguardo i progressi del lavoro del fratello su tutta l'anatomia del mostro mitico che, dal momento preciso della sua nascita, era diventato il simbolo personale di Ober. Il drago cambiava a vista d'occhio. I suoi occhi acquisirono pi profondit, e sulle sue palpebre comparve una piega di ironica tristezza. Le squame divennero pi brillanti e, al contempo, pi dure. Gli artigli ora erano pi affilati; la bocca, invece, meno aggressiva. In pochi minuti, l'aspetto della creatura incisa sulla pelle di Ober
era completamente cambiato.
Quando David ebbe finito, si allontan un po' dal corpo addormentato su cui aveva lavorato e osserv la propria opera con gli occhi socchiusi.
 incredibile mormor. Non ho mai pensato che gli anni potessero cambiare un uomo cos tanto.
Sua sorella lo guard con aria interrogativa.
Come ci sei riuscito? si azzard a chiedere in un sussurro.
David si volt verso di lei con gli occhi ancora annebbiati per lo sforzo appena compiuto.
Ho lasciato che la sua pelle mi parlasse rispose in tono stanco. Ho guardato nel suo intimo. Ora  pi imponente, vero?
Jana osserv impressionata il nuovo aspetto del drago che riposava sul petto di Ober. S, sembrava pi imponente di prima, ma anche sorprendentemente umano.
Nel suo sguardo si leggeva una sofferenza che all'inizio
non c'era. C'era molta forza in quegli occhi, ma c'erano anche astuzia e docilit. Jana non aveva mai pensato che un tatuaggio potesse arrivare a essere cos espressivo.
Era questo che voleva Ober? domand pacatamente.
David annu senza distogliere lo sguardo dal drago.
Immagino di s; voleva trasmettere tutto a lui, a Erik.
C' molta energia in questa figura, ma non so se sar sufficiente...
Forse nemmeno il drago potr salvarlo.
Jana osserv assorta il volto aristocratico e intelligente di Ober. Una vita per una vita: era questo che il signore dei Drakul aveva deciso... Per un momento ebbe la tentazione di fare marcia indietro. Dopotutto, loro non erano di, e l'inorridiva l'idea di dover togliere la vita a un uomo per darla a un altro, anche se il primo era il suo nemico peggiore e il secondo aveva rischiato tutto per lei.
Stiamo perdendo tempo prezioso disse David, scuotendo la testa come se volesse scacciare un brutto pensiero. Portami la spada, forza. Prima finiamo, meglio .
Jana and verso il com e prese con entrambe le mani la spada di Ober. Era molto pesante, tanto che le braccia le facevano male quando la consegn a David. Il giovane, a sua volta, la sollev per un momento davanti alla lampada e osserv con ammirazione gli stemmi rappresentati sull'impugnatura e i lievi simboli incisi sulla lama.
Aranox disse, pronunciando la parola con un rispetto che sorprese perfino sua sorella. La spada che un tempo salv tutti i Medu. Ognuno di questi simboli  il riassunto di una vita. Guardali. Il potere e la saggezza di dodici generazioni concentrati in una lama d'acciaio.
Jana osserv i magnifici geroglifici allineati sul filo della spada. Erano visibili solo da vicino, ma erano di fattura molto pi delicata e perfetta di quella dei rilievi dorati dell'impugnatura. C'erano
un'aquila, un delfino, una testa di cervo, una lucertola, un ragno... Ognuno di quei segni era stato il tatuaggio di un signore dei Drakul in altre epoche. Ora, proprio come aveva detto David, rappresentavano tutto ci che restava di quegli antichi guerrieri. La spada si era trasformata nella loro ultima dimora, una specie di tomba gloriosa e, allo stesso tempo, misteriosamente viva.
E di l a pochi istanti, un nuovo simbolo si sarebbe aggiunto a essi.
Jana soffoc un grido quando David lev la spada e la piant con tutte le sue forze nel petto di Ober, proprio all'altezza del tatuaggio. Il torace del Drakul si contrasse bruscamente, e il sangue inizi a scorrere a fiotti.
Era un sangue denso, scuro, che brillava alla fievole luce della lampada con un riflesso color porpora. Presto, si ramific sulla pelle nuda, disegnando un'intricata trama color rubino.
 morto annunci David con voce spenta.
Jana lo vide afferrare con entrambe le mani l'impugnatura della spada e tirare con forza per estrarla dal cadavere. L'arma si sfil con un rumore secco e gorgogliante.
Gli sguardi dei due fratelli si incrociarono. Jana si blocc la mano destra con la sinistra, per evitare che David notasse il suo tremore. Lentamente, i suoi occhi scivolarono fino al filo della spada insanguinata. C'era un nuovo disegno inciso sulla lama: la figura minuscola e precisa di un drago rampante.
Senza pulire la lama dal sangue, David avanz con attenzione fino al letto di Erik. Dopo qualche secondo di esitazione, Jana lo anticip e si affrett a scostare le tende viola del letto. Per un istante, i due giovani contemplarono il volto smunto e grigio del figlio di Ober.
Se non fosse stato per i rantoli che la sua bocca emetteva a intervalli irregolari, avrebbero potuto credere che fosse morto.
David si chin sul ragazzo agonizzante e sfior con la punta della spada la ferita nerastra sulla sua spalla.
Poi, con una delicatezza sorprendente, scost le lenzuola e appoggi Aranox in posizione verticale sul petto nudo del ragazzo. Jana credette di percepire un debole riflesso di luce che percorreva la lama dalla punta fino all'impugnatura, non appena l'arma entr in contatto con la pelle dell'erede Drakul.
Allora accadde qualcosa di stupefacente. Sotto la spada, una macchia scura inizi a stendersi sulla pelle, avanzando in ogni direzione come una chiazza d'inchiostro.
In pochi secondi, la macchia acquis un contorno ben definito, e comparvero innumerevoli dettagli sulla sua superficie: il riflesso argentato delle squame, l'oscurit di un paio d'occhi infinitamente saggi, la superficie quasi trasparente delle ali...
La spada splendette per un istante e poi si spense. Il rituale era finito, l'arma aveva trasferito la forza spirituale di Ober al figlio. Il tatuaggio del drago, che David aveva ritoccato con tanta cura, brillava ora sul petto di Erik.
E adesso cosa facciamo? domand Jana con un filo di voce.
Adesso? Non lo so rispose David, allontanandosi dal letto del moribondo con aria sfinita. Aspettiamo, suppongo... Aspettiamo che succeda qualcosa.
Jana cammin verso di lui, e prendendogli la mano destra la strinse con dolcezza tra le sue.
Mamma sarebbe orgogliosa di te gli sussurr.
Nessuno possiede la tua magia.
David si volt verso di lei, e Jana not che aveva gli occhi lucidi.
Non sono un vero mago, sono solo un artista. Immagino che l'arte sia la magia dell'irripetibile.
I suoi occhi si levarono ancora una volta verso il corpo insanguinato di Ober, abbandonato come un fagotto su quel letto che sembrava uscito da un ospedale.
Lui ha ucciso la mamma disse David con voce inespressiva.
Non sai quante volte ho sognato di vederlo cos, com' ora. Perch non provo nessuna allegria? Perch mi sento cos male?
Jana stava per abbracciarlo quando la porta si apr di colpo e un vento gelido penetr nella stanza, rovesciando le lampade e scuotendo con frenetica violenza le tende del letto grande.
Accadde tutto molto in fretta. Nel vento si mescolarono sussurri, echi di lamenti che sembravano antichi quanto il mondo. A poco a poco, i sussurri si trasformarono in grida. Jana si accorse che la paura le stava facendo venire la pelle d'oca e paralizzando il corpo. L'uragano form un turbine attorno al letto di Ober, sollevandolo in aria. Lunghe nubi di vapore dalle forme mostruose danzarono attorno al morto, rincorrendosi a vicenda. Le grida erano diventate cos intense che la ragazza, istintivamente, si port le mani alle orecchie per proteggersi da quel terribile frastuono, ma non serv a nulla. Era come se quelle urla risuonassero dentro il suo corpo, attraversandola senza piet.
Inorridita, vide che il corpo di Ober veniva strappato dal letto e trascinato fino alla finestra da quel vento popolato di fantasmi. In pochi secondi era tutto finito.
Le grida si allontanarono, le tende smisero di muoversi.
Un pennacchio di fumo rimase per un po' a volteggiare sul viso di Erik, come se lo stesse annusando. Poi, anche quell'ultimo resto dell'allucinante apparizione si volatilizz.
Quando tutto fin, Jana guard con orrore le tracce lasciate da quell'uragano soprannaturale. Solo una delle lampade era rimasta accesa a terra, le altre si erano ridotte in frantumi. Le tende del letto di Erik erano strappate, il com si era schiantato sul tappeto, il letto di Ober giaceva rovesciato in un angolo della stanza.
In quanto al cadavere del capo dei Drakul, non ne era
rimasta alcuna traccia. Quel vento diabolico se l'era portato via.
Che... che cos' stato? balbett David, guardando verso la finestra con gli occhi sbarrati.
Jana impieg qualche secondo per raccogliere le forze necessarie per rispondere.
Dicono che Drakul fece un patto con un antico demone per ottenere Aranox mormor, con una voce talmente turbata da non sembrare nemmeno la sua. Dicono che il demone forgi la spada magica e che Drakul, in cambio, gli promise le anime di tutti i suoi discendenti...
L'orrore di quelle parole, che aveva sempre ritenuto frutto della leggenda, la spavent.
Be', sono contento che sia finita sent che commentava suo fratello. Non ho mai avuto cos tanta paura...
Non  finita. Vuole anche lui, non hai visto? replic Jana, indicando il letto di Erik.  ansioso di portarselo via, e prima o poi torner a cercarlo.
...
.
...
Capitolo 3.
...
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...
Durante la settimana successiva, Jana e David non abbandonarono nemmeno per un istante la stanza di Erik.
L dormivano e facevano la doccia, e l consumavano i pasti che, tre volte al giorno, un Ghul dall'aspetto lugubre e cupo serviva loro. Il mattino seguente alla morte di Ober, Harold il sacerdote si present per riferire ai due fratelli le istruzioni del defunto. Stranamente, Harold non si dimostr affatto sorpreso per la scomparsa del cadavere, e non fece neppure domande in merito.
Il nostro defunto signore ha disposto che voi vi occupiate di suo figlio finch non abbia ripreso conoscenza
spieg con voce atona. Chiedete ci che vi serve, i Ghul hanno l'ordine di ubbidirvi in tutto. Solo una cosa: non potete uscire dalla stanza senza prima consultarmi.
In seguito a quell'avvertimento, Harold non si fece pi vivo nella camera di Erik. Senza protestare, Jana e David accettarono quella situazione, che li rendeva allo stesso tempo prigionieri e ospiti d'onore della Fortezza.
Dopo quanto era accaduto con Ober, nessuno dei due aveva il coraggio di affrontare il mondo esterno. Inoltre, Erik non migliorava, e ottenere la sua guarigione era diventata una questione di orgoglio per i figli di Alma.
La prima cosa che i due giovani fecero dopo la morte
di Ober fu proteggere la stanza con gli incantesimi pi potenti che conoscevano. Jana pronunci alcune formule del proprio clan che, in teoria, avrebbero dovuto fare da barriera contro le creature magiche, e David tracci dei disegni invisibili su tutte le pareti per spaventare gli spiriti maligni. Tuttavia, sapevano entrambi che il demone che era venuto a prendere il corpo di Ober era molto potente, e che la magia agmar non sarebbe bastata per fermarlo se avesse avuto l'intenzione di tornare.
Dal momento che non si fidavano di nessuno all'interno della Fortezza
dei Drakul, decisero di fare i turni per vegliare su Erik. Il ragazzo non mostrava alcun segno di miglioramento, e il suo viso appariva ogni giorno pi scarno ed emaciato. La spada era ancora sul suo petto, e un lento e costante gocciolio di siero alimentava il suo sangue mediante un ago infilato nel dorso della mano destra. Era tutto ci che, per il momento, i medici erano riusciti a fare per lui. Lo visitavano mattina e sera, ma ogni volta, dopo averlo esaminato, scuotevano la testa con fare pessimista e se ne andavano senza dare spiegazioni.
Era chiaro che non si fidavano degli strani infermieri scelti da Ober per curare suo figlio.
Dal canto suo, Jana aveva una teoria personale per spiegare la situazione di stallo nella salute del ragazzo.
La colpa  di quella cosa che ha preso suo padre
disse a David. Se ne va in giro qui intorno, molto vicina, in attesa che lui sia abbastanza debole per portarselo via. Se riuscissimo ad allontanarla, Erik inizierebbe a reagire, ne sono sicura.
Ma come facciamo a scacciare un essere che non possiamo nemmeno vedere? si domand David, scettico.
Non sappiamo cosa sia, n che cosa voglia, n cosa stia aspettando.  molto difficile agire in queste condizioni.
Lui sta aspettando ragion Jana. Aspetteremo
anche noi. Vedremo chi avr pi pazienza, tra lui e noi.
Prima o poi si far vivo.
David annu senza troppa convinzione. Ricordava ancora il panico che aveva provato di fronte alla prima apparizione della mostruosa creatura, perci preferiva non chiedere a sua sorella che cosa avesse intenzione di fare in caso avessero dovuto affrontarla per la seconda volta.
I giorni passavano senza portare alcun cambiamento.
Nei corridoi esterni si udivano spesso grida e corse che indicavano lo stato di nervosismo dei Drakul dopo la scomparsa del loro signore. Tuttavia, quell'agitazione non oltrepassava mai le porte della stanza di Erik. I
Ghul che entravano per cambiare il siero del paziente o per portare il cibo ai suoi infermieri si limitavano a svolgere il proprio lavoro in silenzio, evitando sistematicamente di rispondere alle domande dei due fratelli.
Talvolta Jana restava assorta per diversi minuti a osservare il viso in apparenza addormentato dell'erede dei Drakul. Con gli occhi chiusi e con un'ombra di sorriso sulle labbra, sembrava pi attraente che mai, nonostante il suo evidente deperimento. Quel volto provocava in Jana una strana confusione di sentimenti, in cui si mescolavano il rimorso e il rancore, la piet e l'ammirazione.
Magari ti fossi innamorata di lui le disse un giorno David, tirando a indovinare quello che le passava per la mente. Sarebbe stato tutto molto pi semplice.
Jana lo guard con stupore.
Ti sarebbe piaciuto se mi fossi innamorata del figlio del nostro nemico? domand incredula.
David fece spallucce.
Almeno sarebbe stato meglio che prendersi una cotta per l'Ultimo Guardiano ribatt con sarcasmo.
Chi l'avrebbe mai detto quella notte, quando si present a casa... Mi domando ancora come ho potuto fargli il tatuaggio, se davvero  uno di loro.
Allora non lo era ancora mormor Jana con un filo
di voce. Io l'ho baciato. Mi sarei trasformata in un pugno di cenere se avessi baciato un guardiano.
David rise tra i denti.
S. Be', ormai  storia passata... A quest'ora dovrebbe essersi gi trasformato. Per questo sono venuti a cercarlo.
In realt quel poveretto non aveva alternativa. Insieme non avevate alcun futuro.
Jana osserv il fratello con occhi fiammeggianti.
Se tu non gli avessi fatto il tatuaggio, tutto sarebbe potuto essere diverso replic, dando libero sfogo a tutta la propria amarezza.  stato un comportamento infantile, l'hai fatto solo per dimostrare a te stesso quanto sei bravo. E per colpa tua ora lui  fuori dalla mia portata, e inoltre... be',  alquanto probabile che si stia preparando a distruggerci.
David sorrise senza lasciarsi impressionare.
Non essere stupida, Jana. Credi che le cose sarebbero state molto diverse se lui avesse potuto toccarti?  rimasto cotto di te anche dopo il tatuaggio. Quella storia ha solo reso pi eccitante il vostro rapporto, ammettilo...
E tu ne eri contenta, perch in fondo andava tutto secondo i tuoi piani. Credi che non sappia quali intenzioni avevi? Volevi sedurlo per usarlo nella tua lotta al potere con Ober. Volevi tenerlo ai tuoi piedi per poi sacrificarlo quando fosse arrivato il momento, come un pezzo degli scacchi. Ed  ci che hai fatto, l'hai usato come esca per attirare i guardiani.
Jana fece un gesto di impazienza.
Sapevo che Ober era molto interessato, e volevo scoprire perch. Volevo sapere che cosa avesse visto in Alex per decidere che fosse proprio suo figlio a sorvegliarlo.
Non ho mai pensato davvero che fosse l'Ultimo, tantomeno dopo la faccenda del tatuaggio. Ma quando  tornato indietro dal labirinto, ho capito che doveva essere uno di loro. Ho dovuto agire in fretta. E sai una cosa? In quel momento ho pensato solo a salvarlo.
David schiocc la lingua con fare canzonatorio.
Alla fine ti sei innamorata del tuo pedone degli scacchi concluse, sorridente. Che dolce...
Jana gli volt le spalle e rimase un istante a guardare fisso il cielo grigio al di l della finestra, che i Ghul avevano riparato il giorno dopo la morte di Ober.
Mi sono innamorata di lui fin dall'inizio mormor con voce esile. Non puoi nemmeno immaginare che cosa provavo quando ero vicina a lui. Dovevo contenermi per non gettarmi tra le sue braccia, per non accarezzarlo...
Era come un fuoco che mi bruciava dall'interno.
David aveva smesso di sorridere, e la guardava come se non la riconoscesse.
Sei riuscita a dirglielo? domand dopo un breve silenzio.
Jana si lasci cadere su una vecchia poltrona e nascose il viso tra le mani.
No mormor, soffocando un singhiozzo. Pensavo che sarebbe stato peggio se gliel'avessi detto. Prima di tutto, io dovevo pensare al mio clan; al nostro clan...
E a ci che mamma avrebbe desiderato.
Certo comment David in tono pensieroso, come nel tentativo di spiegare a s stesso i sentimenti della sorella.
Lo amavi, ma in ogni caso hai deciso di usarlo. 
cos?
Jana non rispose. David sentiva il suo respiro, spezzato dal pianto, dietro le mani.
Di, non torturarti le disse dolcemente. In fondo, non avevi scelta. I Medu non sono fatti per l'amore. Hai fatto ci che dovevi.
Jana sollev verso il fratello il volto bagnato dalle lacrime.
I suoi occhi ormai non riflettevano pi ira, ma solo un'immensa disperazione.
I Medu non sono fatti per l'amore... Ma bene! E allora per cosa siamo fatti? Forse i guardiani hanno ragione, non siamo altro che ombre... Ci impegniamo a sopravvivere a qualunque costo, ma non credo che ne valga la pena.
Non esagerare, Jana. Gli umani non sono meglio di noi. In realt siamo uguali, anche se abbiamo un po' pi di potere rispetto a loro...  cos che decisero i nostri antenati.
Jana si pass una mano sulla fronte e si alz dalla poltrona.
Fece qualche passo fino al letto di Erik e rest a guardare per qualche istante il volto impassibile dell'ammalato.
Sembrava esausta.
Riposati un po' le disse David con compassione.
Tutto questo  stato molto duro, ma dobbiamo guardare avanti. Chi lo sa? Magari, dopotutto, non  poi cos male che Alex sia l'Ultimo. Magari si ricorder di ci che prova per te e ci salver... Spero che non sia rancoroso!
Non  rancoroso mormor Jana con un filo di voce.
E nemmeno Erik. Entrambi meritano qualcosa di meglio di questa stupida guerra. Magari io potessi impedirla.
Mentre David muoveva i ceppi che ardevano nel camino per ravvivare il fuoco, lei si tolse il vestito, si infil in uno dei due sacchi a pelo che Harold aveva fatto portare per loro e si rigir sul morbido materasso fino a trovare la posizione pi comoda. Poi, con gli occhi chiusi, pens ad Alex. Ricord quella prima notte in cui l'aveva baciato, e le sembr di sentire ancora una volta il calore del suo corpo, i suoi occhi chiari che le accarezzavano la pelle con una dolcezza senza paragoni.
Per la prima volta nella sua vita, desider essere una ragazza normale. Non doversi preoccupare della magia, n del potere, n dei suoi doveri verso il clan. Poter stare con il ragazzo che amava, poterlo accarezzare e gioire delle sue carezze...
Ma tutto questo era al di fuori delle sue possibilit.
Aveva perso Alex, l'aveva perso per sempre. Ora era diventato colui che pi un Medu poteva temere. Se si fossero incontrati di nuovo, lui l'avrebbe distrutta.
In quel momento sent che lo amava e lo desiderava pi che mai. Magari la sua magia fosse stata pi forte, magari fosse stata abbastanza forte da oltrepassare tutte le barriere che si frapponevano tra loro.
Eppure, non tutte le barriere che si levavano tra loro erano magiche. Forse la pi insormontabile di tutte l'aveva alzata lei, con le proprie menzogne. E poi c'erano i sentimenti di Erik, che aveva rischiato la vita per salvarla. Se Erik fosse sopravvissuto, avrebbe dovuto ricompensare in qualche modo il suo sacrificio.
Cos, a poco a poco, pensando ai muri che si alzavano tra lei e Alex e a quanto desiderasse stare con lui, nonostante tutto, fin per addormentarsi.
Si svegli con la fronte imperlata di sudore gelato e con un freddo mortale lungo la schiena. Aveva sognato che stava nuotando in un fiume e che si sentiva trascinata da un vertiginoso vortice d'acqua, un vortice che, nel suo incubo, all'improvviso si era trasformato in un cavallo di schiuma che la inseguiva mentre lei nuotava fino a rimanere senza forze. Il cavallo stava per raggiungerla quando torn in s. Tuttavia, anche con gli occhi aperti le sembrava di sentire ancora il gorgoglio brutale dell'acqua che cavalcava alle sue spalle.
Istintivamente, apr il sacco a pelo e si alz in piedi.
Incroci le braccia sul reggiseno per proteggersi dal freddo mentre si dirigeva verso lo zaino in cui teneva i vestiti. Aveva la pelle d'oca... Rapida, rimest dentro la borsa che David le aveva portato da casa fino a trovare un paio di jeans e una maglietta. Si vest in fretta e furia, ma nonostante ci continuava ad avere freddo. I
suoi occhi vagarono in direzione del camino, dove l'allegro fuoco che aveva visto ravvivare da David si era trasformato in un mucchietto di fioche braci rossastre.
Fu allora che si rese conto che c'era qualcun altro nella stanza. Lo not nell'oscurit delle lampade, nell'umidit
gelata dell'aria, e forse anche nel leggero odore stantio della cera che impregnava ogni cosa.
Rest immobile. Dal punto in cui si trovava riusciva a sentire il respiro tranquillo di David, addormentato di fianco alla testata del letto di Erik. Distingueva perfettamente il fiato del fratello dai deboli rantoli del moribondo.
Ma c'era dell'altro... Un affanno animale che sembrava risuonare contemporaneamente in tutti gli angoli, come se una legione di piccole bestiole spaventate spiasse dalle tenebre.
Jana si costrinse a camminare verso la finestra, da cui filtrava la luce delle stelle con il loro tenue chiarore. Da l, scrut l'oscurit degli angoli, ma non riusc a distinguere nulla.
So che sei l disse, con una serenit che la sorprese.
Vieni fuori, voglio parlare con te.
All'istante, le ombre degli angoli si addensarono fino a formare un'unica massa compatta. Due occhi cristallini come smeraldi brillarono al centro di quell'ammasso irriconoscibile che si acquattava a pochi metri dal letto di Erik, tra questo e la porta.
Sono venuto a cercarlo dissero molte voci, che risuonarono come un coro stonato nella volta della stanza.
Jana si guard attorno, ma non scorse nessun'altra creatura a parte quella che la osservava dal rifugio della propria ombra.
In quanti siete?
Una risata acquosa rimbalz sulle pareti, spezzandosi in mille echi vuoti.
In quanti siamo? Molti, moltissimi... Abbiamo perso il conto dissero le voci attorno a lei. Arawn ci condann a vivere nello stesso corpo e a condividere un unico destino. Ci chiamano i Dimenticati. Abbiamo solo un paio d'occhi per tutti, ma un tempo avremmo potuto popolare un intero paese.
I Dimenticati ripet Jana, ipnotizzata dalla
molteplicit dei timbri che si fondevano in quella strana voce.
Mia madre parlava di voi ogni tanto. Voi eravate...
eravate...
Eravamo ci che voi siete ora cantilen la voce, frammentando il finale in varie note discordanti. Eravamo i clan pi antichi, i signori della parola. Il nostro potere decideva il destino degli uomini. Nulla accadeva nel loro mondo senza il nostro intervento.
La voce fin la spiegazione con una lugubre sfilza di parole in varie lingue che si sovrapponevano in una confusa armonia. Gli occhi color smeraldo sembravano fissi, risplendendo come due pietre inespressive.
Allora, non fu Ardrach a forgiare la spada di Drakul?
Foste voi? domand la ragazza, imponendosi con la propria voce umana sul canto molteplice e soprannaturale del mostro.
S, fui io confermarono le voci. Io forgiai Aranox per lui, io lo aiutai con il mio potere a evitare il mio destino.
In cambio, lui si impegn ad alimentare i miei desideri con le anime di tutti i suoi discendenti.  l'unica cosa che ci sostenta in questi giorni di oscurit, piccola creatura viva... Il desiderio, i desideri degli altri. I desideri non muoiono con il corpo, ma rimangono vivi per l'eternit. Noi li divoriamo mentre il resto dell'anima si consuma.  l'unica cosa che allevia la nostra sofferenza.
Bruscamente, gli occhi del Dimenticato cambiarono posizione. Ora ardevano nella parte pi alta della stanza, mentre osservavano tutto dall'alto.
Per un attimo, Jana credette di scorgere la sagoma di un enorme rapace attorno a essi, una specie di strana aquila mostruosa.
Ma non puoi portare via Erik ribatt Jana, guardando verso quelle due luci verdastre. Lui non  ancora morto, non vi serve. Lui vivr. Verrai a cercarlo quando sar la sua ora.
Le risate del Dimenticato rimbalzarono, innumerevoli
e terrificanti, su tutte le pareti allo stesso tempo, come una valanga di vetri rotti.
Tu non sai nulla disse la voce, collerica. Noi sentiamo l'odore della morte, la conosciamo bene. Viviamo dentro di lei, come larve isolate dal mondo. E la morte  qui, in questa stanza. Non capisco come tu non te ne renda conto.
Jana guard per un istante verso la figura del fratello, addormentato sulla poltrona. Inspiegabilmente, sentiva una calma interiore che non provava da molto tempo. Dopo la tensione accumulata negli ultimi giorni, era un sollievo avere qualcosa di concreto da affrontare, sebbene si trattasse di un essere minaccioso quanto il Dimenticato.
Non permetter che tu prenda Erik disse serenamente.
Ho bisogno che lui viva. Lui sa qualcosa di grande importanza per il mio clan. In realt, per tutti i clan... Lascia che Erik viva per raccontarmelo, e avrai molte generazioni future di Drakul per sfamarti dei loro desideri. Se lo uccidi, lui potrebbe essere la tua ultima vittima. I guardiani si stanno preparando, vogliono sterminarci. Solo Erik pu salvare i Medu... Decidi tu.
Un misto di proteste, grugniti e bisbigli accolse la spiegazione di Jana. Gli occhi del mostro si infransero in mille puntini di luce verdastra, minuscoli come lucciole, ma subito si ricomposero di nuovo.
Sei una stupida disse il Dimenticato con una sola voce. Ti guardo e vedo ci che ti attende se il figlio di Ober sopravvive. Tu non lo sai, noi s... Vuoi contemplare il futuro? Guardami bene. Guardaci... Questo  ci che ti accadr se Erik non muore.
Jana fiss lo sguardo nelle pupille dell'orribile creatura.
Lentamente, quei due cristalli di luce si allargarono fino a fondersi in un'enorme bolla dall'aspetto gelatinoso.
All'interno della bolla fluttuava un'immagine trasparente che la ragazza impieg un po' a comprendere.
Quando infine riusc a identificare le due persone che apparivano nella visione, si sent mancare le gambe.
Una di esse, seduta su un trono, era l'immagine di Alex, sebbene il suo aspetto fosse quasi irriconoscibile.
Aveva il petto e le braccia nudi, e ogni centimetro della sua pelle era coperto di tatuaggi, compresa la faccia.
L'altra figura era quella di Jana, avanzava piano verso il trono, senza fermarsi nemmeno per un istante. Alla fine, abbracci il corpo immobile di Alex, che emetteva un fievole bagliore azzurro. Non appena la pelle di Jana e quella di Alex si sfiorarono, la ragazza svan in una folgorante fiammata. Pochi secondi dopo, di lei non restava altro che una manciata di cenere grigia.
La bolla verde torn a dividersi in due cristalli separati che per un attimo planarono nell'oscurit, come gli occhi di un uccello rapace. Infine, si fermarono molto vicini alla volta. Era impossibile sapere dove fosse rivolto quello sguardo.
Se Erik non muore, morirai tu concluse il Dimenticato.
Hai visto.
Le sue parole risuonarono con un'eco interminabile tra le pareti della stanza. Jana era caduta in ginocchio per terra, sfinita. Si sentiva tremendamente triste, ma non spaventata.
Perch pensi che io ti creda? domand, sorridendo.
Il Dimenticato rise di nuovo con una dozzina di risate sovrapposte.
Sai che ti ho detto la verit. Non  necessario che io ti convinca, perch alla fine lo porter via comunque.
Ma la tua debole magia mi infastidisce, mi sta facendo perdere troppo tempo. Faresti bene a toglierti di mezzo, come hai visto.
Con uno sforzo, Jana si alz in piedi e inizi ad avanzare risoluta verso lo sguardo del mostro. Le sembr che, a ogni suo passo, le ombre del Dimenticato indietreggiassero e si rimpicciolissero.
Non abbandoner Erik afferm, fermandosi. Lui mi ha salvato la vita. La freccia che gli ha trapassato la spalla avrebbe colpito me se non si fosse messo in mezzo.
Inoltre, quanto mi hai mostrato non mi spaventa...
Al contrario. In un certo senso lo desidero, anche se non mi aspetto che tu lo capisca.
Gli occhi del mostro scoppiarono di nuovo in mille scintille di luce, ma stavolta non si ricomposero. In quello stesso istante, migliaia di forme semitrasparenti uscirono dalle tenebre e volarono in ogni direzione. Erano figure contorte e ripugnanti, volti pieni di cicatrici, rettili dalle ali di pipistrello, ragni, serpenti, ogni genere di creatura orribile.
Quella confusione dur appena qualche secondo.
Subito le forme si dissolsero nell'aria, e tutto ci che ancora rimaneva visibile erano i minuscoli pezzi di smeraldo che fluttuavano per la stanza.
Erik ha rischiato la sua vita per la tua? domand una debole vocina flautata.
Jana annu.
Ha cercato di sacrificarsi per me, e adesso io sono disposta a sacrificarmi per lui.
Il silenzio si prolung per un bel po', denso come il mercurio liquido.
Allora non ci serve concluse infine la stessa voce infantile. Ha sacrificato i propri desideri, non pu pi nutrirci.
Un vento carico di umidit e salsedine vortic'al centro della camera, assorbendo le figure trasparenti acquattate negli angoli. In un attimo, il mostro si era trasformato in un turbine di schiuma che si lanci senza freni verso la finestra, attraversandola senza romperne i vetri. Come il cavallo del mio sogno, pens Jana con un brivido. Scrut l'oscurit degli angoli con occhi timorosi, ma l non era rimasto pi niente. Ogni traccia del Dimenticato era scomparsa.
Esausta, la ragazza si stese sul pavimento nel punto in cui si trovava. Le scoppiava la testa, le era impossibile riordinare i pensieri. Rannicchiata in posizione fetale, si protesse il viso con le mani, come se temesse di ricevere un colpo. Appena chiuse gli occhi, vide schegge di luce colorata danzare nel buio.
A poco a poco, senza rendersene conto, si addorment.
La svegli un raggio di sole che le illuminava il volto.
Sollevandosi, sent che le facevano male tutte le articolazioni.
Impieg qualche secondo per ricordare cosa fosse accaduto; non appena la sua mente si schiar, si alz in piedi e guard verso il letto di Erik.
Il ragazzo la osservava sorridente, con la nuca appoggiata su una pila di cuscini. Dall'altro lato della stanza, David la salut allegramente: Che cosa facevi l stesa?
Mi dispiaceva svegliarti, sembravi cos stanca... Hai visto? Il nostro paziente  rinato!
Senza guardare il fratello, Jana cammin fino al letto di Erik e si sedette ai suoi piedi.
Tuo padre ha dato la vita per te gli disse, deglutendo.
Il sorriso spar dalle labbra di Erik, ma i suoi occhi non si turbarono.
Lo so. Me l'ha appena spiegato rispose, indicando David. Immagino di dovervi ringraziare...
In realt ha fatto tutto David. Io sono solo rimasta con lui, per tenergli compagnia.
Un lampo attravers gli occhi meravigliosamente chiari di Erik. Jana non l'aveva mai visto cos affascinante.
Questo non  vero ribatt il giovane. Anche tu hai fatto molto. Io ero qui stanotte, quando hai affrontato il Dimenticato. Non potevo parlare n muovermi, ma ho visto tutto. Mi hai salvato la vita, Jana.
No, non io rispose Jana con un triste sorriso. Sei stato tu, ti sei salvato da solo... Quei demoni non volevano un'anima sacrificata, e tu ti eri sacrificato per me.
...
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...
Capitolo 4.
...
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...
A partire da quella mattina, Erik continu a migliorare, e in pochi giorni riusc ad alzarsi dal letto e perfino a fare delle brevi passeggiate per i corridoi della Fortezza.
Jana lo accompagnava spesso nelle sue uscite dalla camera, sebbene detestasse l'atmosfera silenziosa e opprimente che regnava nel quartier generale dei Drakul. La guarigione dell'erede aveva abbastanza risollevato gli animi all'interno del clan, ma l'attacco dei guardiani e la morte di Ober erano ancora ricordi troppo vivi per tutti. I sacerdoti che incrociavano nei corridoi guardavano con sospetto la giovane agmar che accompagnava il loro signore. La maggior parte di essi schivava il suo sguardo ed evitava di restituirle il saluto, anche se questo per loro significava un rimprovero sicuro da parte di Erik.
Anche David era ancora nella Fortezza, sebbene uscisse a malapena dagli alloggi che Erik aveva ordinato di far preparare per lui. Le notizie che giungevano da fuori erano ogni giorno pi confuse e contraddittorie.
Da una parte, sembrava che la situazione stesse tornando alla normalit in seguito alle scaramucce che si erano create subito dopo l'attacco, ma dall'altra girava voce che Pertinax fosse morto, e che Lenya, signora degli Albi, fosse scomparsa. Chi traeva profitto da quegli scontri sembrava essere Glauco che, aiutato dai suoi Ghul, ogni giorno guadagnava pi terreno. Tuttavia, non era questo a preoccupare di pi i Drakul. La principale preoccupazione era per i guardiani e per ci che potevano tramare in seguito al successo della loro precedente incursione. A questo punto, nessuno dubitava pi che Alex fosse l'Ultimo e che si fosse unito ai suoi per preparare la grande battaglia finale contro i Medu.
Restava da sapere quando e dove avrebbe avuto luogo;
ma in ogni caso, i Drakul sapevano bene di dover essere pronti.
Quando i capi guerrieri si presentavano da Erik per chiedere istruzioni a riguardo, lui rispondeva costantemente che agissero come meglio credevano. Non faceva nulla per impedire i preparativi della guerra, per non collaborava nemmeno. Jana osservava quel suo atteggiamento con curiosit, ma aveva deciso di non fare domande prima che il ragazzo si fosse del tutto ripreso.
Tuttavia, Erik percepiva che i due fratelli erano impazienti di parlare con lui. David gli aveva fatto intendere che Ober aveva promesso loro delle informazioni in cambio del rituale della spada, e se anche non fosse stato cos, lui era consapevole che prima o poi avrebbe dovuto condividere ci che sapeva con gli Agmar, e pi concretamente con Jana.
Per questa ragione decise di anticipare gli eventi, e un pomeriggio convoc Jana nel giardino privato di Ober, che si trovava in uno dei cortili interni della Fortezza.
Quando entr nel giardino, Jana non pot fare a meno di ammirare i delicati alberi da frutto in fiore, cos come la bellezza dei rosai rampicanti e la freschezza delle tre fontane allineate al centro.
Non sapevo che esistesse un luogo del genere nella Fortezza disse guardando Erik, che l'aspettava seduto
su una panchina di pietra, vicino a un piccolo stagno.
Mi piace molto.
Avrei dovuto mostrartelo prima si scus Erik. Sei chiusa qui dentro da molto tempo, e qui almeno si pu respirare.
Non ho ancora capito se sono tua prigioniera o tua ospite comment Jana sorridendo, anche se i suoi occhi riflettevano una certa ansia.
Indossava un vestito chiaro, attillato sui fianchi e con uno sbuffo all'altezza delle ginocchia. Un Ghul gliel'aveva consegnato il pomeriggio precedente da parte di Erik, insieme a qualche altro indumento.
Erik le prese la mano e l'accarezz con dolcezza.
Tu non sarai mai mia prigioniera, tantomeno dopo quel che  successo.
Ma io e David abbiamo provocato la morte di Ober, anche se per ordine suo...
Erik annu.
Non dovete preoccuparvi per questo. I nostri sacerdoti hanno ricevuto istruzioni molto chiare da mio padre, e sebbene non si fidino, non si azzarderanno a tramare nulla contro di voi.
Jana scosse la chioma all'indietro e chiuse gli occhi per un istante.
In realt sono sorpresa che Ober abbia mantenuto la promessa. Voglio dire che, dopo tutto quello che ho fatto, avrebbe dovuto davvero desiderare di eliminare tutti gli Agmar dalla faccia della terra.
Erik la osserv sovrappensiero.
No mormor. Lui sapeva che abbiamo bisogno di voi. Per questo si  assicurato che i suoi ti rispettassero, e non per fedelt alla propria promessa. Per mio padre, prima di tutto c'era il suo clan.
Ma ha dato la vita per te...
S,  vero disse Erik, aggrottando la fronte. Non avrei mai immaginato che fosse capace di una cosa del
genere... Suppongo che abbia pensato che fosse la cosa migliore per i Drakul.
A Jana sembr di cogliere una punta di risentimento nella voce del ragazzo, misto a una certa dose di tristezza.
Ogni volta che si parlava del sacrificio di Ober, il volto di Erik si incupiva. Ricordando ci che aveva sentito dopo la perdita dei suoi genitori, Jana riusciva a farsi un'idea abbastanza precisa di cosa stesse provando il giovane drakul in quel momento: amarezza, ma anche perplessit, e rancore. Era sicura che nell'intimo non avesse ancora assimilato l'accaduto, e che ci avrebbe messo molto tempo per riuscirci.
A ogni modo, sono felice che Ober abbia preso questa decisione disse, guardando Erik negli occhi. Grazie a essa sei vivo. Se fossi morto... non me lo sarei mai perdonato.
Erik le sorrise in silenzio, e lei gli restitu il sorriso. Il rumore dell'acqua sui blocchi di marmo delle fontane aggiungeva una piacevole nota di freschezza all'ambiente.
All'improvviso, senza capire perch, Jana si sent quasi felice.
Magari potessimo stare cos per sempre, senza doverci scontrare con ci che succede fuori sentenzi, stirando le braccia sopra la testa.
S concord Erik. E senza dover guardare indietro...
I loro occhi si incontrarono di nuovo. Entrambi sapevano che era una cosa impossibile.
Credi che lo rivedremo? domand Jana, Con un lieve tremore nella voce.
Non c'era bisogno di specificare a chi si stava riferendo.
Erik l'aveva capito subito.
Non lo so mormor. Ormai Alex non  pi come noi lo conosciamo. Ora  diventato uno di loro... dobbiamo considerarlo un nostro nemico.
Ma lui non ci odia, ne sono sicura. O almeno non odia me e te.
Pu darsi che ora veda tutto sotto una luce diversa
ragion Erik. Pu darsi che i suoi sentimenti siano cambiati...
I guardiani non sono come noi, Jana. Loro si vantano della loro umanit, ma non provano ci che provano gli esseri umani. E se Alex  diventato un guardiano...
be', non credo che sia ancora interessato a noi.
Jana abbass lo sguardo e rimase immobile sul suo sedile di pietra a guardare fisso i fili d'erba. Non voleva che Erik notasse fino a che punto l'avevano ferita le sue parole.
Perch mi hai portata qui? domand infine, controllandosi.
Hai detto che volevi raccontarmi qualcosa...
Erik pieg la testa all'indietro e lasci che il sole gli illuminasse a lungo il viso, ancora smunto, prima di rispondere.
Mio padre vi ha promesso delle informazioni in cambio dell'impegno a salvarmi disse, senza guardare Jana.
Me l'ha raccontato David. Bene, credo che sia arrivato il momento di saldare il mio debito.
Non stai ancora bene del tutto cominci Jana. Non c' bisogno di parlare ora, non c' fretta...
Ti sbagli la interruppe Erik. C' fretta, molta pi di quanto tu possa immaginare. La storia che ti sto per raccontare  qualcosa di pi di una storia. In realt  una specie di guida di comportamento
per i momenti difficili. Esiste un modo per vincere i guardiani, Jana, per sconfiggerli per sempre... Ma per riuscirci dobbiamo stare uniti.
Jana annu meccanicamente, pendendo dalle labbra di Erik.
In passato, gi una volta siamo stati sul punto di raggiungere l'obiettivo continu il ragazzo. Sarebbe stata la fine dei nostri nemici, e l'inizio di una nuova era per i Medu. Ma all'ultimo momento fu tutto perduto... E la colpa fu del mio antenato Drakul.
Drakul? ripet Jana, perplessa. Non ti capisco. Fu lui a salvare i Medu dalla distruzione dell'Ultimo...
 cos, ma non riusc a completare l'opera.
Il giovane strapp una foglia da un rosaio vicino e la accarezz dolcemente con le dita.
Ricordi la visione che hai evocato durante il duello con le figlie di Pertinax? domand. Ne conosci il significato?
Jana fece un gesto ambiguo con la testa.
So che uno dei personaggi che apparivano era Drakul,
e che aveva con s la tua spada. E la donna, a quanto ho potuto dedurre, era Agmar. L'altro personaggio, quello del libro, non sono riuscita a identificarlo...
Si trattava di Zefiro spieg Erik, giocherellando ancora con la foglia che aveva strappato. Zefiro, l'ultimo dei Kuril. Ci che tutti abbiamo visto grazie a te era il momento in cui i tre Medu pi potenti si unirono per sconfiggere l'Ultimo Guardiano. Zefiro aveva scoperto il suo segreto, e aveva svelato agli altri due il modo per vincere quella guerra.
Ho gi sentito quella leggenda conferm Jana. Ma nessuno sa quale fosse il segreto. Quando i Drakul esiliarono Zefiro, questa informazione si perse per sempre.
 qui che ti sbagli. Il segreto non si  perduto. Io lo conosco, perch mio padre me l'ha raccontato. E lo conosceva anche tua madre.
Jana aspett in silenzio che Erik continuasse. Il nervosismo le aveva fatto venire un nodo alla bocca dello stomaco.
Fu Zefiro a scoprirlo, quasi per caso. Lui era un Kuril, come sai, e nonostante la sua giovane et aveva fatto grandi progressi nella comprensione dei libri antichi.
Sai gi che cosa si dice di quei libri: che avevano vita propria, che tramandavano gli eventi che i loro padroni avevano dimenticato. Ma in uno di essi Zefiro trov qualcosa di diverso. Trov l'antichissima storia di Arawn, il primo dei guardiani, e con essa la strada verso il centro del suo potere, conosciuto come la Caverna.
La Caverna ripet Jana con aria assente. Non ne ho mai sentito parlare...
La Caverna  il luogo dove i guardiani rinchiudono i simboli ogni volta che sconfiggono i Medu. L celebrano un sacrificio: l'Ultimo si siede su un trono e lascia che tutti i simboli rubati aderiscano alla sua pelle, fino a distruggerlo completamente. In questo modo spogliano i nostri clan di ogni significato. A partire da l, i Medu sono obbligati a ricominciare da zero, e impiegano secoli per ricostruire l'impalcatura di simboli che sorregge il loro potere.
E dici che il libro spiegava come arrivare alla Caverna?
Quindi, un tempo, i nostri antenati sapevano dov'era...
O almeno sapevano come arrivarci. La Caverna non  semplicemente un luogo,  qualcosa di pi.  una specie di rifugio spirituale, e io sospetto che per ognuno abbia un aspetto diverso. A ogni modo, Zefiro trov il libro dove veniva spiegato come penetrare in quel rifugio, e quando fugg dai suoi, lo port con s. Fu l'unico libro kuril a salvarsi. Come sai, Drakul ordin di bruciare tutti gli altri, affinch nessuno potesse pi praticare l'arte di cavalcare nel vento.
Dunque, Zefiro salv il libro, e quando i clan si trovarono in pericolo si present da Drakul per offrire il suo aiuto e condurlo fino alla Caverna.
Erik sorrise in modo enigmatico.
Be',  un po' pi complicato di cos spieg. Per leggere i libri kuril servivano delle pietre speciali, pietre che di norma si trovavano sotto la custodia delle donne del clan. Senza le pietre, i libri erano incomprensibili. Fortunatamente, quando Agmar fugg con Zefiro, port con s la pietra che aveva in custodia. Poi, durante la guerra contro i guardiani, tornarono entrambi e lessero a Drakul
il contenuto del libro. E Drakul comprese subito la sua importanza.
Jana abbozz una smorfia di impazienza.
La strada per la Caverna, s. Ma perch questa informazione era cos importante per vincere l'Ultimo?
Erik gett a terra la foglia della rosa e guard la ragazza dritto negli occhi.
Il libro non si limitava a indicare la strada per la Caverna
rispose. Spiegava anche come battere i guardiani.
Tra tutti i simboli che questi avevano rubato ai Medu nel corso dei secoli, ce n'era uno molto antico, conosciuto come l'Essenza del potere. Si trattava di una specie di corona di fuoco bianco che non smetteva mai di bruciare.
Secondo il libro, se qualcuno fosse riuscito a estrarre quella corona dalla Caverna, il potere dei guardiani sarebbe scomparso per sempre. Avrebbero perso la capacit di sottrarci i simboli e di rinchiuderli in quel luogo magico, non avrebbero potuto farci pi alcun male. Capisci ora? Rubare l'Essenza avrebbe comportato la fine definitiva della guerra.
Jana annu con la testa. In quel momento il giardino, con le sue fontane e il rumore del vento tra le foglie degli alberi da frutto, aveva smesso di esistere per lei.
L'unica cosa che vedeva erano le labbra di Erik che raccontavano quell'antica storia: una storia che avrebbe potuto cambiare il presente e il futuro, se davvero l'aveva capita bene.
Ma se Zefiro e Drakul conoscevano il segreto, perch non ne approfittarono? si azzard a domandare.
Perch non rubarono la corona di fuoco bianco?
Ci provarono ribatt Erik, sovrappensiero. Dopo aver sconfitto l'Ultimo con la sua spada magica, Drakul era furioso perch non trovava il modo per ucciderlo.
Zefiro gli rivel allora che l'unico modo per annientare Arione consisteva nel rubare l'Essenza del potere che Arawn aveva rinchiuso nella Caverna. I due uomini, insieme ad Agmar, usarono il libro dei Kuril per arrivare proprio fino alle porte della Caverna...  questo il momento che abbiamo rivissuto attraverso la tua visione.
E che cosa accadde dopo?
Pare che Drakul entr da solo nella Caverna e rub l'Essenza del potere. Ma al momento di uscire, il mio antenato commise un fatale errore. Dopo aver mostrato ai compagni la corona di fuoco bianco che aveva rubato, inizi a giocherellarci. Zefiro l'avvert che era pericoloso, ma Drakul, per dimostrare che non aveva alcuna paura, la indoss. All'istante, il suo corpo fu ridotto a un pugno di cenere nera, e Agmar e Zefiro non poterono far altro che stare a guardare. Un attimo dopo, si trovarono al punto di partenza del loro viaggio, un luogo chiamato la Torre dei Venti. La corona, naturalmente, era scomparsa. Cercarono invano di fare ritorno alla Caverna per recuperarla, ma fu tutto inutile.
Il libro non volle lasciarsi leggere di nuovo, e non ritrovarono la strada.
Jana scosse la testa da una parte all'altra, impressionata.
Non posso crederci mormor. Non posso credere che non ci riuscirono, dopo esserci andati cos vicino.
Erik accarezz con una mano la ruvida pietra del sedile.
Il resto della storia dovresti gi conoscerlo. Il figlio di Drakul incolp Zefiro dell'accaduto e lo mand in esilio per sempre. Agmar non volle accompagnarlo, e rimase con i suoi antichi nemici.
E il libro?
Zefiro lo port con s, e Agmar tenne la pietra. Da allora, le tue antenate l'hanno usata per aiutarsi nelle visioni;
ma credo che il suo vero utilizzo sia caduto nell'oblio.
E dici che mia madre conosceva questa storia?
Erik alz lo sguardo verso Jana.
S. Gliela raccont Hugo. E fu lui a dirlo anche a mio padre.
Jana sent che il sangue le pulsava abbondantemente nelle guance. La testa iniziava a girarle.
Hugo? domand perplessa. Il padre di Alex? Non capisco...
Erik le prese una mano e la strinse con forza.
Hugo era un discendente di Zefiro, Jana. Era l'ultimo dei Kuril. Aveva lui il libro, per questo conosceva la storia.
La vista di Jana si annebbi, impedendole di distinguere il volto di Erik. La ragazza impieg qualche secondo per capire che stava piangendo. In fretta, si port il dorso della mano alle palpebre, per asciugarsi le lacrime.
Allora, anche Alex  un discendente di Zefiro...
 cos conferm Erik. Sarebbe potuto diventare un Kuril.
Jana liber la mano da quella dell'erede dei Drakul.
Lo fiss per qualche istante, sforzandosi di controllare i propri sentimenti.
Perch parli al passato? mormor. Per quanto ne sappiamo, non  ancora morto...
Per noi  come se lo fosse. Se n' andato via con loro, con gli altri guardiani. Ha ucciso Arione, Jana. E lui l'Ultimo...
Smettila di girarci intorno.
Jana si alz in piedi e inizi a camminare nervosamente per il sentiero di ghiaia bianca, su e gi, senza allontanarsi troppo dalla panchina su cui era ancora seduto Erik.
Ma non pu essere l'Ultimo ragion. E uno dei nostri... Non pu essere nostro nemico, non lo capisci?
Erik la guard con tristezza.
Stai cercando di convincerti che ci sia ancora speranza perch non puoi sopportare l'idea di averlo perso per sempre disse. Non ti biasimo, anche per me  lo stesso.
Era mio amico, il mio migliore amico... Ma i fatti sono fatti. Ha distrutto Arione. Se n' andato coi guardiani, e da allora non ha pi dato segni di vita.
Jana si ferm di fronte a Erik e lo guard dall'alto con
aria orgogliosa. La brezza muoveva lo sbuffo del suo vestito bianco attorno alle gambe.
Credi che suo padre sapesse che era l'Ultimo? domand in tono secco.
Non lo so. Se lo sapeva, si  guardato bene dal raccontarlo.
Immagino che volesse proteggerlo... Per lui vedeva il futuro, doveva saperlo.
Jana diede un calcio alla ghiaia, sporcandosi la scarpa di polvere bianca.
Magari mia madre avesse vissuto abbastanza per raccontarmi tutto sussurr con rabbia. Lei avrebbe saputo cosa fare...
Se anche avesse vissuto, non te l'avrebbe raccontato, Jana comment Erik lentamente. Pertinax aveva ragione, Alma non voleva che tu fossi la sua erede. Sperava molto di pi nelle sue figlie... Mi dispiace, ma  cos.
Jana affront il ragazzo faccia a faccia, con aria fiera.
E tu che ne sai? gli grid. Non sono nemmeno obbligata a credere alla strana storia che mi hai raccontato.
I Drakul e gli Agmar sono stati nemici per secoli, e tuo padre ha ordinato la morte di mia madre. Questo lo sapevi?
Erik fece un cenno affermativo con la testa. Le sue guance erano impallidite.
Mi dispiace, Jana. L'unica cosa che posso dirti  che Ober non voleva farlo. Ma non ha avuto scelta... Alma l'aveva tradito, ed era diventata un pericolo per i Medu.
Un pesante silenzio cal sui due giovani. Perfino la brezza si era fermata. Da un ramo vicino, un passero intonava un canto lamentoso.
Non ti credo mormor infine Jana. Mia madre voleva solo il meglio per il suo clan, proprio come tuo padre per il suo.
 vero che voleva il meglio per il suo clan. Eppure non ha saputo capire che la cosa migliore per gli Agmar non era scontrarsi con i Drakul, ma allearsi con noi.
Quando Hugo si present per raccontare la sua storia,
lo fece con uno scopo ben preciso: desiderava un'alleanza con loro per ritrovare la strada per la Caverna e trionfare laddove i nostri antenati avevano fallito. Sapeva che da solo non ci sarebbe riuscito. Aveva il libro, ma aveva bisogno della pietra per leggerlo, e della spada Aranox per affrontare i guardiani, in caso che questi avessero cercato di impedirgli l'accesso all'interno della Caverna.
Perci raccont tutto a Ober e ad Alma. E loro promisero di aiutarlo.
Era la cosa migliore per tutti concord Jana, impaziente.
Non avrebbe avuto senso che mia madre si fosse tirata indietro...
Tutto sarebbe andato bene se Hugo non fosse stato assassinato. N Alma n Ober riuscirono mai a scoprire
il colpevole. Si accusarono a vicenda della sua morte, e cominciarono le dispute. Ober insist nel portare avanti il progetto di andare alla Caverna anche senza Hugo.
Ma Alma aveva altri piani. Non so come, riusc a rubare il libro dei Kuril, che fino ad allora era stato nelle mani di Hugo. E una volta che ebbe il libro e la pietra, l'ambizione ebbe il sopravvento. Si ripromise di imparare da sola l'arte dei Kuril e di leggere il libro per cambiare il futuro.
Finse di essere disposta a collaborare nella spedizione verso la Caverna, ma il suo piano non era lo stesso di Hugo, bens molto diverso: lei decise di manipolare gli eventi affinch io, l'erede dei Drakul, cadessi nella tentazione di ripetere l'errore del mio antenato.
Se mi fossi messo la corona sarei morto fulminato all'istante, e i Drakul avrebbero perso la supremazia tra i clan. Cos, il suo clan sarebbe salito al potere. Aveva pensato a tutto.
 assurdo protest Jana. Mia madre avrebbe preferito spodestare i Drakul piuttosto che vincere per sempre i guardiani? Non ha senso...
Suppongo abbia pensato che, una volta eliminata la
nostra dinastia, sarebbe potuta andare alla Caverna da sola per rubare ancora una volta l'Essenza del potere.
Credeva di poter avere tutto.
E tu come lo sai? Non sono altro che supposizioni...
Le scuse che tuo padre us per giustificare il suo assassinio.
Erik scosse il capo con solennit.
Non  vero, Jana. C'era qualcuno che spiava tua madre per noi, qualcuno di cui lei si fidava ciecamente e che era molto vicino alla vostra famiglia. Alma adorava le sue figlie, era entusiasta dei loro poteri. Vedeva in loro le sue eredi.
Stai parlando di Pertinax? chiese Jana, senza credere alle proprie orecchie.
Fu lui a scoprire che cosa stava facendo Alma, e si spavent moltissimo. Sapeva che era una follia e un'incoscienza, e raccont tutto a mio padre. Allora Ober decise che Alma doveva morire... Il resto lo sai.
No, Erik, non lo so. Una volta morti Hugo e Alma, che cos' successo al libro?
Ah,  proprio ci che mio padre non  mai riuscito a scoprire. L'ha cercato ovunque, ma quei libri hanno volont propria, e non  mai riuscito a trovarlo. Lui era convinto del fatto che il libro non sarebbe mai comparso finch fosse stato lui a tenere in mano le redini del clan. Perci mi ha raccontato tutto. Mi ha detto che avrei dovuto finire ci che lui aveva iniziato. Credeva che il libro non sarebbe fuggito da me. Ma affinch ci avvenisse dovevo evitare di cadere nei suoi stessi errori: per questo mi mise accanto ad Alex fin dalla nascita, perch sospettava che, senza la collaborazione di un Kuril, il libro non sarebbe mai venuto da noi. E per questo ha continuato a sorvegliare gli Agmar per tutta la vita, aspettando il momento giusto per ottenere la pietra;
Pertinax gli aveva assicurato che l'avevano le sue figlie, ma sospetto che nemmeno lui gli credesse del tutto.
La brezza torn nel giardino e agit i capelli scuri di Jana. La ragazza sembrava stordita da quanto aveva appena udito. Dal suo viso si vedeva che non metteva in dubbio la veridicit della storia di Erik, nonostante le sarebbe piaciuto farlo.
Quindi era questo che Ober voleva che io sapessi.
Perch? domand in tono piatto.
Perch possiamo ancora riuscirci, Jana. Tu hai la pietra, e io la spada. Se troviamo il libro, faremo ci che i nostri genitori non sono stati in grado di fare. Andremo in quella caverna, ruberemo la corona di fuoco bianco e sconfiggeremo per sempre i nostri nemici.
Dimentichi qualcosa: per leggere il libro abbiamo bisogno di un Kuril.
S conferm Erik. Sarebbe stato molto utile poter contare su Alex.
Ma lui non c' pi, quindi dovremo arrangiarci da soli. Pensa a ci che riusc a fare tua madre, Jana. Riusc a leggere il libro e a cavalcare nel vento. Sono sicuro che anche tu possa farlo. In fin dei conti, anche tu discendi dai Kuril, attraverso Agmar. Se troviamo il libro, non avremo nessun bisogno di Alex.
Jana inarc le sopracciglia, scettica.
Non credo che troveremo il libro, Erik. Non credo che il libro voglia farsi trovare da noi.
Perch no? Noi non abbiamo commesso alcun delitto;
n io n tu siamo colpevoli degli errori dei nostri genitori.
Il libro non ci sfuggir... Almeno dobbiamo provare, non credi?
Jana annu senza troppa convinzione.
Se almeno sapessimo da dove cominciare a cercare...
Lo sappiamo la interruppe Erik con un lampo di entusiasmo nello sguardo. C' una costruzione molto antica, un edificio ottagonale conosciuto come la Torre dei Venti. Da sempre, quella torre  stata legata ai Kuril e all'arte di cavalcare nel vento. Se il libro si  rifugiato da qualche parte, deve essere l.
Conosco quel posto! esclam Jana, elettrizzata.
Ho avuto una visione insieme ad Alex. Siamo stati l.
 un edificio ottagonale, e dalla finestra si vedono alcune delle costruzioni pi vecchie della scuola.
Erik la osservava corrucciato.
Una visione insieme ad Alex? L'hai provocata tu?
domand con apparente freddezza.
Jana lo guard con un sorriso di sfida.
Il tatuaggio era una seccatura, lo sai. Gli ho detto che potevamo stare insieme in altri modi... Senza alcun pericolo.
Come quella volta con me mormor il ragazzo in tono appena percettibile.
Jana annu. Aveva smesso di sorridere, ma nei suoi occhi brillava ancora la stessa espressione provocante.
All'inizio, eravamo... insomma, lo sai, presi l'uno dall'altra continu a spiegare. Ma poi, non so perch, Alex si  distratto. Io credo abbia visto qualcosa... Qualcosa che io non ho visto.
Forse eri troppo occupata per vedere qualcosa insinu Erik in tono ironico. Davvero, non capisco come Alex abbia potuto distrarsi... Se sei stata brava almeno la met di quanto lo sei stata con me, dev'essere di pietra.
Jana gli volt le spalle. Teneva la testa alta.
Ora basta tagli corto. Non hai alcun diritto di recriminare nulla. Io non ti appartengo, non ti sono mai appartenuta...
Si interruppe bruscamente, come se all'improvviso dubitasse delle proprie parole. Sent sui capelli una lunga carezza, infinitamente delicata.
Perdonami mormor Erik, mentre la sua mano scivolava dal collo fino alla nuca della giovane. Hai ragione, non ho alcun diritto di recriminare nulla... E poi, ormai fa parte del passato. Un passato che non torner pi.
A quelle parole, Jana scans la carezza del ragazzo e, voltandosi verso di lui, lo guard dritto negli occhi.
Pu darsi che non torner pi, ma questo non cambia nulla per me replic, tagliente.
Erik non cerc di accarezzarla di nuovo. Rimase in silenzio, sopportando lo sguardo di lei con aria rigida.
Allora, se sei stata nella torre, forse puoi tornarci
concluse dopo un po'.  gi qualcosa...
Ho tentato di tornarci in seguito, senza Alex, ma non ci sono riuscita confess la ragazza a malincuore. Ho cercato nell'area della scuola, basandomi sul paesaggio che avevo visto dalla finestra. C' stato un momento in cui mi  sembrato di intravedere qualcosa, ma quando la sensazione  svanita mi sono ritrovata in un cortile interno dove non c'era nulla.
Erik si alz in piedi e si sforz di recuperare il suo solito sorriso.
Almeno  un punto di partenza. Torneremo in quel cortile, Jana. Ci torneremo insieme... Stavolta la troveremo, ne sono sicuro. Non hai idea di quanto possiamo diventare forti io e te uniti, non hai idea di cosa possiamo arrivare a costruire.
...
.
...
Capitolo 5.
...
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...
Una coltre di nubi velava il chiarore della luna, riducendolo a un bagliore diffuso e spettrale. Protetti da un vecchio ippocastano, Jana e David se ne stavano acquattati nelle tenebre del cortile della scuola. Non l'avevano mai visto cos deserto e buio. Jana sent le dita di David stringersi attorno alla sua mano, e fu felice di averlo coinvolto nella spedizione. Qualunque cosa fosse accaduta, sapeva che David non l'avrebbe lasciata sola. Con lui al suo fianco, quella strana ricerca le sembrava meno pericolosa.
Erik torn dalla sua ispezione al cancello con delle buone notizie.
Sono riuscito ad aprirlo annunci a bassa voce.
Non aveva nemmeno una chiusura di sicurezza. Ci sarebbe riuscito perfino un umano normale. E non ci sono allarmi... Andiamo, la strada  libera.
In pochi minuti avevano attraversato il cortile. Erik armeggi per qualche istante con la serratura della porta principale della scuola fino a farla cedere, consentendo l'accesso all'interno dell'edificio principale degli Olmi.
L'oscurit dell'atrio era totale. Jana accese la sua torcia e guid gli altri. Sapeva pi o meno in quale direzione doveva procedere per arrivare alla porta del cortile
in cui la volta precedente aveva perso la traccia della torre. Quando la trov, si fece da parte per cedere il passo a Erik.
Il giovane esamin in silenzio il cemento del cortile alla luce della torcia che gli aveva dato Jana. Dopo una leggera esitazione, si decise a entrare. I compagni lo seguirono, e per qualche minuto rimasero tutti e tre zitti a osservare il cerchio luminoso proiettato dalla torcia, mentre Erik lo faceva scivolare sulle pareti e sul pavimento.
Qui non c' niente mormor David, scoraggiato.
Nessuna entrata segreta, nessun passaggio... Dovremo cercare da un'altra parte.
Ti sbagli afferm Erik, camminando verso il centro del cortile. La torre  qui, riesco a sentirla... Ma non si aprir per noi se non dimostriamo di meritare di entrare.
Jana e David lo guardarono come se avesse perso il senno.
Di cosa stai parlando? domand Jana, allarmata.
Lentamente, Erik sguain la spada che portava appesa alla cintura e la sostenne in orizzontale con entrambe le mani. La accarezz con lo sguardo per qualche istante con infinito rispetto. Era Aranox, la spada magica dei Drakul.
Ci aiuter lei sussurr. Spostatevi, la magia che sto per evocare  molto potente. Non ho mai provato nulla di simile.
Senza farselo ripetere, Jana e David indietreggiarono fino ad appoggiare le spalle a una delle pareti. Da l, Jana vide che Erik si toglieva la maglia e la gettava a terra.
Per un momento, alz la spada in verticale davanti al tatuaggio del drago che gli copriva il petto. Poi la spinse verso il basso con entrambe le mani, fino a toccare il pavimento con la punta.
Un tuono sordo e lontano riecheggi dalle viscere della terra, e il cemento, senza perdere la propria rugosit, acquis all'improvviso la perfetta lucentezza di uno specchio.
Il drago del tatuaggio si riflett sulla sua superficie, deformato e ingrandito, ma l'immagine non dur pi di un istante. Erik colp di nuovo il terreno con la spada, e risuonarono altri tuoni, sempre pi vicini e minacciosi. Il terzo di essi frantum il pavimento in mille pezzi; il quarto arriv accompagnato da un lampo rosso.
Poi, accadde tutto in fretta. I tuoni divennero ritmati come tamburi, e a ognuno di essi un raggio color porpora solcava il cielo nero e crepava le pareti, facendone cadere le pietre. Quando uno dei muri croll completamente, Jana vide dietro di esso la gigantesca coda di un rettile mostruoso che sferzava l'aria.
I tuoni continuavano a battere al ritmo segnato dalla spada di Erik. Sotto i loro piedi, Jana sent che la terra si sollevava, e guardando verso il basso vide con orrore che le suole delle sue scarpe poggiavano sulle scaglie ricurve di un mostro di dimensioni straordinarie. Al suo fianco, David si lasci scappare un grido soffocato. Sembrava che il mondo fosse divorato da quel drago d'argento che poco prima dormiva sulla pelle di Erik.
Tuttavia, tutto fin con la stessa velocit con cui era iniziato.
Qualcosa la tir verso l'alto, facendola volare a mezz'aria.
Quando i suoi piedi atterrarono di nuovo, toccarono un freddo pavimento di marmo. Jana si guard attorno e vide otto pareti identiche, con una finestra al centro di una di esse. La sola illuminazione proveniva dal cielo stellato e da una mezza dozzina di candele disposte agli angoli della stanza. Nella parete opposta a quella della finestra spiccava uno strano marchingegno che la ragazza non ricordava di aver visto nella sua visione.
E davanti a quello strumento, immobile nella penombra, c'era Alex.
Jana grid quando lo riconobbe, e si copr il viso con le mani. Le era bastato un attimo per capire fino a che
punto fosse cambiato. Era lui, certo, ma allo stesso tempo era qualcos'altro. La sua pelle emanava un tenue bagliore bluastro che sembrava sgorgare da dentro, e i suoi occhi erano diventati cupi e distanti.
Alla destra di Jana, Erik alz la spada, rivolgendo la punta verso colui che, un tempo, era stato il suo migliore amico.
Vi stavo aspettando esord Alex con una voce stranamente serena. Avete tardato molto... Erik, ero in pensiero per te.
Perch ci stavi aspettando? Per ucciderci? Be', non essere tanto sicuro di riuscirci lo sfid Erik. Il mio antenato Drakul ha sconfitto l'Ultimo gi una volta. Credi che io non possa fare altrettanto?
Alex rest in silenzio per qualche istante.
Non lo so disse infine. E possibile... Ma fai male a sottovalutarmi. Tutto  cambiato, Erik. Io non sono pi lo stesso, ora ho moltissimo potere.
Nonostante si sforzasse di controllarsi, Jana si lasci sfuggire un debole singhiozzo.
Alex la guard con gli occhi pieni di piet.
Mi dispiace, Jana mormor. Mi dispiace...
Perch? domand la ragazza, e la sua voce suon quasi come un gemito. Perch hai accettato di unirti a loro? Io li ho chiamati per salvarti, ma pensavo che tu...
che nonostante tutto...
La decisione  stata mia, Jana rispose Alex in tono pacato. Non mi hanno obbligato loro; ma dopo molte settimane al loro fianco ho capito finalmente che era la cosa migliore.
La cosa migliore? intervenne David, con sarcasmo.
Diventare il nostro carnefice  la cosa migliore? Per chi, se posso saperlo?
Tu non capisci replic Alex con impazienza. Non sono diventato l'Ultimo Guardiano per distruggervi, ma per salvarvi. Credo sia possibile...
Erik e David si scambiarono un'occhiata fugace.
Ti stai prendendo gioco di noi sentenzi Erik con voce decisa. I guardiani sono nostri nemici,  sempre stato cos e cos dev'essere. Se sei con loro, sei contro di noi... Non c' alternativa.
Alex scosse la testa con lentezza. Sembrava infinitamente triste, ma al contempo del tutto tranquillo, come se nulla potesse sorprenderlo.
Questa volta c', Erik. Questa volta  diversa dalle altre.
Io sono allo stesso tempo un Medu, un guardiano e un essere umano: per questo posso scegliere. Gli altri non potevano, perch non conoscevano le alternative.
Non riuscivano a perdonarvi perch non riuscivano a capirvi. Io s che posso. In fondo non sono molto diverso da voi. Perci credo che stavolta tutto sar diverso.
Jana trov il coraggio di alzare di nuovo gli occhi verso quel volto che aveva temuto di non rivedere mai pi.
E gli altri? domand. Anche loro lo credono?
Una di loro s rispose Alex, abbozzando qualcosa di simile a un sorriso. Si chiama Neve, ed  lei che mi ha portato fin qui, affinch io possa aiutarvi nella vostra missione. So che cosa state cercando: la strada per la Caverna.
Io ci sono stato, mi ci ha condotto Arione con l'inganno.
In realt lui viveva prigioniero in essa. E da l che prendeva tutte quelle tenebre.
Arione ti ci ha portato? chiese David, meravigliato.
Allora devi essere in grado di trovare...
No. Ci ho gi provato, ma  stato inutile. A quanto pare, la Caverna  pi un luogo spirituale che materiale.
Neve mi aveva avvertito, per raggiungere la Caverna, prima  necessario trovare il libro.
Sai dov'? domand Erik. In fin dei conti, nonostante la tua trasformazione, sei ancora il suo legittimo proprietario. Forse il libro vuole rivelarti come arrivare a lui...
Alex assunse un'aria dubbiosa.
Se  cos, non l'ha ancora fatto. Forse dobbiamo unirci tutti e quattro per trovarlo.
Mentre Alex parlava, David si guardava attorno, scrutando le ombre in movimento che la luce delle candele proiettava sui muri.
Potrebbe esserci qualche nascondiglio nelle pareti
sugger. Qualche buco nascosto, qualche porta segreta...
Se almeno sapessimo che aspetto ha il libro che stiamo cercando...
L'abbiamo visto sottoline Erik assorto. Nella visione di Jana, durante il suo combattimento con le figlie di Pertinax.
Quell'immagine non serve obiett Alex, senza distogliere lo sguardo dalla silenziosa Jana. Era solo una rappresentazione del libro, e probabilmente non rifletteva il suo vero aspetto. Me l'ha spiegato Neve prima di venire: i libri kuril sono realt spirituali, proprio come la Caverna. La loro forma pu cambiare nel corso dei secoli, e la cosa pi probabile  che non assomigli affatto a un libro comune.
Ma allora, nel caso in cui lo trovassimo, come faremo a riconoscerlo? si spazient David.
Lo riconosceremo per il suo contenuto afferm Alex, molto sicuro di s. La pietra ci aiuter a leggerlo.
L'hai portata, Jana?
La ragazza annu.
Sei molto silenziosa osserv Alex, addolcendo il tono.
Non ti ho ancora ringraziato per avermi salvato...
Jana lo guard con gli occhi spalancati.
Non ce l'hai pi riusc a sussurrare.
Alex avanz di un paio di passi verso di lei. La sua ombra allungata copr il viso della ragazza.
Il tatuaggio mormor Jana, prima che lui potesse dire qualcosa. Prima lo sentivo, lo sentivo appena ti avvicinavi a me. Ma ora non c' pi. Che strano, non avrei mai pensato di sentirne la mancanza.
Alex fece un altro passo e tese la mano verso di lei. Era come se all'improvviso avesse dimenticato tutto ci che era accaduto. Non aveva occhi che per Jana, la guardava come se per lui non esistesse nessun altro al mondo.
Anche Jana fece un passo avanti, ma Erik si frappose tra loro.
Sei impazzito? esclam furioso, affrontando Alex.
Non sai che cosa le accadrebbe se la toccassi? Sei un guardiano, Alex, maledizione! Che cosa vuoi fare? Vuoi distruggerla?
Alex indietreggi, inorridito per ci che era stato sul punto di fare. Per un momento, i suoi occhi fissarono Erik. Tuttavia, in pochi secondi recuperarono la serenit interiore.
Sar meglio che cominciamo a cercare disse, voltando le spalle agli altri. Io mi occuper di questa parete.
Non tralasceremo un solo palmo. David, tu puoi iniziare da l...
Jana cerc di seguirlo, ma il braccio di Erik l'afferr con decisione all'altezza della cintura.
Lascialo stare, Jana le disse il ragazzo, guidandola verso la parte opposta della stanza, dove si trovava la finestra.
 impossibile, devi accettarlo. Guardalo, guarda il chiarore bluastro della sua pelle... Non torner mai pi a essere quello di prima. L'hai perso, ma non  la fine del mondo. Tu sei sempre stata una combattente... Io ti aiuter a ricominciare.
Jana si lasci condurre fino alla finestra, con un'espressione vuota. Erik la port fino a una delle due sedie poste di fronte alla scacchiera. Per un po' rimase al suo fianco, inginocchiato a terra. Quando le lacrime iniziarono a scendere sulle guance della ragazza, gliele asciug con le mani.
Cos va meglio disse sorridendo. Vedi? Il mondo non  ancora finito. Ti passer, Jana, ne sono sicuro. Non ho mai conosciuto nessuno forte come te.
Jana non scans la sua mano quando inizi ad accarezzarle i capelli. Invece, alz su di lui i suoi occhi umidi, in cui si leggeva un misto di vergogna e gratitudine.
Mi dispiace sussurr.  che non riesco ad accettare che... Prima ci separava il tatuaggio, e ora che il tatuaggio  sparito... sono io a non poterlo toccare...
Un'ombra di dolore attravers il viso di Erik, ma dur appena un istante.
Cerchiamo il libro anche noi propose, alzandosi in piedi. Perch non tiri fuori la pietra? Potrebbe aiutarci a trovarlo.
Jana annu, e da una tasca dei pantaloni estrasse la preziosa pietra blu che un tempo era appartenuta ad Agmar.
Reggendola con attenzione tra l'indice e il pollice della mano destra, la spost via via da una parte all'altra, con gli occhi fissi sul riflesso blu proiettato sulle pareti.
Che cosa credi debba succedere quando la pietra lo trover? domand Erik, seguendo i suoi movimenti.
Apparir una visione? Una pagina scritta?
Non ne ho idea rispose Jana in tono apatico. Non so che cosa debba succedere.
Dall'altro lato della stanza, David e Alex esaminavano i muri con le mani, tastando ogni centimetro della pietra.
Laddove Alex appoggiava le dita, un bagliore argentato restava impresso sulle lastre e non le abbandonava pi.
In tal modo, la scia della sua ricerca restava incisa sulle pareti, formando uno strano e complicato disegno.
Per quasi mezz'ora, Jana ed Erik continuarono a osservare il riflesso dello zaffiro di Sarasvati sul pavimento e sui muri, senza per ottenere alcun risultato. Controllarono perfino i vetri piombati della finestra, che sembravano estremamente fragili e antichi. Nulla. Lo zaffiro proiettava la stessa luce profonda e blu su tutte le superfici, e non si percepiva in esso il bench minimo cambiamento.
Dal canto loro, a David e Alex non sembrava andare molto meglio.
Forse dovremmo usare i nostri poteri sugger infine Jana, lasciandosi cadere di nuovo su una delle sedie di fianco alla scacchiera. Altrimenti non andiamo da nessuna parte...
Erik si sedette sull'altra sedia e fece un gesto d'impotenza.
Se il dragone di Ober potesse aiutarci, l'avrebbe gi fatto disse. Pensa a cos' successo prima, nel cortile.
Ora invece sembra che si sia addormentato, non lo sento, non riesco a comunicare con lui.
Mentre Erik parlava, Jana si era messa a giocherellare distrattamente con lo zaffiro, finch, a un certo punto, il suo riflesso colp direttamente la scacchiera.
Guarda sussurr Jana.
Sotto la luce della pietra era apparsa una sottile linea di colore blu che attraversava tre caselle in verticale.
Senza attendere la risposta di Erik, Jana inizi a muovere in fretta lo zaffiro da una parte all'altra. Molti altri tratti si manifestarono sotto la sua luce, alcuni blu e altri color porpora. Alcuni erano verticali, altri diagonali, e ce n'erano perfino un paio a forma di L.
Sono le traiettorie dei pezzi mormor Erik, chinandosi sulla scacchiera. Non vedi? Quella L, per esempio, corrisponde al movimento del cavallo. E quella diagonale, a un alfiere... Sono le mosse dell'ultima partita!
S,  chiaro conferm Jana, allontanando lo zaffiro affinch il suo riflesso coprisse una porzione pi ampia della superficie. Guarda bene: i tratti rossi corrispondono agli spostamenti dei bianchi, e quelli blu a quelli dei neri.  chiarissimo.
Quindi lo zaffiro pu leggere la partita...
Erik e Jana si guardarono con gli occhi che brillavano.
L'abbiamo trovato! grid Jana. E la scacchiera...
La scacchiera  il libro!
Udendo le sue esclamazioni, David e Alex si avvicinarono
all'istante. Alex rest un po' in disparte, come se avesse paura di accostarsi troppo agli altri. David, invece, mise un braccio sulle spalle della sorella e rimase a fissare la sottile trama di linee che percorrevano le caselle bianche e nere sotto la luce bluastra dello zaffiro.
Ma se la scacchiera  il libro, dovremmo poterla leggere
mormor, non del tutto convinto. Come diamine facciamo a sapere che cosa significano queste linee?
La pietra provoca delle visioni rispose Jana, fissandola.
Se mi concentro su di essa, forse ci permetter di vedere il significato dei tratti.
Provaci la esort Erik.
La ragazza si alz in piedi e, sollevando la pietra con entrambe le mani, la posizion al di sopra della scacchiera, mentre pronunciava una lunga litania incomprensibile.
Dopo pochi secondi, la pietra si stacc dalle sue dita e inizi a fluttuare nell'aria. Sotto il suo riflesso, le linee componevano ora un disegno ben definito.
A poco a poco, la luce che entrava dalla finestra si affievol, fino ad assumere i toni grigiastri di un pomeriggio autunnale. All'improvviso, sedute di fronte alla scacchiera, comparvero due persone. Una era l'Alex di sempre, un ragazzo normale, assorto nella contemplazione degli scacchi. L'altro personaggio era un uomo biondo, dall'aspetto attraente, che parlava animatamente, senza prestare troppa attenzione alla partita.
Jana sent una fitta di dolore alla testa, e l'immagine svan. Oltre i vetri piombati della finestra, il cielo era di nuovo scuro e pieno di stelle. Erik si era alzato in piedi, e guardava la sedia che aveva occupato fino a un minuto prima come se si trattasse di un miraggio. I tratti erano ancora l, sotto la luce dello zaffiro, come disegnati con un tiralinee.
 il libro sentenzi alle sue spalle la voce di Alex, stranamente distorta dall'emozione. Quella visione corrispondeva alla partita che ho giocato qui con mio
padre, l'ultima volta che l'ho visto.  stato il pomeriggio in cui tu hai cercato di trovare la torre, Jana... Io ho seguito la tua traccia e l'ho trovata.
Ma allora... David aveva fatto il giro attorno alla scacchiera per guardarla dal lato opposto. Ma allora, come funziona il libro?
Una partita, una visione rispose Jana, scostando la pietra. Ogni partita  come un testo, racconta un fatto del passato.
Guard Erik e poi si volt per cercare lo sguardo di Alex. Il cuore ebbe un sussulto quando percep di nuovo l'aura che la sua pelle emanava, ricordandole che non era pi quello di prima.
In risposta al suo sguardo, Alex annu.
Una partita, una visione conferm. Dev'essere cos...
Ma allora siamo al punto di partenza! si spazient David. Non sappiamo quale sia la partita che porta alla visione della Caverna. O lo sappiamo? Alex, tu... secondo Erik, discendi dai Kuril, e tuo padre sapeva leggere il libro... Non ti ha dato un indizio? Non so, un manuale di scacchi, o qualcosa del genere...
Alex neg con la testa.
Lui mi disse che gli scacchi erano l'arte di guardare il futuro. Immagino che fosse un indizio, ma non mi disse niente di pi, niente di concreto.
D'un tratto, i suoi occhi si illuminarono.
Un momento. Forse invece mi ha lasciato una pista, dopotutto disse avvicinandosi alla scacchiera, mentre gli altri indietreggiavano istintivamente. Il suo simbolo: il simbolo di Zefiro, il simbolo dell'Esiliato... Tu l'hai visto, Jana, su quel foglio che era infilato in un libro della sua biblioteca. Il simbolo era nascosto da un intrico di tratti blu e rossi... Erano la rappresentazione di una partita.
Jana, a una prudente distanza, l'osserv con attenzione.
Il foglio che abbiamo bruciato? ripet. S, hai ragione, potrebbe essere... Cerano molti tratti verticali, orizzontali e diagonali. Magari non l'avessimo distrutto.
Se ce l'avessimo ancora, potremmo verificare...
Non ce ne sar bisogno. Alex riport tutti i pezzi sulle loro caselle di partenza, come se si accingesse a giocare una nuova partita. La mia capacit di concentrazione  molto migliorata, e anche la mia memoria. Credo di essere in grado di ricostruire quel disegno.
Con una sicurezza sorprendente, inizi a muovere a turno i pezzi bianchi e neri sulla scacchiera. Prima si mossero i pedoni centrali, poi entrarono in gioco i cavalli e gli alfieri. Iniziarono a cadere alcuni pezzi, la scacchiera via via si svuot. Lui continuava a muovere un pezzo dopo l'altro senza fermarsi a riflettere nemmeno un secondo, come se quelle informazioni fluissero in modo istintivo dal suo cervello alla sua mano destra. Alla luce dello zaffiro, ogni mossa lasciava una traccia color porpora o blu sulla scacchiera, un tratto che poi non si cancellava pi.
Le mosse si susseguivano una dopo l'altra cos in fretta che Jana non aveva il tempo di considerare se fossero buone o cattive, sbagliate o geniali. A un certo punto, ebbe l'impressione che i bianchi fossero in leggero vantaggio, ma poco dopo le forze tornarono in parit. Alla fine restavano ormai pochi pedoni, e le torri e i re di entrambi gli schieramenti. Le regine erano scomparse, i pedoni cercavano di avanzare per essere promossi, ma le torri e il re dell'avversario lo impedivano.
Patta disse infine Alex, allontanandosi di un paio di passi dal tavolo e osservando con attenzione i tratti segnati sulla scacchiera. La partita finisce cos, ecco qui il testo perduto.
Jana scost la luce dello zaffiro da sopra la scacchiera e avvicin la pietra al viso con un'espressione preoccupata.
Immagino che ora tocchi a me mormor. Non so se sar in grado di evocare una visione stabile, quella di prima  durata cos poco...
Stavolta ti aiuter io disse Alex, posizionandosi di fronte a lei, a quattro passi di distanza. Sono molto cambiato, ma sono ancora un discendente di Zefiro.
Con il tuo e il mio potere insieme, stabilizzeremo la luce dello zaffiro e otterremo una visione abbastanza potente.
Abbastanza potente per cosa? Per condurci alla Caverna?
domand Erik, un po' contrariato per essere stato relegato al ruolo di semplice spettatore. Sono tutte supposizioni, non sappiamo niente... La cosa pi probabile  che la visione che evocherete non abbia alcun legame con ci che stiamo cercando.
Alex lo guard sorridendo.
Io credo di s, invece. A ogni modo, lo scopriremo presto.
Mentre Erik e David restavano uno accanto all'altro, di spalle alla finestra, Alex e Jana si guardarono a lungo negli occhi. A poco a poco, con la solennit di una sacerdotessa, Jana sollev la pietra fino a portarla all'altezza della fronte. Concentrando i pensieri sullo zaffiro, inizi allora a salmodiare le antiche formule che aveva imparato dalla madre. Lo zaffiro si spost nell'aria fino a posizionarsi esattamente sopra il centro della scacchiera, illuminandola con il suo chiarore acquoso. Anche Alex, dal canto suo, sembrava del tutto concentrato sulla pietra.
I suoi occhi rimanevano fissi su di essa, immobili in modo quasi soprannaturale.
Senza smettere di ripetere le frasi rituali, Jana chiuse gli occhi. La carezza di un vento rovente le sferz il viso, e sent sotto i piedi la morbidezza della sabbia ardente.
Era una visione molto potente, lo cap prima ancora di aprire gli occhi. Tuttavia, pur sapendolo, non era preparata per quanto stava per accadere.
Un sole accecante riverberava sulle dune, sfumando i contorni all'orizzonte. Il cielo era di un blu elettrico, e si estendeva come una cupola infinita in ogni direzione.
Non c'era una sola nuvola, ma si vedeva un pennacchio di fumo bianco e leggero in lontananza, come se qualcosa stesse andando a fuoco.
E l, di fronte a loro, semisepolta sotto la sabbia rossastra, c'era la Caverna, una grande entrata buia in mezzo alla luce, dalla profondit insondabile. In realt non si trattava di una formazione geologica naturale, ma piuttosto dell'ingresso di un tempio molto antico, o forse di una tomba. Incorniciata da grandi pietre rettangolari ricoperte di geroglifici, quell'apertura nera sembrava chiamare a s i nuovi arrivati con la sua promessa di ombra e frescura.
Jana si guard alle spalle per vedere dove fossero i suoi compagni. Ed eccoli l, con gli occhi fuori dalle orbite proprio come lei, a fissare l'ingresso della Caverna, incapaci di proferire una sola parola.
Fu David a riprendersi per primo dallo stupore.
 incredibile, Jana esclam, elettrizzato. Non avevi mai avuto delle visioni cos. ...  come se fosse reale...
Jana sent ancora la morbidezza della sabbia, l'aria ruvida e ardente che la obbligava a socchiudere gli occhi.
S, era troppo reale per trattarsi di una visione.
Troppo reale...
La paura la attanagli alla bocca dello stomaco, e per un momento ebbe la sensazione di non riuscire a respirare.
Questa non  una visione concluse con la voce spezzata.
E se anche lo era, ora non lo  pi.  la vera Caverna.
Siamo arrivati al nostro...
Un vento oscuro e selvaggio la scaravent sulla sabbia, e il contatto le bruci il braccio su cui si era appoggiata nella caduta, attraversando la tela sottile della maglia.
Cerc di aprire gli occhi ma non ci riusc. La sabbia
le entrava sotto le palpebre e nei fori del naso, rischiando di soffocarla. Il turbine faceva un rumore assordante, e lei cerc di tapparsi le orecchie. Allo stesso tempo, not un'inspiegabile sensazione lacerante dentro di s, come se il cuore le si stesse spezzando.
Dopo un istante, tutto cess. Il cielo tornava a essere blu, la sabbia immobile, l'entrata della Caverna buia come prima.
Jana si rialz con difficolt. Senza sapere perch, stava tremando dalla testa ai piedi.
Quando si guard attorno per vedere che cosa ne fosse stato dei suoi compagni, intravide a una certa distanza i volti sbigottiti di Erik e di David.
Alex, invece, era scomparso.
...
.
...
Capitolo 6.
...
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...
L'oscurit l'ha inghiottito esclam David, indicando l'ingresso della Caverna. Ho sentito il modo in cui lo assorbiva, voi no? Dovremmo andarcene, Jana. Tutto questo potrebbe essere una trappola, ma siamo ancora in tempo per tornare indietro.
Jana sorrise con un misto di sarcasmo e tristezza.
Tornare? Questa non  pi una visione, David. Non credo che potremo tornare, pur volendolo. Io, perlomeno, non saprei come...
Non ce ne andremo da qui senza aver scoperto che cos' successo ad Alex decise Erik.
David lo fiss con sguardo accigliato.
Ma lui  uno di loro! protest. Siamo fortunati a essere ancora vivi. Pu darsi che sia andato a riunirsi con gli altri per prepararci una bella "accoglienza"... Credi che lui non sappia che intenzioni abbiamo? Se rubiamo quella corona di fuoco dalla Caverna, metteremo fine al potere dei guardiani. Lui vive con loro da mesi, allenandosi a usare la loro magia... Davvero pensate che voglia aiutarci?
Per il momento ci ha portati fin qui ribatt Jana, pensierosa. Senza di lui, non ce l'avremmo mai fatta.
E allora? Non dimostra nulla insist il fratello.
Proviamo a unire il nostro potere per uscire da questo deserto...
L'unica strada per uscire dal deserto  attraverso la Caverna replic Erik, avanzando con passo deciso verso l'ingresso nero della tomba. Non lo sentite? Qui non c' nient'altro... Entriamo. Non siamo arrivati cos lontano per fermarci ora.
Senza dire niente, Jana inizi a camminare dietro a Erik. Il serpente tatuato sulla sua schiena le bruciava, come se stesse tentando di staccarsi dalla sua pelle e di liberarsi di lei. Cercando di non pensare a quel dolore, acceler il passo sulla sabbia ardente. Giunta sulla soglia della Caverna, accolse con gratitudine il fresco dell'ombra.
Davanti a loro, un'ampia scalinata scendeva nelle viscere della terra. I gradini erano ricoperti di sabbia rossastra, sotto la quale si intravedeva la pietra lucida ed erosa da secoli di esposizione al vento e agli sbalzi di temperatura.
Non entri? domand Jana, girandosi verso il fratello.
Di malumore, David inizi a trascinare i piedi fino all'ingresso della grotta. Voltandogli le spalle, Jana cominci a scendere le scale dietro a Erik. Scesero per un bel po', finch la luce del sole non divenne un bagliore lontano sopra le loro teste.
Una volta arrivati in fondo, all'inizio non videro nulla.
Gli occhi di Jana, fino a un attimo prima abbagliati dalla luminosit accecante del deserto, impiegarono pi di un minuto per adattarsi alla penombra. Ma quando finalmente distinse le pareti che la circondavano, non riusc a trattenere un grido d'ammirazione. Tutto era coperto di disegni e geroglifici dai colori vivaci, dai muri al soffitto. Una nave che solcava il cielo, tra il sole e la luna; a bordo, vari personaggi con le teste d'animale, tra i quali Jana riconobbe le raffigurazioni di
diverse divinit egizie: il dio Sobek, met uomo e met coccodrillo, la dea Bastet, con la faccia da gatto...
Che meraviglia sospir, dimenticando per un istante ogni suo timore. Mi domando se Alex l'avr visto.
 molto bello, concord Erik ma c' qualcosa che non mi quadra. Questa non pu essere la vera Caverna.
 troppo piccola e, a parte queste pitture, qui non c' niente.
Hai ragione mormor Jana, abbassando istintivamente la voce.  soltanto l'ingresso. Ma non si vede nient'altro... Che ne pensi, David?
Il ragazzo stava contemplando le pitture del soffitto a bocca aperta, e Jana dovette ripetergli la domanda perch la sentisse. Una volta elaborata l'informazione, torn a concentrarsi sui disegni, ma con un'altra espressione.
La parete di fronte  vuota disse all'improvviso, indicando la parete in fondo alla stanza, che a differenza delle altre era dipinta di un blu uniforme e sbiadito.
 l che si trova la porta.
David cammin con decisione fino alla parete e la sfior con le dita della mano.
Sei sicuro di quello che dici? domand Erik. Come lo sai?
Tu hai il tuo drago. Io ho le mie dita. La mia magia  diversa dalla tua e da quella di Jana, ma senza di essa tu non avresti il drago di Ober sulla pelle.
Allora, vedi la porta? incalz la sorella.  celata da un incantesimo?
David pass di nuovo una mano sull'impolverata superficie blu del muro. Poi neg lentamente con la testa.
Prima mi sono espresso male chiar. La porta non  qui. Non  qualcosa da scoprire, bisogna crearla.
Jana ed Erik si guardarono. Nessuno dei due comprendeva molto bene cosa intendesse David.
Ma il ragazzo aveva smesso di prestar loro attenzione.
Completamente concentrato sulla superficie blu-
verdastra del muro, aveva iniziato ad accarezzarla piano con entrambe le mani. Ogni suo gesto aveva la precisione e la delicatezza di un arpista che suona il suo strumento. Era affascinante seguire il movimento delle sue dita, quella specie di danza delle braccia, del torso e dei fianchi al suono di una musica che nessuno poteva sentire. Ma ancora pi affascinante era il modo in cui aveva iniziato a ricoprire la parete sotto il potente influsso delle sue mani: giunchi, papiri, figure umane, geroglifici, stelle riflesse sulle acque tranquille di un fiume.
David stava disegnando tutto questo sulla parete vuota con la magia delle sue dita d'artista, e non impieg pi di qualche minuto per completare la sua opera.
A circa cinque metri di distanza, Jana osservava ammaliata la bellezza e il colore di quelle immagini man mano che spuntavano come macchie di umidit sul muro. Era impressionante il modo in cui armonizzavano con il resto delle pitture della stanza, completando, in un certo senso, il loro significato.
Eppure no, c'era qualcosa di molto pi impressionante.
Al centro della sua composizione pittorica, David situ un ibis con le zampe immerse nell'acqua. Non appena il disegno fu finito, l'uccello mitologico si alz in volo e abbandon la sua prigione architettonica. Al suo posto rimase un'apertura nera da cui proveniva una corrente di aria calda e viziata.
David aveva creato un ingresso per accedere-alla grotta.
Il prodigio fece indietreggiare perfino l'artista fino al lato opposto della grotta. Tuttavia, una volta che ebbe preso atto di quanto era accaduto, guard sua sorella con un sorriso trionfante.
Te l'avevo detto esclam. Volevi un'entrata, no?
Eccola l.
Jana inizi a camminare, come ipnotizzata, verso il
varco nero a forma di ibis. Non era molto largo, ma lo era abbastanza da permettere a una persona di passarci attraverso. Senza pensarci due volte, Jana infil il busto e una gamba attraverso il buco lasciato dal corpo dell'ibis. Poi, appoggiandosi alla parete interna, fece scivolare dentro l'altra gamba.
All'inizio distinse solo contorni sfocati, forme scure in uno spazio che sembrava immenso. Fu sollevata di sentire al suo fianco la presenza di Erik e, pochi secondi pi tardi, quella di David. Erik l'aveva presa per mano, e insieme fecero qualche passo avanti, mentre le sagome attorno a loro cominciavano a definirsi. A poco a poco, una luminosit di origine indefinita rivel i colori degli oggetti che ovunque coprivano il pavimento, a perdita d'occhio.
Erano scrigni. Scrigni di legno con bordature dorate e argentate, cofani antichi, di ogni forma e grandezza.
Alcuni erano chiusi, ma per la maggior parte erano aperti, mettendo in bella vista il loro contenuto. E quanto contenevano era talmente incredibile che, per un momento, Jana si domand se non stesse sognando: non poteva essere vero, era come trovarsi nella caverna di Al Bab, come aver trovato il nascondiglio di un pirata, stracolmo di tesori. Perch si trattava di questo: gli scrigni erano pieni di gioielli, monete antiche d'oro e d'argento, perle, smeraldi e rubini. Ma anche di altri oggetti: telefoni cellulari di ultima generazione, console per videogiochi, computer portatili, lettori mp3 dal design d'avanguardia... E curiosamente tutti quei congegni tecnologici emanavano un bagliore perfino superiore a quello dell'oro e delle pietre preziose attorno a essi.
Gli sguardi abbagliati dei tre giovani si incrociarono.
Il primo a iniziare a ridere fu David, ma gli altri due si unirono a lui all'istante. Ridevano in maniera smodata, isterica, folle. E in mezzo a quell'incontenibile attacco d'ilarit, Jana si rese conto che ci che provava in realt
era paura. Semplicemente perch quei tesori non potevano esistere che nella sua immaginazione. Era come se, dopo una lunga ricerca, fosse arrivata alla parte pi nascosta e inconfessabile della sua stessa anima. E ci che vedeva attorno a s non era altro che una strabiliante rappresentazione dei suoi desideri pi reconditi, dei suoi sogni infantili pi nascosti. Ricchezze, oggetti meravigliosi, tecnologia avanzata, gioielli, libri... tutto ci che un essere umano potesse desiderare dal punto di vista materiale.
Cose per cui molta gente sarebbe stata disposta a uccidere o a morire, a tradire s stessa e a commettere i delitti pi infami.
Dimentica dei suoi compagni, inizi a camminare come una sonnambula in mezzo a quel mare di ricchezze.
Pi volte pens di fermarsi a raccogliere alcuni di quegli oggetti meravigliosi che sembravano chiamarla dai loro forzieri, ma la curiosit era pi forte della cupidigia, cos continu ad avanzare. A circa cinquanta metri dall'ingresso della caverna, gli scrigni cominciarono a mescolarsi a mucchi di oro e pietre preziose di dimensioni diverse. Sembrava impossibile, eppure erano l...
Poco dopo, Jana sent che stava ritrovando la ragione, dopo la sorpresa iniziale. Si ferm e riprese fiato, dimenticando per un attimo tutti i tesori che la circondavano.
Con un'espressione inquieta, si volt per osservare le reazioni di Erik e di David...
In quel momento, un lampo zigzag all'interno della grotta, rimbalzando sulle pareti di roccia con un rumore selvaggio. L'eco del tuono si propag all'interno delle volte, ripetendosi all'infinito. Prima che si fosse spento del tutto, un nuovo lampo accec la ragazza, e una forza violenta e sconosciuta la ribalt. Vide passare sulla sua testa diverse tracce luminose che descrivevano in aria un arco per poi perdersi nelle profondit della Caverna. Poi, nulla...
Qualcosa la stratton fino a provocarle un dolore
lancinante, e all'improvviso si ritrov in aria, a muoversi a una velocit vertiginosa per le buie sale dai soffitti ricoperti di stalattiti, come se lei fosse un chiodo di ferro e una calamita irresistibile la stesse attirando verso di s.
Quando ricadde a terra, pens di essersi rotta tutte le ossa. Il colpo fu terribile; all'inizio ebbe addirittura l'impressione che il dolore intenso che le opprimeva il petto contro il pavimento sarebbe stato l'ultima sensazione della sua vita.
Ma si sbagliava. Era ridotta molto male, forse ferita gravemente; tuttavia, poco dopo si rese conto che non sarebbe morta, o almeno non subito.
Impieg diversi minuti prima di poter muovere la testa, e ancora di pi per sentire le braccia e le gambe. Cerc pi volte di alzarsi, ma alla fine dovette darsi per vinta.
Aveva bisogno d'aiuto, non poteva restare stesa l all'infinito, aspettando che qualcuno la trovasse. Soprattutto aveva bisogno di sapere che cosa fosse successo a Erik e a David. Forse non erano molto lontani, ma se quella forza mostruosa aveva raggiunto anche loro, probabilmente erano ammaccati quanto lei.
Inizi a chiamarli con tutta la forza di cui era capace, ma ben presto comprese che il suono che usciva dalle sue labbra assomigliava pi a un flebile lamento che a un grido. Ciononostante, ripet con insistenza i nomi di Erik e di David. A un certo punto, senza sapere bene il perch, inizi a chiamare Alex...
L'unica risposta che ottenne fu un lontano e insistente mormorio d'acqua che sembrava provenire dalle viscere della terra.
Allora le venne in mente un'idea. Non riusciva a muoversi, ma forse esisteva un altro modo per comunicare con i compagni. Aveva i suoi poteri, e aveva la pietra... Si rigir sul pavimento per riuscire a raggiungere la tasca destra dei pantaloni, e con dita frenetiche vi frug all'interno. Le scapp un sospiro di sollievo
quando trov ci che stava cercando. S, era ancora l...
Con molta cura, estrasse dalla tasca lo zaffiro di Sarasvati
e se lo avvicin agli occhi.
Decise di concentrarsi prima su David. La preoccupava molto pensare a cosa potesse essergli accaduto, perch in un certo senso si sentiva colpevole di averlo trascinato in quell'avventura. Prima di pensare a qualunque altra cosa, aveva bisogno di assicurarsi che suo fratello fosse vivo. Con gli
occhi fissi sulla pietra, inizi a recitare una delle antiche formule della tradizione agmar.
Lo splendore blu dello zaffiro aument fino a inondare tutto il suo campo visivo. E nel mezzo di quel chiarore acquatico, all'improvviso Jana vide David impegnato in una bizzarra lotta con un personaggio alto e snello in cui riconobbe subito uno dei guardiani. La sua pelle emanava un lieve bagliore verde, e dalle sue giravolte e dai suoi calci dava l'impressione di voler sottomettere l'avversario mediante un'arte marziale che Jana non conosceva. Ma David, con sorprendente agilit, schivava tutti i suoi colpi uno dopo l'altro, sebbene non sembrasse trovare il modo per restituirli.
Jana cerc ancora una volta di alzarsi in piedi, e ancora una volta dovette arrendersi all'evidenza. Non riusciva a muoversi, ma voleva aiutare suo fratello in quella lotta impari. Ribellandosi alla propria debolezza, grid il suo nome, ma l'immagine di David non diede segno di aver sentito la sua voce. Probabilmente si trovava molto lontano; quella caverna doveva essere un vero e proprio labirinto.
D'un tratto, David fece qualcosa che la lasci senza fiato. Avvicinandosi pericolosamente al guardiano, tese la mano e inizi a muoverla in fretta, come se stesse disegnando qualcosa nell'aria, a pochi centimetri dal braccio del suo nemico. Jana vide come la corazza del guardiano cadeva a pezzi, e come la sua pelle nuda iniziava a coprirsi di un intrico di disegni neri raffiguranti i fiori
e i rami di un'edera rigogliosa. Quella ragnatela vegetale si estese a macchia d'olio lungo la spalla e il torace del guardiano, che era rimasto completamente immobile, con gli occhi fissi nel vuoto su un punto lontano. Il tatuaggio continu ad avanzare fino a coprirgli tutta la pelle, che aveva smesso di brillare. David si allontan e, con una smorfia di dolore, si guard la mano. Jana soffoc un grido quando vide che le sue dita erano bruciate, e chiuse gli occhi.
Quando li riapr, la visione era svanita.
Si ripos a terra per un momento, esausta, mentre si chiedeva che cosa potesse fare. David sembrava aver sconfitto il suo nemico, almeno temporaneamente, ma non era in condizione di aiutarla. L'unica opzione che le restava era quindi ricorrere a Erik.
Con un respiro profondo, sollev ancora una volta la pietra all'altezza degli occhi e inizi un nuovo rituale magico. Le parole ora scorrevano sulle sue labbra con maggior sicurezza, il che significava che stava cominciando a riprendersi. Dopo pochi minuti, la luce blu dello zaffiro l'avvolse completamente, e dentro quell'alone, come se si trattasse di un'immagine sottomarina, vide Erik.
Anche lui stava lottando. E il suo avversario era un altro guardiano, dall'aspetto molto pi sereno e temibile di quello che aveva visto alle prese con David. Dalla leggera luce rossastra che illuminava la sua pelle, Jana comprese che si trattava di Corvino. Tra i Medu, Corvino aveva fama di essere il guardiano pi pericoloso. La sua virt era incrollabile, e il suo nome veniva usato all'interno dei clan per spaventare i bambini piccoli.
E adesso quell'eroe bruno, dai lineamenti nobili e lo sguardo glaciale, stava affrontando il figlio di Ober in un duello con la spada.
Jana non aveva mai visto Erik impugnare la spada, ma si rese subito conto che si era esercitato a lungo nel
maneggiarla. Spinta dai suoi movimenti, Aranox fendeva l'aria in ogni direzione, avanzando rapida in avanti e in diagonale, e sorprendendo di continuo l'avversario con i suoi inaspettati cambiamenti di ritmo. Dal canto suo, Corvino non sembrava meno abile con la propria arma. Non si limitava a parare i colpi di Erik, ma lo attaccava senza tregua con una certa rapidit, arrivando a sfiorarlo con la punta della propria spada in pi di un'occasione.
D'un tratto, sul petto di Erik cominci a crescere una corazza di squame nere e lucenti. Quella seconda pelle si estese fino a coprire tutta la parte posteriore della testa, come un casco fiammante che proiettava delle impressionanti punte aguzze all'altezza degli occhi e della bocca. Protetto in tal modo, sembrava impossibile che Corvino riuscisse a ferire il giovane. Tuttavia, il guardiano non si turb minimamente. Continu ad attaccare con il doppio della fierezza, e i suoi colpi ora sembravano possedere una maggior capacit di distruzione.
Dopo aver bloccato alla meglio sei o sette attacchi consecutivi, Erik indietreggi, sbalordito. Corvino avanz deciso verso di lui, prima che l'altro potesse reagire fece una finta con la spada e, ingannandolo, si fece strada fino a perforare con la punta la sua corazza magica all'altezza della spalla destra. Jana vide del sangue sulle squame nere, e ud il feroce ruggito con cui Erik si lanci ancora una volta contro Corvino, pur senza raggiungerlo.
Per un momento, le sembr di scorgere la sagoma viscida della coda di un drago attorcigliarsi attorno ai piedi del guardiano. Tuttavia, con un agile salto questo evit la caduta.
A ogni secondo che passava, la lotta sembrava volgere sempre di pi a favore di Corvino. Jana respirava a fatica, soffocata dal senso
d'impotenza. Erik aveva Aranox, l'aveva forse dimenticato? Che cosa
stava aspettando per invocare la sua magia? Con quella stessa spada,
il suo antenato Drakul aveva sconfitto Arione. Erik non poteva fare lo stesso?
In quel momento, come se avesse percepito la sua impazienza, il ragazzo alz la spada in verticale con entrambe le mani e disse qualcosa che Jana non riusc a capire. Corvino rimase immobile per un istante a osservare la spada. E allora accadde qualcosa di molto strano.
Il volto di Erik inizi a deformarsi davanti ai suoi occhi, e in pochi secondi assunse un aspetto identico a quello del suo nemico. Perfino lo stesso chiarore rosso gli illuminava il viso. Al contempo, le squame nere dell'armatura sbiancarono, fino ad assomigliare alla madreperla.
Corvino contemplava attonito la trasformazione, che culmin nell'apparizione di due grandi ali sulla schiena del suo rivale; era come se stesse vedendo s stesso trasformato in un angelo.
Grazie a quelle ali di piume bianche e argentate, Erik spicc il volo. Rimase per qualche istante sospeso sull'avversario, guardandolo con un sorriso beato. Poi attacc.
Corvino indietreggi, sorpreso. Questa volta non sembrava pronto a ricevere il colpo. Reag subito, ma era chiaro che aveva perso la sicurezza iniziale. Adesso si limitava a schivare gli attacchi, senza mai prendere l'iniziativa.
Molto intelligente constat una voce incredibilmente melodiosa alle spalle di Jana. Il tuo amico  molto furbo, non so come gli sia venuto in mente... Corvino  talmente perfetto che il suo unico punto debole  la sua stessa virt. Lottare contro s stesso, con l'immagine di ci che lui potrebbe diventare se rinunciasse alla propria umanit...  terribile, non credo che ne uscir vincitore.
Con la pelle d'oca per lo spavento, Jana si affrett a nascondere la pietra. La visione di Corvino che lottava contro s stesso spar all'istante. Opponendosi al dolore delle membra, la ragazza riusc a voltarsi e vide la
giovane che aveva parlato. In realt sapeva chi era ancora prima di vederla: si trattava di Neve.
Da quanto tempo sei l? domand con voce spezzata.
Da prima che arrivassi tu. La verit  che ti stavo aspettando rispose Neve.
Era molto pallida, e il riflesso azzurrognolo del suo volto accentuava la tristezza dei suoi lineamenti.
Corvino ha deciso che dovevamo separarci per neutralizzarvi,
ed  ci che abbiamo fatto continu, con la sua voce incredibilmente musicale. Eppure, credo che tutti vi abbiamo sottovalutato.
Ci stavate aspettando?
Argo era di guardia, per proteggere la Caverna, quando siete riusciti a entrare, ci ha chiamati. In realt sono contenta che siate qui.
Inginocchiandosi accanto a Jana, Neve distese la mano e, senza toccarla, la pass rapidamente sulla sua fronte.
Jana sent che il dolore si attenuava. Dopo molti tentativi falliti, riusc perfino a sollevarsi.
Tu non vuoi attaccarmi? domand, sfidando Neve con lo sguardo.
Neve scosse la testa con dolcezza.
No, Jana. Io ormai non sono pi come loro. Sono stanca... Voglio che tutto questo finisca.
Allora, perch non mi hai aiutato prima? domand con diffidenza.
Sono rimasta assorta a contemplare le tue visioni.
Heru sconfitto, e Corvino in difficolt... Sul serio, non l'avrei mai creduto possibile.
E se fosse stato il contrario? Se Heru avesse battuto mio fratello, l'avrebbe ucciso?
Neve scroll le spalle.
Non lo so. Probabilmente s. Ma ora ci che importa non sono loro, n noi; la cosa fondamentale  salvare Alex. Adesso che gli altri sono distratti dalla lotta, possiamo provarci.
Jana si alz in piedi con difficolt. Nei suoi occhi apparve un lampo di timore.
Salvare Alex? ripet. Che gli succede?
Neve inizi ad avanzare rapida lungo la buia galleria in cui si trovavano. Lo splendore della sua pelle illuminava le stalattiti sul soffitto. Jana la segu con passo titubante, ma si rese subito conto che la guardiana l'aveva liberata definitivamente dai suoi dolori. All'improvviso si ritrov a fluttuare a mezz'aria, molto vicino a lei.
Alex si  trasformato nell'Ultimo spieg Neve. La sua voce sembrava risuonare su tutte le pareti, vibrante e cristallina. I miei compagni vogliono che si sieda una volta per tutte sul trono vuoto e che porti a termine la sua missione, ma non  ci che lui desidera. In teoria, pu occupare il trono solo di sua spontanea volont...
Ma mi preoccupa Argo. Ha detto che avrebbe condotto Alex fino al trono, e non so come prender il suo rifiuto a sedercisi. Argo  molto cambiato nel corso dei secoli, e ormai quasi non lo riconosco. Lui non vuole la pace, e non gli basta nemmeno la vittoria. In realt non mi  molto chiaro che cosa voglia.
Il trono  qui? domand Jana, dubitando che la sua voce potesse giungere all'orecchio di Neve, che fluttuava a una certa distanza da lei, sorvolando una sala dopo l'altra all'interno della grotta. Ma se Alex si siede, sar tutto finito...
Non tutto. Ma di certo sar la vostra fine. La fine della vostra magia, dei vostri simboli. E naturalmente, anche la fine di Alex.
Jana sent che la forza che la spingeva in aria si indeboliva, fino a riportarla di nuovo a terra. Anche Neve aveva smesso di fluttuare, e si trovava ora al suo fianco.
Guardava con apprensione una fessura a forma di arco da cui usciva una luce flebile e mutevole, come il riflesso di un fal sulle rocce.
Sono l disse, con un'ombra di terrore negli occhi.
Non so che cosa succeder, Jana. Forse siamo arrivate troppo tardi.
Camminarono in direzione dell'arco di luce. Nel momento in cui lo oltrepassarono, Jana lanci un grido di dolore. Sembrava che il serpente tatuato sulla sua schiena le si stesse strappando dalla pelle, e il dolore che questo le provocava era insopportabile.
Lottando per non cadere a terra, la ragazza avanz incespicando dietro a Neve. Il dolore le annebbiava la vista, ma nonostante questo riusc a distinguere sulle pareti irregolari della grotta le ombre ondeggianti di un'infinit di oggetti; ombre che danzavano, ingrandendosi e rimpicciolendosi a seconda delle oscillazioni del fal che ardeva nel centro.
Una caverna di ombre. Quello era stato il principio di tutto... E quella poteva essere anche la fine.
Sentendosi svenire per il dolore, Jana cerc una parete a cui appoggiarsi. Non ne trov nessuna, dal momento che in quel punto la caverna era inaspettatamente ampia, e lei e Neve stavano avanzando al centro. Tuttavia vide qualcosa, alla sua destra, che attir subito la sua attenzione, facendole dimenticare per un attimo la tortura che stava subendo. Era un cerchio di luce splendente che ondeggiava nell'oscurit, con una fiamma verticale incastonata nella sua parte anteriore, e aveva un candore accecante.
Una corona di luce, pens a un tratto.
L'Essenza del potere riusc a mormorare.
Le parole le uscirono quasi impercettibili dalle labbra secche. Ma Neve non diede segno di averle sentite. Jana indietreggi spaventata quando vide il magnifico volto della guardiana trasfigurato dal panico.
Le labbra di Neve emisero un urlo disumano, un urlo che rintron a lungo tra le rocce, frammentandosi in una serie di echi interminabili.
Jana segu la direzione del suo sguardo. Di fronte alla corona di luce si allungava un'ombra che sembrava
scaturire da essa, un'ombra che attraversava il pavimento della Caverna e si arrampicava sulla parete opposta, formando una specie di trono di oscurit. E su quel trono, quasi irriconoscibile, era seduto l'Ultimo Guardiano.
Il suo viso era ancora quello di Alex, nonostante migliaia di tatuaggi si sovrapponessero sulla sua pelle nuda, trasformandola in un labirinto di tratti. In mezzo a quell'intrico di disegni, i lineamenti del giovane apparivano stranamente deformati, eppure Jana riusc a distinguere un'espressione di terribile sofferenza. Le pupille erano vuote, le palpebre restavano immobili, come se ormai non fossero pi capaci di nessuna reazione. E
centinaia di ombre volanti si dirigevano verso quella pelle dall'oscuro chiarore azzurro e vi aderivano, restando intrappolate per sempre.
Alex! grid disperata, cercando di recuperare le forze. Alex, sono io...
Neve si avvicin a lei e, senza toccarla, la guard con infinita piet.
Lascia perdere, Jana mormor. Non pu pi sentirti.
Non possiamo fare pi niente. Non so come sia potuto accadere, ma ormai  troppo tardi per salvarlo.
L'unica cosa che possiamo sperare  che tutto finisca il prima possibile, e che finalmente smetta di soffrire.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Cosa ci fa lei qui? tuon una voce maschile tra le ombre. Perch non l'hai uccisa?
Argo? domand Neve, facendo un passo indietro.
Dall'oscurit emerse un'imponente figura con due enormi ali ricoperte di occhi d'argento che risplendevano nella penombra.
Argo, che cos'hai fatto? grid Neve, inorridita.
Che cosa sono quelle ali?
Il guardiano emise una sottile risata e batt le ali fino a sollevarsi di alcuni centimetri da terra.
Sono il potere, Neve. Sono ci che vi tenta tutti cos tanto, ci che temete cos tanto da non osare nemmeno pensarci. Sono la fine della schiavit... Ho smesso di essere uomo. In realt, tutti abbiamo smesso di esserlo da molto tempo, solo che voi vi rifiutate di accettarlo. Ma guarda: guarda che cosa accade quando alla fine uno accetta s stesso...  meraviglioso, non ti pare?
Mentre Argo parlava, Jana osservava pietrificata le ombre che volavano verso Alex come fogli di carta carbonizzata, aderendo alla sua pelle.
Argo, hai tradito tutto ci per cui abbiamo lottato per secoli. Abbiamo scelto di essere umani, te lo ricordi?
domand Neve con la sua straordinaria voce.
L'angelo sorrise con disprezzo.
No, non me lo ricordo replic.  passato troppo tempo.  la nostra unica possibilit, Neve. Non capisco perch tu non te ne renda conto... La perfezione, l'immortalit.
Immagina che cosa potresti farne.
Non capisco balbett la donna. Da quando...?
Da molto tempo. Ti sorprenderebbe scoprire da quanti anni mi nascondo... Solo in occasioni molto rare mi sono rivelato nel mio aspetto autentico. Quando ho ucciso Hugo, per esempio. Volevo dargli una lezione, fargli capire che non aveva alcuna possibilit di averla vinta. Doveva vedermi in tutto il mio splendore per convincersi. Non volevo soltanto ucciderlo, questo non bastava... Prima avevo bisogno di privarlo di ogni speranza.
Sentendo menzionare Hugo, Jana cerc nella penombra lo sguardo di Alex. Tuttavia, il giovane, consumato dal dolore delle ombre che gli aderivano alla pelle, sembrava estraneo a quanto stava accadendo attorno a lui. Dava l'impressione di essere sprofondato in una specie di trance e di non essersi nemmeno accorto dell'arrivo di Neve e di Jana.
Anche Neve guard Alex per qualche secondo, quando sent il nome di suo padre, e i suoi occhi si riempirono di compassione.
Dunque sei stato tu a uccidere Hugo sussurr.
Perch, Argo? Perch?
Perch aveva cominciato a manipolare il futuro.
Cercava di evitare che arrivasse questo momento. Io non sono un Kuril, non ho mai imparato a giocare con il tempo. Ma ho visto che cosa stava cercando di fare, e l'ho anticipato.
Tutto perch Alex diventasse l'Ultimo...
Tutto perch non potesse scegliere.  la cosa migliore per tutti, Neve. Restituire alla Caverna la magia di quelle abominevoli creature, rubare ancora una volta il
loro potere sugli uomini... Lui non voleva farlo. Per un po' di tempo ho pensato di s, ma poi, quando se n' andato, ho capito che avrebbe scelto un'altra strada. Non potevo permetterlo... Quindi, come vedi, ho usato le mie
'doti di persuasione' per obbligarlo a sedersi l sopra.
Mentre Argo parlava, Jana ascoltava distrattamente le sue parole, senza staccare gli occhi da Alex nemmeno un istante. Le ombre continuavano a cadere su di lui, imprimendo dei disegni sulla sua pelle. I riflessi delle fiamme danzavano sul suo volto coperto di simboli e scintillavano nelle sue pupille. Non vedeva, non sentiva.
L'unica emozione che il suo viso lasciava intravedere era una spaventosa sofferenza. Jana non riusc a sopportarlo oltre, e inizi ad avanzare lentamente verso il trono.
Argo, non  questo il modo diceva intanto Neve, in tono persuasivo. Noi non siamo mai stati come loro, non abbiamo mai obbligato nessuno a fare ci che non voleva. Non funzioner,  impossibile che funzioni.
Le punte dei piedi di Argo tornarono a posarsi a terra, e le sue ali smisero di agitarsi. Un sorriso divertito gli illuminava il volto.
Che cos' che non pu funzionare? ripet, in tono tagliente. Andiamo, Neve, sta gi funzionando! Non lo vedi forse? Ancora pochi minuti e il rituale sar concluso.
Poi, il suo corpo arder lentamente, consumato dai simboli rubati, fino a scomparire. E il trono rester vuoto un'altra volta.
S mormor Neve. E tutto ricomincer un'altra volta.
I prossimi anni saranno buoni afferm Argo, molto convinto. Quella feccia impiegher secoli prima di ricostruire il proprio potere, e nel frattempo potremo dedicarci a vivere tranquillamente e a riposare. Quando vi deciderete a fare il passo che ho fatto io, vedrete le cose in modo chiaro come me. Tutto torner  essere come al principio... No, meglio che al principio!
Neve scosse il capo. I suoi occhi riflettevano una grande angoscia.
Durer poco tempo bisbigli. Poi verr una nuova guerra.
Argo spicc di nuovo il volo, e dall'alto della Caverna osserv la compagna con impazienza.
E allora? ribatt. Un'altra guerra che vinceremo, come  sempre stato. Perfino con pi facilit, se seguirete il mio esempio e rinuncerete alla vostra condizione di esseri umani.
E lui? mormor Jana, indicando con la testa il corpo sofferente di Alex. Non provi pena nel doverlo distruggere?
Argo rise di nuovo. La sua risata era cos sincera e allegra che Jana prov il desiderio di vomitare.
Pena? No, non mi fa nessuna pena rispose il guardiano.
La compassione non significa pi nulla per me,  un sentimento troppo umano. Guarda, la fine si avvicina!
Con il terrore negli occhi, Neve e Jana si voltarono verso Alex. Il ragazzo si era alzato in piedi con grande difficolt, come se ormai non riuscisse pi a stare seduto.
Le ombre continuavano a cadere su di lui, lievi e oscure come cenere, ma lui non sembrava notarle.
Jana non pot pi sopportarlo. In pochi minuti Alex sarebbe morto proprio l, a qualche metro da lei; e con lui, si sarebbe consumata tutta la magia dei Medu. Ma la magia, in quel momento, era l'ultima cosa che la preoccupava.
Nella sua mente si susseguirono tutti i momenti di intimit che aveva vissuto con Alex. Non erano molti, ma ognuno di essi sembrava vibrare nel suo cervello con una luce speciale, come un piccolo tesoro che avrebbe serbato per sempre nella memoria. D'un tratto non riusc a resistere al desiderio di aggiungere a quella piccola collezione di momenti meravigliosi un ultimo e
definitivo istante. In fin dei conti, ormai che cosa importava?
La vita aveva smesso di avere senso per lei.
Sapeva che, se la sua pelle avesse sfiorato quella di un guardiano, avrebbe iniziato a consumarsi a poco a poco, come la fiamma di una candela. Sapeva che un Medu non poteva sopravvivere a quel contatto, e nonostante ci continu a camminare con passo lento e inesorabile verso il trono di ombre. Sottili fiamme azzurre e bianche avevano iniziato a bruciare attorno ad Alex che osservava, senza vederlo, il fal acceso di fronte a lui e le ombre che danzavano sulle pareti di roccia.
Mentre avanzava, Jana continuava a sentire la voce dolce e musicale di Neve che cercava di convincere Argo, ma le sue parole ormai non avevano pi alcun significato per lei. Aveva capito fin dal principio che Argo non avrebbe ceduto. Quelle ali ricoperte di occhi argentati erano una prova pi che sufficiente del suo orgoglio inumano, del suo spietato fanatismo. Aveva rinunciato a essere un uomo soltanto per distruggere i Medu, e non avrebbe sprecato la sua vittoria all'ultimo momento. Il che significava che tutto era perduto.
Immersi nella loro inutile conversazione, n Argo n Neve la videro avvicinarsi alle fiamme che circondavano l'agonizzante Alex. Tuttavia, all'ultimo momento, una voce ben nota cerc di fermarla: Jana, no! grid Erik, che era appena entrato nella camera delle ombre.
Per favore, non farlo!
Jana si gir a guardarlo e gli sorrise. Cerc di mettere in quel sorriso tutto il rispetto e l'ammirazione che sentiva per il figlio di Ober, tutti quei sentimenti che fino ad allora aveva evitato con cura di manifestare in sua presenza. Gli sembr che Erik captasse la sua emozione, e che nei suoi occhi tremassero due lacrime. Dietro di lui, a una certa distanza, Corvino osservava la scena pietrificato, tenendosi una spalla ferita.
Jana cap che non le restava molto tempo, cos abbass
lo sguardo sulle fiamme bluastre e, senza la minima esitazione, le attravers. A un tratto si trov vicinissima ad Alex, o a ci che ne restava. Colma di piet, osserv il suo torso nudo e ricoperto di tatuaggi che sembravano fare a gara per sommergere con la loro oscurit ogni millimetro della sua pelle. Il corpo del ragazzo tremava lievemente, e sussultava al contatto di ogni nuova ombra con un indescrivibile spasmo di dolore.
Jana alz lentamente gli occhi verso quel viso che significava cos tanto per lei. Comprese che lui non poteva n vederla n sentirla, eppure gli cinse la vita con le braccia e si strinse a lui. Aveva deciso di restare abbracciata ad Alex finch tutto non fosse finito. Con una passione talmente intensa da annebbiarle quasi la vista, avvicin le labbra a quelle del ragazzo e lo baci.
Non seppe mai per quanto tempo era rimasta cos, attaccata al corpo di Alex, mentre sentiva che il proprio corpo si debilitava in modo lento e inesorabile. A ogni modo, un violento strattone la separ bruscamente dal giovane. Con gli occhi spalancati, Jana guard verso il punto da cui proveniva quella forza, e vide qualcosa che la lasci senza fiato.
Si trattava di Erik. Erik si era messo la corona di fuoco bianco, facendo scomparire all'istante l'ombra del trono, alle spalle di Alex.
Erik! grid Alex, riemergendo di colpo dal suo letargo.
Erik, no!
Erik sorrise con un misto di tristezza e rassegnazione, mentre fissava i due giovani abbracciati. Jana pens per un momento di correre verso di lui, di provare a fermare il suo sacrificio. Eppure non lo fece. Era consapevole del fatto che non sarebbe servito a nulla.
Il gesto di Erik era irreversibile. Aveva rubato l'Essenza del potere, e in tal modo aveva fatto scomparire la sua ombra, quel trono in cui si concentrava tutta la forza magica della Caverna e che ora sembrava essere svanita per sempre. Al suo posto restava solo una lunga pietra rettangolare color cenere, una pesante lastra di pietra che ricordava una tomba.
Alex corse verso Erik, ma non arriv in tempo per impedirne la caduta. Quando si inginocchi al suo fianco, il cuore dell'amico aveva gi smesso di battere, sebbene le sue labbra continuassero a sorridere con la stessa sicurezza con cui avevano sempre sorriso.
Tremando per l'emozione, Alex chiuse le palpebre dell'ultimo erede dei Drakul. La corona di fuoco continuava a bruciare sulla sua testa, immobile e abbagliante.
Argo vol fino ai piedi del cadavere e rimase a fissarlo con un misto di disprezzo e spavento.
Non capisco mormor. Perch non si  ridotto a un pugno di cenere, come Drakul?
Anche Corvino avanz verso il cadavere e si inginocchi rispettosamente al suo fianco.
Perch Erik era un vero re sussurr, osservando il nobile volto del ragazzo. Perch non ha anteposto la propria ambizione al destino del suo popolo. Guardate la corona. Non l'ha bruciato. Rester attorno alle sue tempie, ardendo per sempre.
Non pu essere! esclam Argo, scagliandosi sul corpo.
Bisogna togliergli la corona, bisogna restituire il potere alla Caverna. Il trono... senza il trono, siamo finiti.
Con entrambe le mani, cerc di afferrare l'alone di luce bianca che cingeva i capelli di Erik, ma una forza violenta lo scaravent sul pavimento, allontanandolo dal giovane Drakul.
Il guardiano cerc di rialzarsi in piedi con un grugnito.
Per un momento sembr che volesse provare di nuovo a strappare la corona a Erik, ma poi ci ripens e rimase dov'era, farfugliando parole incomprensibili.
 inutile, Argo mormor Neve. Il nostro tempo  passato.
Quel ragazzo, con il suo sacrificio, ha cambiato tutto...
E adesso che cosa accadr? gemette Jana.
Corvino guard fisso il volto coperto di tatuaggi di Alex, che continuava a stare chino sul corpo di Erik.
Adesso, la decisione  nelle sue mani disse. Lui  l'Ultimo Guardiano, e lui decide.
Alex lo guard con aria serena.
S sussurr. S, decido io.
Allora si alz in piedi, e le ombre iniziarono ad abbandonare il suo corpo, staccandosi come ornamenti vuoti.
A poco a poco, la sua pelle si liber dall'infinit di tatuaggi che la coprivano e che cominciarono a volare in ogni direzione come la fuliggine di una vecchia macchina a vapore, per poi allontanarsi per sempre.
Il fal che ardeva al centro della caverna si spense di colpo, e con esso svanirono le forme oscure che danzavano sulle pareti. Al contempo, il chiarore che illuminava il volto dei guardiani diminu fino a scomparire del tutto. D'un tratto non sembravano altro che persone normali, pallide e stanche.
Che cos'hai fatto? sibil Argo, affrontando Alex con orgoglio. Aveva ancora le ali, che avevano mutato l'argento dei loro occhi splendenti in un grigio polveroso e senza luce. Che cos'hai fatto, stupido? Ti sei lasciato scappare i simboli!
Li ho solo restituiti ai legittimi proprietari rispose Alex con calma.
Argo scoppi in una risata amara.
Ai tuoi amici Medu rugg. In fondo, ti senti uno di loro...
Ti sbagli. Alex fece un passo verso di lui e lo fiss dritto negli occhi. Non mi riferisco ai Medu. Mi riferisco agli uomini.
Quella risposta sembr lasciare Argo allibito. Perplesso, spost lo sguardo confuso sui volti dei presenti.
Poi, con una smorfia di disprezzo, batt le ali e inizi a sollevarsi. La smorfia si trasform in un sorriso di soddisfazione quando si rese conto di poter ancora volare.
Stupidi! url. Ve ne pentirete!
Prima che qualcuno potesse replicare, si lanci verso l'uscita della grotta come un lampo. Jana sent riecheggiare a lungo la sua risata tra le pareti della Caverna, sempre pi distorta e lontana.
Quando il suono si perse in lontananza, Neve e Corvino si guardarono, storditi.
E adesso? domand Neve.
Corvino impieg qualche istante prima di rispondere.
Per prima cosa, disse dobbiamo onorare il defunto.
Ho lottato con questo giovane, come in passato avevo lottato con molti dei suoi antenati. Quando lotti contro qualcuno, arrivi a conoscerlo bene, perfino se il combattimento non dura molto. Perci posso affermare che questo guerriero era pi puro di tutti quelli che l'hanno preceduto;
nelle sue mani, la spada Aranox  diventata un'arma di virt. Ed  cos che, all'improvviso, mi sono ritrovato a lottare contro il mio stesso orgoglio. Vi racconto queste cose perch possiate comprendere quanto sarebbe potuto essere grande questo ragazzo se fosse arrivato a regnare sui Medu. Avrebbe cambiato la storia per sempre.
L'ha gi cambiata mormor Alex. La storia dei Medu e quella degli esseri umani. Nulla sar pi lo stesso.
Che questa pietra che un tempo fu il trono dei tuoi nemici avvolga le tue spoglie per l'eternit sentenzi Corvino. Jana, Neve, Alex... aiutatemi.
I quattro trasportarono il corpo verso la cupa lastra di pietra che era comparsa al posto del trono. Era una tomba perfetta.
Sulla sua fredda superficie, il corpo di Erik, ancora coperto da una lucente armatura di scaglie nere, sembrava quello di un eroe dell'antichit, e la pelle del suo viso risplendeva in modo strano sotto la luce della sua corona di fuoco.
Con gesto solenne, Alex raccolse lentamente la spada dei Drakul e la pose sul petto di Erik.
Che la corruzione del tempo non osi toccarlo mormor Corvino. Che i secoli rispettino la sua grandezza.
I quattro si misero attorno alla tomba e restarono l a lungo con gli occhi bassi, per onorare silenziosi la memoria di Erik.
Il silenzio termin quando David irruppe nella grotta, divenuta ora una camera mortuaria.
Cos' successo? domand, guardandosi intorno perplesso. Erik... com' accaduto?  morto?
Jana si avvicin al fratello e lo abbracci singhiozzando.
 tutto finito, David disse con voce spezzata. La guerra  finita...
Da sopra la spalla della sorella, David cerc gli occhi di Alex.
E ora? domand in un sussurro. Che cosa ne sar di noi?
Alex sostenne il suo sguardo con fermezza.
Ora sei libero, David rispose. Ora siamo tutti liberi.
Qualunque cosa tu faccia con questa libert  affar tuo... Ognuno scriva il proprio destino.
...
.
...
Epilogo.
...
.
...
Chiusa nella sua stanza, Laura ascoltava la musica distesa sul letto, con gli occhi chiusi e il viso nascosto nel cuscino color granata. Da un po' non prestava pi attenzione alle parole delle canzoni, assorta nei suoi pensieri, e quando il disco fin non si disturb nemmeno a farlo ripartire o a selezionare un altro album sul suo lettore.
Pensava ad Alex, ai mesi passati senza avere sue notizie, e ancora una volta, come quasi tutti i pomeriggi, si sent pervadere da un orribile pessimismo, nonostante tutti i suoi sforzi.
Non l'avrebbe mai pi rivisto, sua madre ne era convinta.
Era scomparso dall'autunno precedente, e in tutto quel tempo non avevano ricevuto una sola chiamata, n una mail. Nessun segno... Niente. Solo quella misteriosa telefonata della donna che le aveva assicurato che stava bene, e che non era necessario rivolgersi alla polizia.
Pensando che potevano averlo sequestrato, sua madre aveva deciso di informare l'agente incaricato del caso, ma a quanto pareva la Scientifica non era riuscita a rintracciare l'origine della chiamata.
La cosa pi strana era che Laura le aveva creduto. Forse per il modo in cui aveva parlato di suo padre, come se sapesse quanto fosse speciale; o forse perch dalla sua
voce trapelavano compassione e sincerit... Il fatto era che, nonostante le avesse rivelato ben poco, quella telefonata era stata per lei l'unico barlume di speranza in mezzo a tanta angoscia. Era un peccato non essere riuscita a trasmettere la stessa speranza anche a sua madre.
Per qualche tempo cerc di mettersi in contatto con Jana e con Erik, ma nessuno dei due andava pi a scuola.
Quando Laura domand in segreteria se si fossero spostati in un altro istituto, le risposero che non c'era stato alcun trasferimento di matricola. A quanto pareva, nessuno dei due aveva fornito spiegazioni prima di assentarsi. Era strano, decisamente strano...
Un sabato mattina, cedendo a un impulso, Laura si era recata da sola alla Vecchia Colonia per cercare di trovare la casa di Jana. Sapeva che viveva l, ma non conosceva n la strada n il numero. Era una ricerca assurda, certo; eppure voleva tentare. Passeggi per ore in quel labirinto di case e giardini abbandonati, che le sembrarono pi tetri e minacciosi che mai. Vide una mezza dozzina di bizzarri personaggi uscire insieme da un cortile, e tutti si misero a correre quando si accorsero della sua presenza. Si muovevano in modo elastico, quasi felino.
E quello fu l'unico segno di attivit umana che riusc a individuare.
Quando torn nella Citt Nuova, sfinita e abbattuta, decise che non avrebbe mai pi messo piede in quel luogo sinistro.
E cos, lentamente, erano trascorsi i mesi senza che nulla cambiasse, salvo lo stato d'animo di sua madre, che peggiorava giorno dopo giorno. Appariva sempre pi assente, pi isolata nella propria disperazione.
Nemmeno sua figlia riusciva a raggiungerla, si rifiutava di parlare, si concentrava giorno e notte sul suo lavoro, e quando poteva evitava perfino di trascorrere del tempo da sola con Laura. Era la stessa reazione che aveva avuto dopo la morte di Hugo; solo che stavolta Laura non aveva Alex a condividere la sua preoccupazione.
Era sola, completamente sola... E non capiva perch la disgrazia si fosse abbattuta sulla sua famiglia.
Fuori si stava facendo buio, e Laura allung un braccio per accendere la lampada sul comodino. La sua mano inciamp contro un libro che da tempo giaceva abbandonato accanto alla lampada. Senza troppo entusiasmo, lo apr nel punto in cui il segnalibro indicava l'ultima pagina letta e scorse con gli occhi alcuni paragrafi. Ultimamente le costava una gran fatica concentrarsi nella lettura. Le avventure immaginarie dei personaggi dei romanzi non riuscivano ad appassionarla. Aveva gi abbastanza problemi con i misteri della sua vita reale.
Con un sospiro, chiuse il libro e rimase a lungo a fissare il soffitto.
A un tratto la luce si spense. Nello stesso momento, Laura not che l'oscurit dello squarcio di cielo visibile dalla finestra era pi densa di prima. Si trattava di un black-out generale, era evidente.
In quell'istante avvert un formicolio sul dorso delle mani. Quando le guard, si accorse con meraviglia che entrambe emanavano un lieve chiarore dorato che sembrava scaturire direttamente dalla pelle. Al contempo, ebbe la sensazione che quel chiarore la stesse pervadendo dall'interno, sradicando le sue preoccupazioni come se fossero ombre. In pochi secondi, il suo stato d'animo era cambiato radicalmente. Si sentiva tranquilla e in pace con s stessa, e provava anche un'inspiegabile allegria.
Guardandosi il dorso luminoso di entrambe le mani, pens al miracolo di essere viva, alla stupefacente perfezione di tutti i meccanismi che le permettevano di vedere, sentire, muoversi e respirare. Tutte quelle cose non erano forse pi impressionanti della pi potente magia? Eppure, quasi tutti le ignoravano.
Dalla strada giunsero voci e grida di giubilo. Piena di curiosit, si alz e apr la finestra. La gente stava uscendo
dalle case, riunendosi in gruppi sui marciapiedi, e tutti parlavano dell'incredibile prodigio a cui avevano appena assistito. Laura scoppi a ridere per la meraviglia e la felicit quando si rese conto che tutti avevano le mani illuminate dallo stesso bagliore dorato. Centinaia di luci calde e festose danzavano nell'oscurit, esprimendo con i loro movimenti la sorprendente trasformazione che ognuno aveva sentito dentro di s.
La corrente elettrica torn, e subito Laura not che il chiarore sulle mani era sparito. Tuttavia, la luce interiore che l'aveva accompagnato era ancora l, pi luminosa e avvolgente che mai.
In quel momento ud dei passi affrettati in corridoio.
Un attimo dopo, la porta si apr.
Hai visto? le domand sua madre dalla soglia.
Sorrideva fiduciosa, come Laura non l'aveva vista sorridere da molto tempo. Allora la figlia seppe con assoluta certezza che in entrambe brillava ora la stessa luce leggera e vellutata, una luce che diceva loro di avere fede, che presto avrebbero rivisto Alex, e che non erano mai state tanto forti come in quel momento.
Vengo dalla strada aggiunse Helena. Quel bagliore sulla pelle della gente, e le loro facce... avresti dovuto vederle! Sembravano cos contenti, cos sicuri di s... Che cos' successo, Laura? Sembra una magia. Ma la magia non esiste, ho dedicato tutta la mia vita alla scienza e so quello che dico...
Forse  sempre esistita, mamma; forse siamo solo stati incapaci di vederla.
Le due si presero per mano e si guardarono sorridenti.
Poi, Laura sent l'abbraccio sicuro e avvolgente della madre. Le era mancato terribilmente negli ultimi mesi, e ora eccolo l. E quella s che era magia.
 come se, all'improvviso, vedessi tutto pi chiaro, mamma confess.  come se d'un tratto le cose avessero pi senso... Che cosa credi sia successo?
Sua madre si allontan un momento per guardarla di nuovo con uno di quegli splendidi sorrisi che Laura ormai non ricordava quasi pi.
Non so che cosa sia successo, tesoro mormor.
Non lo so davvero... Ma sono sicura di una cosa: a partire da oggi, tutto sar diverso.
...
.
...
FINE.